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Una campagna di equity crowdfunding si svolge secondo un determinato schema: al suo interno possono essere previste delle piccole varianti, ma i passi “salienti” della strada che la tua startup deve percorso sono sempre gli stessi. 

Quindi, se hai deciso di ricorrere allo strumento dell’equity crowdfunding per finanziare la tua startup diventa molto importante anche conoscere la suddivisione temporale di questo tipo di operazione, in modo da capire quali sono i tempi necessari per sviluppare un progetto di campagna che abbia buone possibilità di successo. 

Perché spesso la tendenza è di concentrare la propria attenzione sulla fase in cui la campagna viene lanciata sulla piattaforma e sottoposta al giudizio degli investitori, tendendo invece a trascurare le altri fasi del processo. 

La realtà dei fatti è che tutte le fasi di svolgimento di una campagna di crowdfunding hanno uguale importanza e meritano di essere preparate e portate a compimento con la stessa attenzione e cura. In caso contrario, si rischia di andare incontro a un fallimento.

# La fase di pre-campagna

La fase preparatoria della campagna di equity crowdfunding è quella che ha una durata maggiore a livello temporale, tanto da arrivare a durare fino a 6 mesi. 

Si tratta probabilmente della fase più importante: perché proprio in questa fase si stabiliscono le basi perché la campagna possa avere successo. 

In questa fase viene effettuata la valutazione pre-money della tua startup: si tratta di un procedimento che tende a definire il valore della società prima che venga finanziata (infatti si tratta di un procedimento da effettuare anche prima di un finanziamento tramite Business Angel o Venture Capital). 

Questo processo serve a definire quale sarà l’ammontare delle quote che verranno cedute ai finanziatori. 

Una valutazione pre-money è un’operazione abbastanza semplice se effettuata su una società che già opera sul mercato, mentre può risultare più complessa in caso di startup in fase di pre-seed o seed. 

In ogni caso è importante rivolgersi a esperti del settore, che terranno conto dei diversi fattori coinvolti nella valutazione: molto importante è avere un business plan dettagliato, completo di piano finanziario, a 3 o 5 anni.

Da questi dati sarà possibile anche definire quello che dovrebbe essere l’importo della raccolta e di capire come verrà utilizzato il capitale raccolto, per lo sviluppo del progetto di business.

Importante è anche determinare gli aspetti societari e fiscali della raccolta: dopo aver completato la valutazione pre-money è importante anche definire la tipologia delle quote che verranno emesse in cambio del finanziamento. 

Parallelamente è necessario provvedere anche alle modifiche dello statuto sociale che possono essere utili per proteggere la tua posizione e quella di eventuali altri founder all’interno della società.

Molto importante è anche definire la strategia di marketing: dovrai prima di tutto definire il budget, valido per tutte le fasi della campagna, poi dovrai programmare le varie fasi e attività di marketing. 

Bisogna infatti cominciare a creare una community intorno al progetto: per questo è importante sfruttare tutti i diversi canali di comunicazione che sono a disposizione, sia online, che offline. 

Si tratta di un passaggio importante: come detto prima, questa è la fase più lunga all’interno di una campagna di crowdfunding, mentre quella “esecutiva” risulta relativamente breve. 

Impossibile quindi riuscire a costruire una community in un tempo così breve, tanto meno a convincere un numero sufficiente di soggetti a investire. 

A livello di comunicazione e marketing, quella di pre-campagna è probabilmente la più importante.

# La fase di lancio e svolgimento della campagna

Superata la fase di pre-campagna e definiti piani, strategie e obiettivi, può partire la campagna di equity crowdfunding in senso stretto. 

Il periodo di durata della campagna può avere durata diversa, normalmente dai 45 ai 60 giorni, e in queste poche settimane si deve portare a risultato di tutto il lavoro eseguito nella fase di pre-campagna.

Si può dire che la campagna di equity crowdfunding parte “ufficialmente” con il lancio online sul portale scelto: solo da questo momento infatti gli investitori possono accedere alla scheda informativa che ogni portale prepara per la singola campagna, valutare se l’investimento risulta di loro interesse ed eventualmente aderire, per il numero di quote (a cui corrisponde una somma di denaro) che ritengono opportuna.

In questa fase dovresti poter raccogliere il lavoro fatto a livello di marketing e comunicazione nei mesi precedenti al lancio. 

Una solida community dovrebbe essere già stata costituita attorno al progetto, con la possibilità di espandersi ulteriormente, e i semplici “fans” dovrebbero trasformarsi in finanziatori.

A livello di tempistica, i primi giorni della campagna si dimostrano statisticamente i più importanti: se una campagna di equity crowdfunding parte nel modo migliore, con una raccolta importante nelle prime settimane dal lancio, è molto probabile che il trend positivo continui e che si arrivi a finanziare completamente il progetto (o anche ad andare in overfunding).

Per questo è importante concentrare in questa fase e in quella che immediatamente precede il lancio, lo sforzo maggiore per quel che riguarda la comunicazione: quante più persone devono essere portate a conoscenza del tuo progetto e devono essere pronte a investire appena possibile. 

Diventa molto importante sfruttare tutte le risorse offerte dalla piattaforma scelta e dal web per monitorare l’andamento della campagna. 

Sia dal punto di vista della raccolta di adesioni, che danno la misura di quanti soggetti hanno completato l’ultimo step e deciso di investire nel tuo progetto, sia a livello di popolarità della campagna stessa. 

Nella fase che precede immediatamente il lancio, durante il lancio e lo svolgimento della campagna questa dovrebbe essere “popolare”, quindi è importante capire se si parla del tuo crowdfunding oppure se è il caso di intervenire per risolvere eventuali problemi di immagine.

# Il fattore emozionale nel vivo di una campagna

Durante lo svolgimento di una campagna di equity crowdfunding può accadere  in molti casi che entri in gioco un fattore emozionale: che risulta determinante e che va a interessare i piccoli investitori non professionali. 

Si tratta di soggetti che possono aderire alla campagna di equity crowdfunding perché spinti da uno stimolo legato alla percezione di come il progetto è raccontato (storytelling) e di come viene gestita la comunicazione (video e contenuti con un forte impatto emozionale).

Questa categoria di investitori da un peso relativo ai numeri (bilanci, business plan, conto economico) concentrandosi piuttosto sulla mission che la campagna vuole trasmettere.

Di contro esistono tutta una serie di investitori che si possono definire professionali che non hanno un particolare interesse rispetto ai sistemi di comunicazione emozionale, ma che si concentrano sui  numeri, per capire se effettivamente il progetto può offrire una remunerazione interessante e ha buone possibilità di crescita.

Dunque diventa importante, in tutte le fasi della campagna, procedere in modo che il tuo progetto di business sia “appetibile” per entrambi queste categorie di investitori: riuscendo a coinvolgere il maggior numero di soggetti possibili cresce anche la possibilità di chiudere con successo la campagna.

# La fase post-campagna

Nel momento in cui la campagna di equity crowdfunding raggiunge il suo termine naturale e il suo obiettivo in termini di finanziamento si può ritenere chiusa. 

Attenzione, perché a seconda del modello di raccolta scelto per la campagna di equity crowdfunding si possono avere risultati diversi: in caso il modello di raccolta sia quello “keep it all”, qualsiasi sia la somma raccolta verrà trasferita alla società promotrice.

In caso di modello “all or nothing” se non viene raggiunto l’obiettivo minimo stabilito a inizio di campagna, nessuna somma viene trasferita, ma i soldi vengono restituiti ai finanziatori.

Nel caso di successo questo è il momento in cui il portale che ha ospitato la campagna può svincolare le somme degli investitori, di cui fino a quel momento è stato depositario, e trasferirle alla startup che ha organizzato il crowdfunding. 

Ovviamente insieme ai fondi verranno anche comunicati i nominativi dei diversi investitori.

A questo punto la tua startup si troverà ad affrontare diverse operazioni relative all’assetto societario, a partire dall’attribuzione delle quote agli investitori: il risultato è che avrai ottenuto i fondi necessari a sviluppare il tuo progetto di business e, se se avrai utilizzato le giuste accortezze nella preparazione della campagna di crowdfunding, in modo da tutelare te stesso ed eventuali altri soci fondatori, riuscirai a mantenere il controllo sull’amministrazione della società.

Un errore che spesso gli startupper che non hanno esperienza in questo tipo di operazioni possono commettere è quello di trascurare la comunicazione nella fase post-campagna. 

In realtà si tratta di un momento importante, in cui consolidare ancora di più il network di sostenitori e finanziatori. 

Oltre alle comunicazioni societarie, che sono imposte dalla legge, il periodo post-campagna è quello ideale per informare gli investitori di come procede il progetto di business finanziato tramite equity crowdfunding.

Mantenere vivo il rapporto con la community che si è creata intorno al progetto ha un’importante finalità non solo a livello di immagine, ma anche di progetti futuri. 

Infatti è molto probabile che, se decidi di ricorrere a un nuovo round di finanziamento tramite equity crowdfunding, molti di coloro che hanno sostenuto il primo progetto siano disponibili a investire anche in quelli successivi (ovviamente se il risultato finanziario li ha soddisfatti).

Anche in questo caso riveste un’enorme importanza il fattore emozionale visto prima: una parte degli investitori, se coinvolti con continuità nelle attività della tua startup, potrebbero arrivare a sentirsi “legati” alla startup stessa, decidendo di continuare a sostenerla nel suo processo di crescita. 

Una risorsa importante, che devi sempre tenere presente nel momento in cui gestisci la comunicazione della tua società.

Per quanto possa sembrare assurdo, anche se la campagna di equity crowdfunding non si è conclusa in modo positivo, è comunque importante mantenere vivo il rapporto con la community dei sostenitori. 

Infatti un fallimento rappresenta sempre un’occasione di miglioramento e i sostenitori che hanno seguito lo sviluppo di una prima campagna potrebbero essere pronti a sostenere un nuovo progetto.

Tu cosa ne pensi di questo sistema di finanziamento?
Potrebbe essere quello adatto per la tua startup?  


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