Stanco di non riuscire a finanziare la tua startup?

Smettila di correre dietro alle banche e utilizza il crowdfunding

quando-devi-utilizzare-il-crowdfunding

INDICE

 Introduzione
 Le diverse tipologie di Crowdfunding
     Dondation Based
     Lending
     Reward
     Equity
 Conclusioni

Che tu sia già uno startupper che ha iniziato il suo percorso nel mondo del business, sia che tu voglia diventarlo a breve, realizzando un tuo progetto, molto presto ti troverai ad affrontare uno dei problemi più importanti nella creazione e gestione di una società: trovare il denaro per finanziarla

Probabilmente hai già iniziato a guardarti intorno, cercando di capire quali sono i canali che puoi sfruttare per raccogliere fondi per la tua startup: cominciando dalle risorse personali, dall’aiuto delle persone che ti sono vicine oppure dai classici canali di finanziamento, come le banche e le società specializzate. 

Ma sicuramente c’è un’altra possibilità che ha attirato la tua attenzione: quella di ricorrere al crowdfunding.

Si tratta di uno strumento di finanziamento che negli ultimi anni ha guadagnato una sempre maggiore diffusione e importanza per le startup: basta guardare quante piattaforme diverse sono nate nell’ultimo decennio, ognuna con una particolare specializzazione. 

Ma come ogni strumento è importante conoscerlo, per poterlo utilizzare al meglio. 

Questo vuol dire prima di tutto essere in grado di capire quale tipo di crowdfunding può essere il più adatto alla tua startup: perché non esiste una singola tipologia di crowdfunding, ma ne esistono diverse, tutte con caratteristiche particolari, che le rendono adatte a startup in casi diversi e in diverse fasi della vita e dello sviluppo. 

Partiamo quindi dal distinguere fra i vari crowdfunding, per capire quando utilizzarli e quale fra questi scegliere.

# Le diverse tipologie di crowdfunding: quali scegliere e quando utilizzarle

# Donation Based Crowdfunding

La donation based crowdfunding è la prima forma classica di crowdfunding: molti la ritengono la forma da cui si è originata “l’onda” del crowdfunding che ha invaso il web. 

Si tratta di un modello di crowdfunding basato sul principio della donazione: questo vuol dire che i finanziatori “investono” i propri fondi per sostenere una causa, ma in cambio non ricevono nulla o, al massimo, una ricompensa solamente simbolica.

I progetti di donation based crowdfunding vengono di solito ospitati sulle piattaforme specializzate in questo tipo di crowdfunding e i soggetti che ricorrono a questa tipologia di finanziamento spesso non hanno finalità di lucro (come accade per le Onlus). 

Si tratta di un tipo di crowdfunding utilizzato per scopi di beneficienza oppure per la realizzazione di progetti utili alla collettività. 

Considera queste caratteristiche, la natura del donation based crowdfunding lo rende uno strumento non completamente adatto a una startup: infatti è impossibile che il tuo progetto di business non abbia come fine quello di generare un guadagno, che è quanto più distante possiamo immaginare per una progetto basato sulle donazioni liberali a sostegno di una causa, che può essere umanitaria o civica, ma non di creazione d’impresa.

# Lending Crowdfunding

Il lending crowdfunding o anche social lending è una tipologia di prestito peer to peer (P2P). 

In particolare, considerando l’ambito del crowdfunding, questo tipo di strumento ha la funzione di creare una sistema di prestito senza intermediari, sia tra privati che verso startup.

In questo tipo di crowdfunding i finanziatori decidono a chi prestare il loro denaro (cioè in quale startup investire) e ottengono in cambio un tasso di interesse predeterminato e della restituzione del capitale. 

Nella pratica, una startup decide quale somma vuole richiedere in prestito e si rivolge a uno dei portali specializzati in questa tipologia di crowdfunding. 

La somma del finanziamento viene divisa in più quote: questo vuol dire che la tua startup avrà una serie di “piccoli” debiti con diversi creditori, invece che con uno solo (come accade per le banche e le società di finanziamento).

In fondo si può ritenere il lending crowdfunding un’alternativa al classico prestito bancario. 

Nel momento in cui la tua startup andrà a richiedere un prestito su una delle piattaforme specializzate, la startup stessa verrà messa sotto esame per capire il livello di merito creditizio (come avviene anche quando si richiede un prestito “classico”). 

A seconda del merito creditizio alla startup viene assegnato un rating, a cui è direttamente collegato il tasso di interesse a cui è possibile ottenere il prestito. 

Più il rating sarà basso, maggiore sarà il tasso di interesse che la tua startup dovrà pagare per ottenere il denaro in prestito.

Questa tipologia di finanziamento può essere paragonata a un prestito bancario e quindi potresti pensare di utilizzarlo nelle stesse fasi in cui ti rivolgeresti a questo tipo di finanziatore: in effetti, il lending crowdfunding può essere utile nelle fasi iniziali di vita della startup, quando raccogliere capitale tramite le banche e le società di finanziamento è molto complesso (per i requisiti sempre più stringenti richiesti da questi soggetti). 

I tassi di interesse, in alcuni casi, possono essere anche più elevati rispetto a quelli richiesti dal mercato, ma, di contro, questa tipologia di crowdfunding permette di finanziarsi in tempi molto rapidi: quindi può rivelarsi uno strumento utile in tutti i casi in cui sia necessario avere finanziamenti disponibili in poco tempo.

# Reward Crowdfunding

Il reward based crowdfunding prevede che il finanziatore, in cambio dell’investimento effettuato nella campagna, ottenga una ricompensa (reward appunto). 

Nella maggior parte dei casi questa ricompensa è legata in modo diretto al progetto sostenuto tramite la campagna, e spesso coincide con un prodotto oppure con un servizio. 

Un esempio può rendere più chiaro come funziona questo tipo di crowdfunding.

Nel caso la tua startup abbia come suo progetto la produzione di una app per i device mobili, una campagna di reward crowdfunding potrebbe prevedere come ricompensa la possibilità di provare come tester la prima versione dell’app, oppure uno sconto sull’acquisto della stessa. 

Nel primo caso, in particolare, il reward crowdfunding va a esplicare una duplice funzione: accanto a quella di finanziamento, primaria, permette anche di determinare in modo migliore le caratteristiche del prodotto o del servizio che vai a proporre al mercato.

Quindi, questa tipologia di crowdfunding può essere importante per avviare la produzione, per cui mancano i fondi, ma anche per capire se il prodotto che vuoi proporre ha effettivamente un mercato di soggetti interessati ad acquistarlo e se è necessario modificare le sue caratteristiche per risolvere eventuali problemi oppure implementare diverse caratteristiche.

Per le sue caratteristiche questa tipologia di crowdfunding può essere particolarmente utile nelle prime fasi di vita e di sviluppo della tua startup: in particolare, potresti pensare di creare una campagna di reward crowdfunding sia nella fase di pre-seed che in quella di seed. 

Nella prima fase l’obiettivo è quello di validare l’idea e il mercato a cui fare riferimento, cercando di capire se l’idea è realmente realizzabile e può avere un pubblico. 

Nella seconda fase, in particolare all’inizio della stessa, devi puntare alla creazione di un MVP (minimum viable product), un prototipo che permetta di entrare sul mercato: in questo caso una campagna di crowdfunding dovrebbe essere affiancata sempre alla ricerca di altri canali di finanziamento (come Business Angel e acceleratori per startup).

# Equity Crowdfuding

L’equity crowdfunding è probabilmente il sistema di crowdfunding che ha conosciuto la maggiore crescita in questi anni, in Italia come nel resto del mondo. 

In questa tipologia di crowdfunding gli investitori, in cambio del denaro investito, ricevono una ricompensa che consiste in quote della società, cioè della tua startup. 

Qui sta la differenza importante dell’equity crowdfunding rispetto al reward based: in questo caso infatti l’investitore non è attirato da una particolare idea o prodotto, ma dalla possibilità di ottenere un guadagno grazie alla crescita della startup su cui va a investire. 

In un certo senso, l’idea di business non è al centro dell’attenzione di questa tipologia di investitori, che sono decisamente più interessati al progetto finanziario che sta alla base della startup.

Ovviamente, con l’acquisizione delle quote della startup, gli investitori acquistano anche tutta una serie di diritti amministrativi: questo vuol dire non solo cedere una parte della proprietà della tua startup (e quindi dei benefici patrimoniali che possono derivare dalla crescita della società), ma anche dover condividere almeno in parte la gestione della stessa. 

Per questo motivo bisogna sempre considerare tutti gli aspetti relativi a una campagna di equity crowdfunding con la massima attenzione. 

Se infatti questo sistema di finanziamento permette di sostenere dei progetti che probabilmente non avrebbero visto la luce dovendosi affidare ai tempi e alle lungaggini burocratiche dei classici canali di finanziamento alle imprese, devi sempre tenere conto del fatto che in questo modo tutta una nuova serie di soci si inserisce nella tua startup, soggetti che hanno dei diritti di cui bisogna tenere conto.

Per quel che riguarda la fase di vista della startup in cui è meglio utilizzare l’equity crowdfunding, vanno escluse le fasi iniziali, in cui l’idea di business non è ancora validata, non è stato individuato il mercato e non si ha disposizione un MVP da far testare e da cui partire per la produzione e l’immissione sul mercato. 

In questa fase infatti potrebbe essere molto difficile trovare degli investitori disposti a credere nel progetto finanziario, che potrebbe avere dei contorni ancora non perfettamente definiti. 

Inoltre, nelle fasi iniziali di vita della startup il finanziamento richiesto è normalmente più contenuto di quello che si può ottenere con una campagna di equity crowdfunding. 

Campagna che, è bene sottolinearlo, richiede un impegno importante a livello di tempo e budget investito per raggiungere il suo obiettivo e avere successo e che quindi deve essere “utilizzata” solo quando le condizioni sono quelle più favorevoli.

Considerati tutti i fattori visti prima, l’utilizzo dell’equity crowdfunding andrebbe concentrato nella fase più avanzata di seed e in quella iniziale di early growth. 

Nel primo caso, ormai dovresti avere una startup già organizzata, con un team perfettamente funzionale e quindi essere in grado di ricoprire non più il ruolo di semplice startupper, ma di direzione e controllo della tua società. 

In questa fase una campagna di equity crowdfunding potrebbe puntare a una raccolta di fondi per cifre superiori ai 100.000 euro, per arrivare anche fino a 500.000 euro.

La fase di early growth è quella in cui la tua startup è in una fase matura del suo progetto di business e si trova pronta a espandersi sul mercato, nella maggior parte dei casi a livello nazionale. 

L’obiettivo principale diventa quello per cui i risultati ottenuti siano in grado di sottolineare la scalabilità dell’idea di business, fattore molto importante per il successo finanziario e per convincere quindi gli investitori a credere nella tua startup. 

Si tratta di una fase in cui le campagne di equity crowdfunding possono raggiungere obiettivi di finanziamento anche molto ambiziosi, attestandosi in media fra i 500.000 euro e il milione di euro (anche se in molti casi questa cifra è stata superata). 

Si tratta di un processo di crescita importante, in cui gli investitori dovranno avere a disposizione tutti i dati necessari alla valutazione della startup, in modo da poterla sostenere anche con cifre importanti.

Importante è anche considerare un altro fattore: non è detto che la campagna di equity crowdfunding sia un evento singolo, unico e destinato a non ripetersi. 

La tendenza attuale, oltre a quella di affiancare al crowdfunding altri sistemi di finanziamento, è quella di prevedere più round di finanziamento e quindi più campagne di crowdfunding. 

Per fare questo con buoni risultati sarà molto importante continuare a tenere alta la fiducia degli investitori, soprattutto mostrando i buoni risultati di crescita raggiunti dalla startup.

# Conclusioni

Abbiamo visto le diverse forme di crowdfunding e in quale fase di vita di una startup è più indicato utilizzarle. 

Ora aspettiamo il tuo contributo: cosa pensi di questo tipo di strumento? 

Lo hai già utilizzato? 

Pensi possa essere una strada utile per finanziare la tua idea di business?


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