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Il linguaggio delle startup rappresenta la mappa che ti guida in questo mondo ricco di possibilità ma anche, per molti versi, “misterioso”.

Conoscere il linguaggio delle startup, i termini più utilizzati e il loro significato ti permette di avere davanti le tappe di un viaggio che può concludersi con un successo importante.

Un viaggio che parte dai primi passi di una startup, dallo Zero to One al MVP e al primo Bootstrapping.

Passando per i territori della crescita, con l’operare nell’ombra dello Stealth Move, lo studio nell’Incubator e i primi passi nella terra del Crowdfunding.

Fino ad arrivare alla meta ai paesi di confine della Scale Up e della Exit Strategy, che conducono al di fuori del mondo delle startup.

Scopri le particolarità del linguaggio delle startup, per essere pronto ad affrontare con il giusto equipaggiamento questo viaggio in una terra nuova.

Guida alla scoperta del Linguaggio delle Startup

# Il Linguaggio delle Startup

1 Agile Development

Quando si parla di Agile Development si entra nel mondo del software e dello sviluppo dello stesso.

Questo sistema prevede un approccio flessibile, che consente di sviluppare un software  in grado di adattarsi alle esigenze del cliente, in maniera semplice e rapida.

In questo modo non è necessario per il cliente cambiare software al cambiare delle esigenze, con un risparmio di tempo e di costi.

2 Bootstrapping

Il Bootstrapping rappresenta uno dei più diffusi strumenti di finanziamento per le startup nelle prime fasi dello sviluppo.

Scegliendo questo strumento, non si fa riferimento a soggetti esterni per ottenere dei capitali, ma si utilizzano solamente capitali, normalmente limitati, dei founder.

Si tratta di un sistema di finanziamento efficace soltanto per iniziare a sviluppare un progetto, utilizzabile finché le spese sono contenute.

3 Burn Rate

Durante tutto il suo sviluppo una startup utilizza i fondi ottenuti dai finanziatori per sviluppare il progetto e finanziare la crescita.

Il Burn Rate sta a indicare la velocità con cui questi fondi vengono utilizzati, che può essere molto elevata nelle prime fasi di sviluppo e nelle fasi di crescita.

Viene spesso rappresentata come una perdita, perché una startup, per la sua natura, tende a investire nello sviluppo piuttosto che a remunerare i soci.

4 Churn Rate

Con Churn Rate si indica la percentuale di clienti che interrompono l’utilizzo di un servizio o di un prodotto in un determinato periodo di tempo.

Un determinato livello di Churn Rate è fisiologico, ma va monitorato per evitare che salga oltre questo limite.

Se il Churn Rate è troppo elevato, vuol dire che è presente un problema con il prodotto o servizio che va necessariamente risolto.

5 Crowdfunding

Il Crowdfunding è un sistema di raccolta fondi che permette di raccogliere somme, anche piccole, ma da un gran numero di finanziatori.

Il fatto di utilizzare delle piattaforme online dedicate e autorizzate per questo sistema di raccolta fondi permette di raggiungere una platea molto ampia di potenziali finanziatori.

Il Crowdfunding permette di raccogliere capitali in diverse fasi di sviluppo di una startup, da quelle iniziali a quelle più avanzate.

6 Disruptive Innovation

La Disruptive Innovation è alla base del successo di alcune delle più famose startup: si tratta della capacità di innovare radicalmente un settore.

Un’idea che è “disruptive” è rivoluzionaria e in grado di cambiare una realtà anche molto ben radicata.

Basta pensare a un’idea come quella di AirBnB oppure di Uber, che hanno cambiato radicalmente il settore in cui operano, rivoluzionandolo e dando inizio a una “nuova era”.

7 Due Diligence

Gli investitori, soprattutto quelli professionali come Business Angel, Venture Capital e fondi non investono “alla cieca” in una startup.

E non si limitano a valutare la bontà dell’idea di business: ma compiono un accurato processo di analisi della realtà in cui vanno a investire.

Analisi che permette di valutare il valore e le condizioni della società, in modo da capire quali sono i rischi e le possibilità di profitto.

8 Elevator Pitch

Con Elevator Pitch si indica quella presentazione di un’idea di business che punta a persuadere i potenziali investitori e che deve essere breve.

Tanto breve da poter essere effettuata nel tempo necessario per un tragitto in ascensore.

In un tempo brevissimo l’Elevator Pitch presenta i punti di forza di un’idea o di un progetto, in modo da spingere chi ascolta ad approfondire.

9 Exit Strategy

L’Exit Strategy rappresenta una delle possibili mete del viaggio di una startup.

Si tratta di un piano che riguarda l’uscita dalla startup: normalmente questo piano interessa gli investitori, che studiano come massimizzare il loro profitto “uscendo” dalla società nel momento più favorevole.

Ma può riguardare anche lo startupper, che decide quando “uscire” dalla sua startup, per trarre il giusto profitto dai suoi investimenti e dal lavoro speso nello sviluppo della società.

10 Founder

I Founder sono i “pionieri”, coloro che iniziano il viaggio nella terra delle startup: sono coloro che concretizzano l’idea di business, sviluppando la società.

Nel progetto di startup i founder spesso investono parte del loro capitale ma soprattutto il loro impegno professionale.

Per una startup può esserci un singolo founder oppure più founders: che in questo caso vengono anche chiamati “co-founder”.

11 Freemium

Il Freemium è un particolare modello di business, che prevede l’offerta gratuita di un servizio base.

Se però si vogliono utilizzare funzionalità aggiuntive, è necessario pagare per queste.

Si tratta di un modello di business che punta ad attirare i clienti, facendo loro provare il servizio nelle sue funzioni principali.

I clienti soddisfatti dal servizio base tendono ad acquistare anche il servizio a pagamento.

12 Gamification

La Gamification è un sistema di sviluppo dei servizi e dei prodotti digitali che trae molti elementi dal mondo dei videogame.

In particolare l’utilizzo dei classici elementi del gioco, come sono i punti, i livelli da raggiungere e i premi che si possono ottenere, hanno lo scopo di coinvolgere gli utenti.

La Gamification ha dimostrato di essere molto utile anche per motivare gli utenti ad apprendere nuove competenze.

13 Incubator

Con Incubator si intende una tipologia di programma dedicata alle startup nelle prime fasi di sviluppo.

Un Incubator fornisce alle startup “incubate” risorse e supporto per avviare un’attività: molto spesso nel programma sono previsti la formazione e l’offerta di una sede fisica per la società.

In alcuni casi un Incubator finanzia anche le startup più interessanti, a fondo perduto o con partecipazione in equity al capitale sociale.

14 IP (Intellectual Property)

Sotto l’ombrello dell’IP si trovano tutti gli elementi compresi nella proprietà intellettuale: dei beni immateriali che possono essere molto importanti per una startup.

Con questo termine si indica l’insieme dei diritti legali che sono dedicati alla tutela di questi beni immateriali.

Solo per indicarne alcuni sono IP i brevetti, i marchi, i copyright e i brevetti: tutti beni non tangibili ma che possono determinare il successo di una startup.

15 Lean Startup

La Lean Startup è una delle tappe più importanti nel viaggio delle startup, una sorta di “capitale” di questo territorio.

Si tratta di una metodologia che si basa su un ciclo continuo di test del prodotto o servizio e di implementazione dei miglioramenti che derivano dai feedback.

L’obiettivo è quello di lanciare un prodotto in tempi rapidi e con il minor impegno monetario possibile.

16 LTV (Lifetime Value)

Il LTV è un indicatore del valore che un cliente potrà portare a una determinata azienda durante il periodo in cui avrà rapporti con essa.

Si tratta di un valore determinato da diversi fattori e che va calcolato tenendo di quanto l’azienda fatturerà verso un cliente, sottraendo tutti i costi necessari per fornire il prodotto al cliente stesso.

Il LTV è un indicatore importante perché permette di capire quanto può valere un cliente nel lungo termine e quindi se per un’azienda è utile investire su di lui, per fidelizzarlo.

17 Market Fit

Il Market Fit rappresenta una fase molto importante nello sviluppo di una startup: quella in cui il prodotto o il servizio è in grado di soddisfare il mercato.

Arrivare al Market Fit per una società significa essere in un buon mercato con un prodotto o servizio che è in grado di rispondere alle necessità di quel mercato.

Il Market Fit non si raggiunge solo con un buon prodotto, ma anche riuscendo a raggiungere i potenziali clienti e trasformandoli in clienti effettivi e paganti.

18 MVP (Minimum Viable Product)

L’MVP indica la “versione minima” di un prodotto o servizio che è dotata di tutte le funzionalità di base, che la rendono utilizzabile.

L’MVP è determinante nella metodologia Lean Startup perché può essere lanciato sul mercato in tempi brevi e con costi ridotti.

Grazie al lancio del MVP per una startup diventa possibile raccogliere feedback che permettono di implementare il prodotto o servizio stesso, rispondendo alle esigenze del pubblico.

19 Pivot

Fare Pivot significa “cambiare rotta” per una startup: una modifica importante, che di solito avviene nelle prime fasi di sviluppo.

Il Pivot può riguardare il business model o anche il prodotto o servizio: la scelta dipende dal fatto che in fase di validazione non si sono avuti i risultati previsti.

Si tratta di un cambio di strategia radicale, che permette di evitare di investire tempo e denaro su un progetto che non ha possibilità concrete di successo.

20 Runaway

Runaway indica qualcosa che sta correndo via: nel linguaggio delle startup, in questo modo si indica un periodo di tempo.

Precisamente il periodo di tempo in cui la startup può continuare a operare a livello finanziario prima di terminare i propri fondi.

Per evitare di arrivare alla fine del Runaway, è necessario che i fondi vengano aumentati, o con un aumento di fatturato oppure ricevendo finanziamenti dall’esterno della società.

21 SaaS (Software As A Service)

Con Saas si intende un modello di distribuzione del software non più basato su un dispositivo fisico o su un download, ma sul cloud.

L’utente paga un abbonamento per usufruire del software e può utilizzarlo da diversi dispositivi, senza necessità di effettuare installazioni.

Il provider del software garantisce lo sviluppo e il mantenimento del servizio in cloud, compresi tutti i necessari aggiornamenti ed eventuali correzioni.

Si tratta di un modello di distribuzione del prodotto che abbatte completamente i costi di trasporto, trasformando il prodotto software in un servizio.

22 Scale Up

Una startup diventa scale up quando espande in modo rapido la sua attività, dopo aver validato il modello di business.

In concreto una scale up è una startup che opera sul mercato e presenta alcune particolari caratteristiche che permettono di puntare a una crescita in ambito internazionale del business.

La scale up ha come obiettivo il raggiungimento di una exit, in modo da ripagare founder e finanziatori degli investimenti effettuati.

23 Seed Capital

Il Seed Capital è la primissima fase della raccolta fondi per lo sviluppo di una startup: i fondi servono a “piantare il seme” per sviluppare il progetto di business.

Questo capitale può essere fornito da diverse fondi: dal Bootstrapping, al finanziamento da parte di banche o istituti di credito, fino al finanziamento da parte di Business Angel.

Normalmente il Seed Capital parte da zero per arrivare fino a 1 milione di euro, a seconda delle caratteristiche del progetto di startup.

24 Stealth Mode

Nella fase di Stealth Mode la startup opera in maniera nascosta, almeno agli occhi del grande pubblico, per tenere segreti strategie e prodotti fino al lancio sul mercato.

Una startup che opera in modalità stealth non mostra una presenza importante online, nemmeno a livello social.

Di contro di solito una startup in stealth mode ha frequenti contatti con gli investitori e può ricevere finanziamenti anche importanti.

25 Term Sheet

Un Term Sheet rappresenta un punto di arrivo nelle trattative tra startup e potenziali investitori e serve per mettere, nero su bianco, le condizioni principali della proposta di investimento.

In questo documento vengono chiariti obblighi e diritti dei soggetti che partecipano all’operazione di finanziamento.

Il Term Sheet è anche un punto di partenza: da questo documento infatti proseguono e di solito si concludono le operazioni che portano in concreto all’investimento nel capitale di una startup.

26 Unicorn

L’unicorno è una creatura mitica dotata di caratteristiche uniche: è una startup Unicorn è quella che ha una quotazione pari o superiore a 1 miliardo di dollari.

Queste startup, come sono state Google e AirBnB, hanno visto una crescita rapida e assolutamente fuori da ogni previsione.

Inoltre le startup unicorno rappresentano una rivoluzione nel settore in cui operano, da cui la crescita così importante.

27 User Acquisition

L’User Acquisition è una delle attività più importanti per una startup: si tratta del processo che permette di attrarre nuovi utenti al proprio sito web o servizio online.

L’User Acquisition viene messa in atto tramite strategie di marketing dedicati.

Si parla di “utenti” e non clienti, perché non tutti coloro che accedono a un sito web o a un servizio online diventano automaticamente clienti.

28 Vesting

Nel linguaggio delle startup il Vesting è un processo che regola la distribuzione di quote ai dipendenti della società od opzioni lungo un determinato periodo di tempo.

Si tratta di un sistema di incentivazione che mira a premiare dipendenti e collaboratori che rimangono “fedeli” alla startup nel tempo, mettendo a disposizione tempo, esperienza e professionalità.

29 Viral Marketing

Il Viral Marketing è uno dei più potenti strumenti di comunicazione online: si tratta di una strategia che sfrutta gli effetti di rete.

Il marketing virale quindi utilizza la propensione naturale degli utenti a condividere online, attraverso i social o anche attraverso il passaparola dei contenuti che si ritengono interessanti.

30 Zero To One

Zero To One è un concetto teorizzato da Peter Thiel che tratta di tutto ciò che riguarda le imprese che costruiscono qualcosa di nuovo.

Il concetto di base è quello di partire dall’assenza di un prodotto o di un servizio e di arrivare alla sua esistenza, senza limitarsi a copiare dei modelli già esistenti.

# Conclusioni

Hai terminato il tuo viaggio all’interno del linguaggio delle startup: un viaggio interessante, durante il quale hai sicuramente scoperto alcune cose nuove.

Il linguaggio, in ogni settore, è importante: è anche nell’universo delle startup è necessario padroneggiarlo per potersi muovere con sicurezza.

Ora tocca a te: pensi che ci sia qualche termine da aggiungere al linguaggio delle startup? Rispondi in un commento!

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