creare-equity-crowdfunding

Ci troviamo in una fase particolarmente delicata del processo di creazione della nostra startup. 

Abbiamo infatti appena superato la fase di bootstrapping, in cui ci siamo concentrati quasi esclusivamente sullo sviluppo del nostro progetto di business, lasciando in secondo piano il problema relativo ai finanziamenti. 

Fino a questo punto ce la siamo cavata utilizzando i nostri risparmi, sfruttando le competenze di amici e l’aiuto dei familiari per sviluppare la startup. 

Ma tutto questo non basta più.

In questa fase di vita della startup, una delle soluzioni possibili per il finanziamento è quella di fare ricorso all’equity crowdfunding

Questo vuol dire cercare il capitale non da un singolo finanziatore, ma da più finanziatori, che ovviamente versano ciascuno una o più quote in cui viene suddiviso il finanziamento. 

Si tratta di uno degli strumenti di finanziamento alternativo per le startup che sta conoscendo un importante successo e diffusione negli ultimi anni. 

Il fatto che si tratti di uno strumento relativamente nuovo, porta con sé la necessità di conoscere le regole per utilizzarlo al meglio.

Ovviamente non si tratta dell’unico strumento possibile da utilizzare per finanziare la tua startup durante questa fase: vi sono infatti anche diverse possibilità alternative.

# Banche e Business Angel

Per sviluppare il tuo progetto di business è possibile fare riferimento anche agli istituti di credito o a società finanziarie: in questo caso bisogna mettere in conto che sarà necessario fornire delle garanzie, reali o personali, e che il processo per ottenere il finanziamento può rivelarsi lungo e a volte complesso.

Altra opzione interessante è quella rappresentata dai Business Angel: in questo caso ci sono dei lati positivi, come la possibilità di usufruire dell’esperienza e del network di contatti di un investitore professionale esperto del settore, a cui si affiancano degli aspetti negativi. 

Primo fra tutti la necessità di cedere, almeno in parte, la direzione della tua startup: perché questo tipo di investitore, proprio per tutelare il suo capitale, opera in modo attivo nella gestione della società a cui partecipa.

# Crowdfunding? Ma quale crowdfunding?

Il primo step per una campagna crowdfunding di successo consiste nell’individuare il “giusto” crowdfunding. 

Questo perché sotto la definizione crowdfunding sono comprese diversi strumenti, con caratteristiche diverse. 

La scelta del tipo di crowdfunding dipende in primo luogo dalla tipologia di progetto che stai promuovendo. 

Visto che molto probabilmente non si tratta di un’opera benefica o di civica utilità, sicuramente il donation based crowdfunding non è lo strumento più adatto. 

Possono invece essere degli strumenti adatti al tuo progetto sia il reward crowdfunding che l’equity crowdfunding. 

A determinare la scelta fra questi due strumenti può essere la fase di vita in cui la tua startup si trova. 

Per una startup che si accinge a lanciare il prodotto sul mercato, il reward crowdfunding permette di creare un pubblico affezionato e di ottenere dei feedback che permettono di correggere eventuali errori e di implementare miglioramenti suggeriti dagli utenti. 

Nel caso invece sia necessario espandere il mercato della startup, l’equity crowdfunding può rivelarsi la soluzione migliore, permettendo anche una raccolta di capitali più importante. 

Ovviamente bisogna sempre tenere conto che scegliere l’equity crowdfunding comporta una rinuncia, che può avere modalità differenti, su parte della proprietà e quindi dei guadagni che nascono da una startup.

Diverso è il funzionamento del lending crowdfunding. 

Questo sistema di finanziamento prevede che delle apposite piattaforme offrano alle startup e alle imprese la possibilità di ottenere un finanziamento. 

Questo finanziamento ha la forma di prestiti che vengono effettuati direttamente dai prestatori (che possono essere soggetti privati o anche imprese). 

Quindi puoi utilizzare il sistema del lending crowdfunding per ottenere delle somme per finanziare la tua startup. In cambio, dovrai offrire ai tuoi creditori il rimborso del capitale più il pagamento di un interesse che viene determinato al momento del prestito. 

Tale tasso è determinato dalla piattaforma, che valuta il valore e la capacità creditizia della tua startup.

Questo fa sì che il lending crowdfunding sia uno strumento che per molti aspetti può essere accostato al finanziamento tramite banca o società specializzata. 

Le differenze sostanziali sono relative a:

numero dei creditori: che nel crowdfunding è alto, in seguito alla parcellizzazione del finanziamento;

tasso di interesse: che può essere più o meno alto rispetto a quello corrente sul mercato, a seconda della valutazione che della startup viene fatta dalla piattaforma che ospita il lending crowdfunding;

rapidità di erogazione: si tratta di un processo più rapido rispetto al classico finanziamento bancario.

numero dei creditori, che nel crowdfunding è alto, in seguito alla parcellizzazione del finanziamento;
tasso di interesse, che può essere più o meno alto rispetto a quello corrente sul mercato, a seconda della valutazione che della startup viene fatta dalla piattaforma che ospita il lending crowdfunding;
rapidità di erogazione, si tratta di un processo più rapido rispetto al classico finanziamento bancario.

Viste queste caratteristiche si può pensare a un lending crowdfunding nel momento in cui la società ha necessità di disporre di un capitale “liquido” in tempi relativamente brevi: per esempio per effettuare determinati investimenti, che richiedono un’esecuzione rapida. 

Fra le startup finanziatesi attraverso il lending crowdfunding sicuramente molto interessante è la storia di TantoSvago, società italiana specializzata nei digital rewarding per le aziende. 

In ben due diverse occasioni TantoSvago ha fatto ricorso a BorsadelCredito, prima per supplire a una momentanea mancanza di liquidità e poi per procedere all’espansione dell’attività verso il mercato estero. 

Il fondatore non aveva trovato nei canali tradizionali di finanziamento la possibilità di sviluppare il suo progetto e per questo si è rivolto alla piattaforma BorsadelCredito, che offre alle startup un sistema di finanziamento rapido e scarsamente burocratizzato.

# I motivi per creare una campagna di equity crowdfunding

Fino a questo momento abbiamo visto quale funzionalità può avere una campagna di crowdfunding per la tua startup, quali sono le eventuali alternative e le caratteristiche di cui tenere conto nella scelta della tipologia di crowdfunding. 

Rimangono da approfondire le ragione che ti possono spingere a scegliere l’equity crowdfunding per finanziare la tua startup. 

Ovviamente la motivazione primaria è quella di raccogliere i capitali che servono alla tua startup, ma ci sono tutta una serie di altre ragioni che vanno oltre il semplice finanziamento. 

Vediamole insieme. spiegare in questo paragrafo che parliamo dei motivi dell’equity crowdfunding

# 1. L’opportunità di avere soci appassionati

Per capire la natura dell’equity crowdfunding bisogna capire che chi decide di investire in questi progetti molto spesso non lo fa “al buio”. 

Potresti trovarti di fronte a soggetti che sono stati colpiti dal tuo progetto e lo hanno esaminato a fondo, raccogliendo le informazioni sulla tua startup e sulla sua storia.

 Spesso si tratta di soggetti che già fanno parte o che sono entrati nella community relativa al progetto e vi partecipano attivamente anche a livello social. 

Questo vuol dire che l’interesse nella campagna di equity crowdfunding non è solamente “economico”: la tua proposta risulta per queste persone particolarmente interessante e innovativa in un campo di loro interesse o perché risponde a un loro preciso bisogno. 

Inoltre ciò vuol dire che queste persone sono interessate in primo luogo al prodotto o servizio che sta alla base della campagna.

Questo fa di loro degli investitori speciali: possono diventare, oltre che finanziatori, una fonte preziosa, grazie ai loro feedback e ai loro consigli. 

Si tratta di quel tipo di investitore che spesso partecipa in modo attivo alla campagna anche attraverso la community che intorno a essa viene creata e che può coinvolgere anche altri soggetti. 

Inoltre, se soddisfatti del progetto, è molto probabile che questo genere di investitori continui a “seguire” la crescita della tua startup e partecipi a eventuali altri round di finanziamento. 

Ovviamente a patto di coltivare con loro un rapporto continuo, attraverso una corretta strategia di marketing e comunicazione.

Ma è anche vero che una campagna di equity crowdfunding, grazie allo sviluppo di questo strumento,  attira sempre più degli investitori interessati al profitto che possono ricavare dalla crescita della società, più che al progetto in sé stesso.  

Anche in questo caso è comunque possibile trovare dei finanziatori che diventano veri e propri “fans” del progetto, tanto da farlo conoscere ad altre persone e ampliando la platea dei partecipanti alla campagna.

# 2. La possibilità di attingere a un mercato enorme e in continua crescita

I dati parlano chiaro: la crescita dell’equity crowdfunding, in Italia e nel mondo, negli ultimi anni è stata realmente impressionante. 

Per farsi un’idea basta dare un’occhiata al rapporto di Starseed per l’anno 2020. 

Nonostante l’anno appena passato sia stato caratterizzato da una crisi sanitaria ed economica a livello globale, il crowdfunding in Italia, nelle sue varie forme, ha raccolto 333 milioni di euro in più rispetto al 2019, arrivando a un totale di 772 milioni di euro e con una crescita, per l’equity crowdfunding, del 95% rispetto all’anno precedente.

Si tratta di cifre importanti, che mostrano una tendenza in continua crescita: quindi, affidarsi agli strumenti del crowdfunding per finanziare la propria attività vuol dire entrare in un mercato che presenta una crescita quasi esponenziale. 

Scegliere l’equity crowdfunding vuol dire avere a disposizione una platea quasi illimitata di potenziali finanziatori. 

Ovviamente, si tratta nella maggior parte dei casi di piccoli finanziatori, che potranno aiutarti a raccogliere solo una parte del capitale che ti serve: ma tanti piccoli “mattoni” possono costruire la “casa” che rappresenta il tuo obiettivo.

Inoltre, “pescare” in un mare che comprende molti pesci vuol dire aumentare le possibilità di attirare l’attenzione di soggetti che sono interessati al tuo progetto e potrebbero diventare non solo dei clienti (come nel caso del reward crowdfunding) ma anche sostenitori della tua startup, che potrebbero seguire nelle sue imprese future. 

Spesso gli investitori, se soddisfatti dai risultati raggiunti da una campagna di crowdfunding, sono portati a ripetere l’investimento nel caso di successivi round di finanziamento, dando fiducia alla startup e ai suoi progetti.

# 3. La possibilità di avere a disposizione una “vetrina privilegiata”

Sappiamo che una campagna di equity crowdfunding ha una durata limitata (anche se va sempre considerato il tempo necessario alla preparazione della campagna stessa): diciamo che la durata media del periodo di raccolta è pari a 60 giorni. 

Ma questi 60 giorni possono essere molto importanti per la tua startup, perché si tratta di un periodo in cui godrà di una particolare visibilità, che devi sfruttare al meglio a livello di marketing.

E questo non solo per raggiungere l’obiettivo primario della campagna, che è quello della raccolta di capitali, ma anche perché si tratta di una vetrina privilegiata. 

In questo periodo la tua startup può farsi conoscere da nuovi soggetti, che sono anche potenziali clienti e finanziatori. 

Inoltre, può provvedere a finalizzare i clienti che ha già acquisito, facendoli diventare soci. 

Senza dimenticare la possibilità di costruire relazioni che possono essere utili con società che operano in settori di business complementari o affini a quello della tua startup. 

E nel caso in cui la tua startup si stia orientando verso una determinata nicchia del mercato, muoversi con una campagna di equity crowdfunding, prima di eventuali concorrenti, può permetterle di assumere una posizione di first mover e di presidiare proprio questo settore.

Una serie di conseguenze molto importanti: proprio per questo nulla, nella progettazione e nell’esecuzione di una campagna di equity crowdfunding, deve essere lasciato al caso. 

Lo studio, la strategia e la programmazione sono indispensabili per arrivare al successo.

# 4. Puoi generare più entrate con costi ridotti

Mettiamo bene in chiaro un fatto importante: una campagna di equity crowdfunding che punti al successo difficilmente può essere a “costo zero”. 

Questo perché è necessario studiare e implementare una strategia di digital marketing efficace perché la campagna raggiunga il pubblico, lo riesca a coinvolgere e lo spinga non solo a finanziare, ma anche a far conoscere ad altri il progetto, ampliando ulteriormente la platea dei possibili finanziatori. 

E questo richiede impegno e anche dei professionisti del settore che si impegnino per studiare i modi più efficaci di comunicare e di creare una community ampia e interessata intorno al progetto. 

Ma è anche vero che una campagna di equity crowdfunding di successo è in grado di generare profitti molto elevati. 

Non sono rari i casi in cui le campagne di equity crowdfunding vanno in “overfunding”: cioè le offerte di finanziamento superano quanto previsto inizialmente dalla campagna. 

Ovviamente si tratta del risultato migliore che è possibile ottenere, ma anche il semplice raggiungimento dell’obiettivo, a cui si vanno ad aggiungere degli importanti “effetti collaterali” a livello immagine della startup, presso il mercato e presso i finanziatori, può rappresentare un risultato importante.

Una campagna di equity crowdfunding preparata nel modo corretto e seguita rispettando le giuste tempistiche e mantenendo sempre viva l’attenzione e la comunicazione può rivelarsi un investimento vincente, permettendo alla tua startup di raggiungere traguardi importanti in tempi relativamente brevi.

# 5. Una campagna di successo può aprire diverse possibilità

Una campagna di equity crowdfunding di successo non è mai fine a sé stessa: essere riuscito a raggiungere il risultato prestabilito non significa solamente aver ottenuto i finanziamenti utili per far crescere la tua startup oppure per farla operare anche oltre i confini italiani. 

Una campagna di equity crowdfunding può essere anche un importante biglietto da visita che la tua startup potrà sfruttare nei momenti successivi.

Una startup che conclude una campagna di equity crowdfunding in modo positivo guadagna prestigio non solo agli occhi dei clienti e del mercato in generale e, ovviamente, degli investitori che hanno creduto nel progetto. 

Il successo è importante anche per altri soggetti con cui potresti confrontarti nel corso della tua attività di startupper alla ricerca di fondi, come Business Angel e Venture Capital. 

Proprio questi soggetti potrebbero tenere in conto che la tua startup abbia concluso una campagna di crowdfunding con successo nel momento in cui compiono le loro valutazioni per decidere se finanziarla o meno. 

Senza dimenticare che, nel caso in cui volessi dare corso a un altro round di finanziamento, aver chiuso una campagna di successo ti permetterà di lavorare con meccanismi già rodati, di poter sfruttare il tuo brand nel settore e di contare su una platea di finanziatori pronti a scommettere nuovamente sulla tua startup.

# Conclusioni

Abbiamo visto quali sono i motivi che ti possono spingere a creare una campagna di equity crowdfunding. 

Oltre alla possibilità di finanziare la tua startup e di farlo in tempi relativamente rapidi, superare una campagna di crowdfunding con successo è un’esperienza molto importante per la tua carriera di startupper. 

E per il futuro della tua startup: grazie all’equity crowdfunding potresti creare una community solida, che ti sostenga anche nei progetti futuri e ti permetta di crescere ancora di più. 

Senza dimenticare l’importanza a livello di immagine di una campagna di equity crowdfunding di successo: una spinta importante per il brand della tua startup e una carta vincente agli occhi di futuri partner e finanziatori.


Se ti piace l'articolo, lascia un commento e condividilo  


Leave a Reply

Your email address will not be published.