winelivery

Le idee vincenti nascono dalla necessità di soddisfare un bisogno: proprio come è successo con Winelivery, la cui origine si trova in una cena fra amici in cui era terminato il vino.

Winelivery, il cui nome derova dall'unione delle parole wine (vino) e delivery (consegna) è attualmente uno dei più importanti servizi di consegna di vino e non solo a domicilio.

Tutto quello che serve per un aperitivo oppure per completare una cena: Winelivery ha negli anni fatto crescere la sua offerta sia di prodotti che di zone di consegna, in modo da venire incontro alle necessità sempre più diverse dei clienti, che possono trovare grazie a questo servizio tutto quello che serve per un aperitivo o per completare una cena.

# La nascita di Winelivery

La nascita di Winelivery si verifica nel 2016 dall’intuizione dei tre founder che capiscono come, nel panorama della consegna a domicilio di prodotti alimentari, mancasse un tassello importante: cioè un servizio che si occupasse della consegna di bottiglie di vino alla giusta temperatura, pronte cioè per essere servite a una cena oppure per un aperitivo.

Il settore è quindi quello del Food Delivery, che ha conosciuto una crescita esponenziale in Italia nell’ultimo decennio, con un'accelerazione ulteriore durante la pandemia di Covid-19: terreno ricco di possibilità, già mostrate negli Stati Uniti dove diversi servizi simili avevano raggiunto il successo.

Per il primo periodo di attività il servizio è stato limitato al comune di Milano: la particolarità di Winelivery è stata, fin dall’inizio dell’attività, di non avere un magazzino a disposizione.

Infatti il servizio si appoggiava su alcuni distributori ed enoteche situate nelle varie zone della città e si avvaleva della collaborazione di rider indipendenti per le consegne: in questo modo risultava possibile garantire una consegna capillare in tempi rapidi, nonostante le dimensioni della città.

Dal 2017 in poi il servizio di Winelivery ha cominciato a crescere e si è esteso dal comune di Milano al resto dell’Italia, puntando sempre a offrire un servizio di pronta consegna: una distribuzione capillare, soprattutto nelle città delle penisola, mantenendo lo stesso modello che prevede di appoggiarsi su realtà locali per la consegna dei prodotti.

La crescita dell’offerta territoriale ha visto anche la crescita dell’offerta di prodotti, comprendendo tutto quello che può essere utile per gustare un aperitivo fra le mura di casa.

# I founder 

I founder di Winelivery erano tutti under 30 quando hanno iniziato l’attività con la loro startup di delivery, mettendo a frutto le esperienze fatte nei diversi settori d’impresa.

Francesco Magro, founder e attuale CEO di Winelivery, si è occupato, dopo la laurea alla Bocconi, di Innovation And Technologies ed è attualmente advisor per alcune società di consulenza per startup e nuove imprese.

Giovanni Roberto, founder e attualmente Deputy Ceo (vice-amministratore delegato), ha operato per anni nel settore del Business Development, dopo aver conseguito una laurea all’Università della Bocconi.

Andrea Antinori, founder e già marketing manager ora addetta all’ufficio stampa di Delivery,  ha invece una formazione diversa, con un Master in Economia all’Università Cattolica di Roma a cui ha affiancato un’attività professionale come fisioterapista: è stata lei ad avere la prima esperienza diretta con un sistema di delivery di alcolici a domicilio, vivendo per qualche tempo a San Francisco.

Tutti e tre i co-founder sono ancora attivamente impegnati nella gestione di Winelivery.

# L’offerta

Winelivery offre un servizio di consegna a domicilio di vino, altre bevande e snack per aperitivi e cena: il servizio è accessibile tramite sito web o tramite apposita app.

Il servizio di Winelivery è particolarmente semplice da utilizzare: prima di ogni ordine viene richiesto l’inserimento dell’indirizzo a cui deve essere effettuata la consegna, dato necessario perché non tutte le località sono coperte dal servizio di consegna express.

Nel caso di località raggiunta dal servizio di consegna express, cioè entro la giornata dell’ordine o meglio entro l’ora dell’aperitivo o di cena, diventa possibile fare una selezione fra i diversi prodotti disponibili nelle diverse categorie: sia il vino che le altre bevande vengono consegnate alla temperatura perfetta per il servizio, quindi pronte per essere immediatamente bevute.

Winelivery stringe rapporti direttamente con i produttori, effettuando una soluzione dei prodotti migliori e permettendo ai clienti di risparmiare sui costi: inoltre, a seconda della zona in cui il cliente si trova, sono a disposizione anche particolari “golosità”, prodotti tipici locali, che sono perfette per accompagnare una buona bottiglia di vino o un buon cocktail.

La possibilità di trovare dei prodotti di nicchia, difficilmente reperibili per esempio nella GDO, è un’altra caratteristica molto interessante di Winelivery, che punta a sottolineare anche la comodità del servizio, che in pochi click permette di ricevere i prodotti desiderati.

Per tutte le località che non sono coperte dal servizio di consegna express è invece possibile ottenere una consegna a domicilio “classica”, nel giro di 2 o 3 giorni lavorativi dall’ordine: con questo tipo di servizio Winelivery arriva a coprire, con una distribuzione capillare, anche i piccoli centri del territorio.

# La caratteristica distintiva

Anche in seguito alla crescita relativa alle località servite e all’aumento della tipologia di prodotti disponibili, Winelivery ha mantenuto immutata la caratteristica distintiva, che ha permesso alla startup di differenziarsi dalla concorrenza: l’offerta di un servizio di consegna rapido, perfetto per coprire quelle esigenze ed emergenze che una classico delivery non è in grado di soddisfare.

Il bisogno a cui rispondeva in origine Winelivery era proprio quello del cliente che aveva deciso di rimanere a casa per l’aperitivo oppure di organizzare una cena last minute e che si trovava senza il vino necessario ad accompagnare la serata: una consegna garantita in tempi brevi, o anche brevissimi, e alla temperatura adatta all’immediato servizio permette infatti di risolvere questo problema in modo semplice.

# Il team 

I tre co-founder di Winelivery sono ancora all’opera attivamente nella società, che conta diversi elementi giovani ma con un’importante preparazione nell’ambito delle attività societarie.

Fra gli altri spiccano Gabriele Berio, Head of Media for Brands and Market Research Studio, dopo una laurea all’Università Bocconi, Lorenza Leggio, Operations Manager passata a Winelivery dopo l’esperienza in Jobby, e il General Manager Joe Morris.

# Il fundraising

Il processo di fundraising di Winelivery è stato fin dall’inizio basato sull’equity crowdfunding: in parte una scelta dettata dalla necessità, perché il progetto non aveva incontrato il favore delle banche e non era riuscito nemmeno a convincere gli investitori professionali, come spesso accade per le startup.

La ricerca di fondi per espandere l’attività ha portato a un primo round di finanziamento su Crowdfundme a inizio del 2017: un obiettivo relativamente ambizioso, con una raccolta fissata a 50.000 euro, che è andata rapidamente in overfunding, arrivando a raccogliere 150.000 euro.

Questo successo ha dato sicuramente una spinta alla crescita, permettendo di investire nella società ampliando l’offerta dei prodotti e investendo sul marketing: successo che ha spinto i founder a sfruttare nuovamente il crowdfunding alla fine del 2017 con un’altra campagna di successo.

In questa seconda campagna, sempre condotta su Crowdfundme, gli obiettivi erano decisamente più ambiziosi: partendo da un obiettivo di 150.000 euro, la raccolta è arrivata a totalizzare ben 400.000 euro, capitali che sono stati investiti per ampliare la rete di business di Winelivery, andando a fornire il servizio anche in altre città oltre Milano e allargando la base delle cantine associate.

Caratteristica di queste due campagne è sicuramente quella per cui l’idea di business ha colpito l’attenzione degli investitori, che si sono potuti rapidamente trasformare in clienti, e la capacità di comunicare con un’ampia community attraverso adeguate strategie di marketing: la scelta poi di ripetere una campagna di crowdfunding a una distanza relativamente breve dalla prima ha sicuramente favorito un ritorno degli investitori, che hanno in larga parte sfruttato il diritto di prelazione.

Ancora un grandissimo successo è stato quello ottenuto con il terzo round di equity crowdfunding, concluso sempre su CrowdFundMe all’inizio del 2019: in questo caso l’obiettivo iniziale era stato fissato in 400.000 euro, ma la raccolta è arrivata a superare il milione e duecentomila euro.

In questo caso si può notare un cambiamento nel sistema della comunicazione, che sottolineava l’ambizione di porre in essere una campagna milionaria: strategia effettivamente vincente, perché ha portato a una partecipazione degli investitori minore dal punto di vista numerico (sono stati “solo” 381), ma maggiore dal punto di vista della misura degli investimenti, perché molti di questi hanno scelto le quote di valore più alto, arrivando a investire più di 100.000 euro.

La somma raccolta e la crescita di fatturato hanno permesso a Winelivery di guardare a un’ulteriore crescita sia del mercato B2B che di quello B2C, oltre a una possibile espansione al di fuori dei confini nazionali.

E dopo il crowdfunding, Winelivery è passata ai round di finanziamento con grandi attori: nel 2019 un round bridge da 1,5 milioni di euro, in previsione della quotazione della società nei due anni successivi, a cui ha partecipato la piattaforma di innovazione B2B Gellify.

E nel 2020 un finanziamento convertibile pari a 2,5 milioni di euro, sostenuto principalmente da Intesa San Paolo.

# Il business model

Il business model di Winelivery è duplice: da un lato infatti la startup può essere considerata un retailer, perché vende i prodotti con un sovraprezzo rispetto all’acquisto dai produttori.

Il mercato, oltre al settore B2B, fa riferimento anche al settore B2C e anche al settore Ho.Re.Ca per le consegne “last minute” e alle campagne di regali delle società.

Per quel che riguarda le consegne, il servizio è completamente in outsourcing, perché io rider non sono dipendenti diretti di Winelivery.

La seconda parte del business model di Winelivery riguarda invece il settore media: grazie alla sua posizione privilegiata come vetrina online con una solida e ampia base di clienti, la società può vendere servizi di marketing ai produttori e ai diversi brand del settore.

Scorrendo la homepage del sito si possono trovare per esempio i "Brand in evidenza": facendo click su di essi si viene rimandati a una pagina dove vengono presentati alcuni prodotti disponibili sul sito con una breve descrizione del brand stesso.

# Gli errori commessi

Osservando la parabola di Winelivery non si può dire che ci siano stati degli errori sostanziali nello sviluppo del progetto: se si esclude il progetto iniziale, che prevedeva un servizio marketplace dedicato solamente al settore Ho.Re.Ca che è rimasto solo a livello embrionale, i problemi riscontrati sono stati creati soprattutto dal timing.

Infatti, quello che ha creato maggiori problemi alla startup, soprattutto per quel che riguarda l’attività di fundraising, è stato il fatto di anticipare forse troppo le tendenze: nel 2016, quando il servizio di Winelivery è nato, il settore del drink delivery in Italia era appena all’inizio e la proposta della startup era probabilmente troppo avanti rispetto a i tempi.

# I progetti per il futuro

Con una crescita sempre più importante nell’ultimo biennio, i progetti per il futuro di Winelivery sono particolarmente ambiziosi: nelle mire della società c’è un ulteriore consolidamento della posizione nell’ambito italiano, con l’espansione del servizio ad altre città e il raggiungimento anche di centri più piccoli, oltre a puntare alle prime aperture oltre confine, in particolare in Francia.

# Cosa si può imparare da Winelivery?

La lezione più interessante che si può trarre dal progetto di Winelivery è che un’idea vincente nasce sempre per soddisfare un bisogno: può essere anche un bisogno non evidente, come quello di ricevere direttamente una bottiglia di vino pronta per essere stappata e gustata, ma sicuramente un bisogno che spinge i consumatori all’acquisto.

La capacità di rispondere a questo bisogno in modo semplice ed efficace rappresenta la chiave di volta del successo di Winelivery.

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