weschool

Weschool ha dimostrato che la didattica a distanza non è nata con la pandemia di Covid-19 che ha costretto docenti e studenti ad adattarsi alla partecipazioni a classi "virtuali" in sostituzione delle lezioni in presenza: grazie a Weschool il docente può creare un'aula virtuale, costruendo le lezioni grazie ai diversi strumenti offerti dalla piattaforma

Weschool è la prima piattaforma italiana di flipped classroom (o classe al contrario): se nella didattica tradizionale la lezione si svolge nella classe e a casa vengono approfondite le diverse tematiche, nella flipped classroom la lezione viene studiata a casa mentre le diverse tematiche vengono affrontate durante la lezione nella classe virtuale.

# Come funziona WeSchool

Il funzionamento di Weschool è stato pensato per essere il più “smart” possibile, considerando anche il livello di competenza tecnologica dei diversi utilizzatori.

Per iniziare a utilizzare il programma è sufficiente completare un semplice processo di registrazione, tramite cui si può accedere alle 5 sezioni principali:

I docenti devono poi creare un gruppo in cui vanno inseriti studenti e altri docenti, che ricevono un invito tramite messaggio di posta elettronica.

Gli studenti che ricevono la mail dovranno a loro volta completare un processo di registrazione per poter accedere al gruppo di lavoro e quindi alle lezioni LIVE con WeSchool.

Punto di forza delle lezioni LIVE è rappresentato dalla compatibilità del sistema di WeSchool con diversi e diffusi sistemi di comunicazione a distanza.

Sul sito sono disponibili tutta una serie di corsi per insegnare ai docenti l’utilizzo degli strumenti della didattica a distanza.

WeSchool viene utilizzato sia per la didattica scolastica, sia, attraverso gli stessi strumenti, per la formazione aziendale.

# I founder

Marco De Rossi è founder e CEO di Weschool: progetto a cui è arrivato dopo l’esperienza come Country Manager per l’Italia di Tripwolf e aver lavorato nel settore delle comunicazioni per Working Capital, società del gruppo Telecom Italia che si occupa di startup.

Luca Ghirimoldi è founder e attualmente COO della società, dopo aver lavorato in Oilproject. 

Marco Pinta è CFO di Weschool dopo aver lavoro come analista finanziario per Ernst & Young e New Deal Advisor, mentre Federica Leotta ricopre il ruolo di Head of Education, dopo aver lavorato come Country Manager per l’Italia per Universum.

# La storia

Il successo di Weschool comincia molto prima che la didattica a distanza salga agli onori della cronaca.

Il founder Marco De Rossi racconta come l’embrione del progetto di WeSchool nasca proprio dalle sue esperienze scolastiche, durante cui si era trovato a organizzare un corso di coding per gli studenti del liceo che frequentava.

Proprio durante quegli anni nasce il progetto Oilproject, in origine un sito per studiare online la letteratura classica.

Oilproject si evolve dal 2004 e cresce nel decennio seguente, permettendo ai ragazzi di ripassare online su video, testi ed esercizi di qualità fatti dai migliori docenti italiani.

I founder decidono però di fare un salto di qualità, coinvolgendo nel loro progetto i docenti e creando nel 2016 WeSchool, per permettere ai docenti stessi di portare le loro classi online e di operare tramite la didattica a distanza.

In un primo momento il progetto incontra forti resistenze soprattutto da parte di coloro che dovevano essere i destinatari principali, cioè i docenti, a causa anche del basso livello di informatizzazione che si riscontrava fino a pochi anni fa all’interno della categoria.

Per questo motivo i founder di WeSchool decidono di cambiare il focus della loro comunicazione: non limitandosi a sottolineare l’importanza delle nuove tecnologie per affermare un nuovo concetto di insegnamento, ma puntando l’attenzione sulle innovative metodologie didattiche e sull’efficacia dei nuovi strumenti per la formazione.

# L'attività durante il lockdown

Questo cambio di rotta permette a WeSchool di fare breccia nel “muro” di diffidenza che all’inizio circondava i sistemi di didattica a distanza arrivando a essere la seconda piattaforma per la didattica digitale in Italia, dopo il “gigante” Google Classroom.

Dopo un’esperienza di coworking nell’ambito di Talent Garden, WeSchool ha continuato la sua crescita, arrivando, nel 2020, a vedere utilizzata la sua piattaforma da 1,7 milioni di utenti, con una prospettiva di ulteriore crescita, determinata anche dal fatto che la didattica a distanza per la scuola probabilmente diventerà una modalità strutturale, destinata ad affiancare quella delle lezioni in presenza.

Ovviamente il lockdown della primavera 2020 ha influito molto sulla crescita rapida di Weschool: la piattaforma è stata una delle 3 piattaforme gratuite inserita dal Miur per la didattica a distanza nella scuola italiana.

# Il modello di business

Parallelamente allo sviluppo degli strumenti per la didattica scolastica, WeSchool ha implementato la sua offerta per i privati: nella maggior parte dei casi aziende che hanno deciso di utilizzare lo strumento della didattica a distanza per la formazione dei propri dipendenti e collaboratori e che hanno bisogno di una piattaforma efficiente e testate per la gestione dei corsi.

Il modello di business di Weschool è basato proprio sull’offerta formativa per le aziende che scelgono di utilizzare la didattica a distanza per la formazione dei dipendenti.

Anche questa metodologia di formazione conosce una sempre maggiore espansione, perché permette di contenere i costi per le aziende e offre un sistema più agile per la fruizione dei corsi, rispetto all’insegnamento in aula.

In questo senso, l’offerta gratuita della didattica online per la scuola è stato una forma di test e validazione del servizio molto ampia ed efficace: individuando i problemi (anche grazie alla segnalazione degli utenti) è diventato possibile offrire ai clienti uno strumento già testato e perfettamente ottimizzato.

Fra i clienti più importanti di WeSchool vanno annoverati TIM, che ha scelto la piattaforma prima del 2016 per la formazione di oltre 1000 dipendenti in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni, e nuovamente nel 2018 per lo sviluppo delle competenze digitali di oltre 4000 dipendenti

Anche ENI si è affidata a WeSchool per la gestione dei master dell’Università Scuola Mattei.

L’altro canale di profitto per WeSchool è rappresentato dalla vendita dei corsi di formazione online per i docenti.

Grazie ai corsi proposti sul sito i docenti possono apprendere l’utilizzo degli strumenti utili per la didattica a distanza: per ogni corso vengono creati delle community di utenti per approfondire le tematiche del corso. 

I corsi sono progettati per essere fruibili da utenti di ogni livello di alfabetizzazione informatica.

# Il processo di finanziamento

Il percorso di finanziamento di Weschool è stato particolarmente lineare: dopo un primo seed di 500.000 euro ottenuto nel 2016, i fondi sono stati ottenuti per sviluppare la tecnologia e il modello di business, perfezionando  e ottimizzando grazie all’esperienza e ai feedback ottenuti dagli utenti.

L'accelerazione verso la crescita si è verificata nel 2020, anno cruciale per WeSchool i cui utilizzatori sono cresciuti in modo esponenziale in conseguenza del diffondersi della didattica a distanza.

Infatti, proprio durante il 2020 WeSchool ha chiuso un secondo round di finanziamento, questa volta per un importo pari a 6,4 milioni di euro, con un aumento di capitale sottoscritto da P101, lead investor con i fondi P102 e Italia 500 – Azimut, TIM Ventures, CDP Venture Capital Sgr, Club Digitale e Club Italia Investimenti 2.

Quest’ultimo round di finanziamento è stato prezioso soprattutto nell’ottica di un ampliamento dell’organico: dalle 9 persone che formavano il team prima dell’aumento di capitale, la società è passata a un team di 27 figure, con l’obiettivo di arrivare a 45 persone impegnate nel progetto entro la fine del 2021.

L’espansione del team riguarda sia figure con competenze manageriali in grado di coordinare e guidare gruppi di lavoro, ma anche redattori della didattica, graphic designer, animatori.

Infatti, come dichiarato dal CEO De Rossi, la didattica a distanza ha la necessità di creare dei contenuti “avvincenti”, che possano attirare e tenere viva l’attenzione degli utenti, grazie alle competenze della comunicazione esterna.

# La crescita parallela dei modelli di business

Interessante osservare che il percorso di crescita di Weschool procede su due binari che si possono definire paralleli: la didattica a distanza per la scuola e la formazione aziendale.

Grazie all’esperienza acquisita nell’ambito della didattica a distanza, che è offerta in utilizzo gratuito e ricopre un’importante funzione sociale, come si è visto durante il periodo del lockdown, WeSchool ha potuto sviluppare la sua offerta per la formazione alle aziende, settore da cui deriva il profitto della società.

Quindi, da quello che è un servizio sociale e culturale, come l’originario progetto Oilproject, i founder di WeSchool sono riusciti a creare un sistema di profitto: una dimostrazione come impegno nel sociale e impresa possono lavorare in sinergia e ottenere degli ottimi risultati.

# L'impegno per la cultura

I founder di WeSchool hanno deciso, pur nell’ambito di un sviluppo che per natura tende a generare profitto, di mantenere comunque attivo un aspetto sociale e culturale.

E hanno raggiunto questo risultato sia offrendo gratuitamente alle scuole l’utilizzo della piattaforma della didattica a distanza, sia proseguendo lungo il sentiero tracciato con il progetto Oilproject e creando WeSchool Library.

Si tratta di una piattaforma in cui è possibile trovare materiali e seguire lezioni sulle materie più diverse: sono infatti disponibili testi, video, esercizi, verifiche, singole lezioni e corsi completi, che possono essere seguiti in completa libertà. Infatti la piattaforma non ha costi ma richiede solo l’iscrizione.

Il successo di Weschool potrebbe a una prima impressione essere legato alla contingenza degli ultimi anni: in realtà ha radici più profonde, in particolare nella mission di cambiare il modo di fare scuola e fare formazione, sfruttando al meglio gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

Un obiettivo rivoluzionario perché va a modificare qualcosa che è rimasto immutato per secoli: un nuovo modo di vivere la scuola e l’apprendimento, perché in un mondo in costante cambiamento, anche la scuola deve modificare i suoi schemi.

# Approfondimenti

WeSchool (Sito web)
Marco De Rossi (Linkedin)
Luca Ghirimoldi (Linkedin)
- Marco Pinta (Linkedin)
- Federica Leotta (Linkedin)


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