MVP 5 casi di successo

Sappiamo già cosa sono le startup e abbiamo visto il loro processo di creazione e crescita: ma quello su cui ora dobbiamo concentrarci è la chiave che ha portato al successo e che è nascosto in tre semplici lettere: MVP

L’MVP (Minimum Viable Product) può essere considerato il prototipo più semplificato che è possibile presentare a un gruppo di possibili clienti (che vengono definiti early adopter).

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Si tratta di un passaggio determinante nello sviluppo di un prodotto di successo, perché permette di mettere alla prova non solo una semplice idea, ma un prodotto funzionante, per capire se può incontrare i gusti e le necessità della clientela.

In questo modo è possibile evitare lo spreco di tempo, energia e denaro nello sviluppo e nel perfezionamento di un prodotto che non suscita interesse nei possibili clienti.


MVP: le caratteristiche essenziali di un MVP efficace

Nella definizione di MVP la “M” di Minimum ha un’importanza assolutamente rilevante: infatti il prototipo realizzato deve essere funzionante, ma semplice.

Lo sviluppo e il perfezionamento devono derivare dai feedback che danno gli utenti: è importante capire quali sono i difetti eventualmente presenti, come correggerli, le funzionalità migliori e quelle che la clientela si aspetta di trovare.

La presentazione del MVP agli early adopter (che può anche avvenire in più fasi consecutive, a seguito delle modifiche al prototipo) è la chiave per ottenere il prodotto “perfetto”, quello in grado di rispondere alle necessità dei clienti.

Il ciclo del MVP è importante per tutte le startup e studiando i casi più interessanti di sviluppo del prototipo, quelli di società che hanno avuto un successo mondiale, è possibile capire come anche in questi casi il prodotto “iniziale” fosse differente, e anche di molto, da quello che poi ha avuto successo sul mercato.

Un MVP preparato nel modo corretto è uno step determinante per validare un’idea di business

# MVP Casi di successo: Facebook, da Harvard al mondo

Potrebbe sembrare incredibile conoscendo il Facebook attuale, ma la realtà dei fatti dimostra che il colosso dei social network, conosciuto e utilizzato in tutto il mondo, è nato con orizzonti molto limitati nello spazio: in origine si trattava di una sorta di “annuario scolastico” in forma elettronica.

Zuckerberg infatti lo aveva creato solamente per gli studenti dell’Università di Harvard, nel 2004, in modo che potessero tenersi in contatto fra loro. In seguito il progetto fu esteso ad altri atenei (come la Stanford University) e alle scuole superiori. Solo nel 2006 Facebook ha aperto la sua rete a tutte le persone con un’età maggiore di 13 anni e con un indirizzo di posta elettronica.

Quindi il MVP di Zuckerberg aveva funzionalità limitate ed è stato grazie all’utilizzo degli studenti dell’Università (gli early adopter) che è stato possibile accorgersi delle possibilità di crescita a livello mondiale di questo social network e modificarlo in modo da renderlo utilizzabile dagli utenti di tutto il mondo.

# MVP casi di successo: Twitter, uno strumento aziendale

Chi non conosce il “tweet”, il cinguettio che rappresenta i brevi messaggi (140 caratteri) che hanno decretato il successo di Twitter? Quello che è un mezzo di socializzazione e di diffusione delle notizie, rapido e in grado di raggiungere utenti di tutto il mondo, nasce come un semplice sistema di messaggistica interna della società di podcast Odeo.

Solo dopo l’utilizzo per lo scambio di messaggi fra i dipendenti, anche attraverso il sistema dei gruppi, Twitter è stato lanciato sul mercato e aperto al grande pubblico, con le sue caratteristiche di social network veloce e agile (anche per il numero di caratteri a disposizione), diventando in breve tempo uno dei più importanti successi della rete.

Anche in questo caso l’MVP nasce con dei limiti importanti: l’utilizzo da parte degli early user ha permesso di perfezionare il prodotto e di proporlo al pubblico con successo.

# MVP casi di successo: DropBox, il trucco in un video

A volte il MVP non solo è ridotto “ai minimi termini”, ma proprio non esiste: nonostante questo, riesce comunque a essere concepito in modo talmente interessante da catturare l’attenzione dei possibili utenti e ottenere lo stesso effetto di un MVP esistente.

Questo tipo di genesi molto particolare si trova nella creazione del MVP di DropBox: infatti, Drew Houston, il creatore del sistema di archiviazione, ha capito come la chiave per un MVP e un prodotto di successo sta nel catturare l’attenzione dei possibili utenti

Programmare anche un semplice MVP di un sistema come DropBox avrebbe richiesto un lavoro non indifferente, quindi Houston ha scelto una strada completamente diversa, per non correre il rischio di lavorare a lungo su un prodotto inutile: ha creato un video dove mostrava in prima persona come il suo sistema avrebbe dovuto funzionare.

Il video è stato realizzato in modo da essere particolarmente coinvolgente e quindi è riuscito ad attirare l’attenzione del pubblico, che ha rilasciato dei feedback utili e molti utenti si sono proposti come beta tester.

Riscontrando un interesse concreto dei possibili clienti, Houston ha iniziato il lavoro di programmazione, sicuro che il suo prodotto aveva (come ha dimostrato) ottime possibilità di successo.

# MVP casi di successo: Linkedin, la nascita del network dei professionisti

Davanti a un social network diffuso fra i professionisti di tutto il mondo, che permette di collegarsi con le persone, di creare reti e di pubblicare contenuti, non potremmo mai pensare che tutto nasce da un’idea quasi banale, quella di una sorta di “rubrica” elettronica.

E proprio come in una classica rubrica, nella versione originale di Linkedin le funzioni disponiibili erano molto limitate: si trattava di un semplice sito web, in cui erano inseriti dei profili utente e degli indirizzi mail, per connettersi a persone che, comunque, in qualche modo già si conoscevano

Uno dei primi problemi segnalati dagli early users era proprio l’impossibilità di utilizzare il sito per effettuare una ricerca e quindi la sua funzionalità limitata a profili già conosciuti: un limite importante, su cui gli sviluppatori del progetto sono intervenuti per realizzare un sistema che rispondesse alle necessità di “ricerca” degli utenti.

Il lavoro sui feedback degli utenti ha portato alla possibilità di caricare sul sito le proprie rubriche (come quelle di posta elettronica), in modo da individuare più velocemente i propri contatti.

Il salto di qualità avviene nel 2006, con l’introduzione dei profili pubblici e diverse funzionalità (come quella “Persone che potresti conoscere”)

Anche nel caso di Linkedin il prodotto iniziale era tutt’altro che completo e perfetto: soltanto il continuo lavoro di perfezionamento e di ricerca ha permesso di creare quello che è attualmente il social network più utilizzato dai professionisti

Da un semplice prodotto di base si è arrivati alla creazione di un prodotto completo e ricco di funzionalità.

# MVP casi di successo: Zappos, scarpe e scarpe

Un’idea vincente nata da un’esperienza comune, come quella di entrare in un negozio di scarpe, con l’idea di acquistare un preciso modello, e uscire a mani vuote, perchè proprio quel modello, oppure quel colore che volevamo o ancora la giusta taglia mancavano.

Nel caso di Zappos l’idea vincente è nata proprio da questa particolare “mancanza”: nel 1999 il fondatore della società era stato in un negozio di scarpe, ma non aveva trovato il tipo di calzatura che intendeva acquistare

Da qui l’idea di acquistare le scarpe online: il problema era quello di non creare un magazzino fornito e costoso senza la certezza che il pubblico avrebbe gradito questo tipo di servizio.

Quindi Swinmurn si dedicò a fotografare diverse scarpe in giro per negozi, pubblicandole sul sito, in un catalogo virtuale. In un primo momento, dopo aver ricevuto l’ordine le scarpe venivano acquistate in negozio e poi spedite al cliente, prima di creare un vero e proprio magazzino in grado di servire il negozio online

Questo MVP era molto differente dal servizio nella sua versione definitiva, ma era perfetto per valutare se effettivamente c’era un interesse della clientela e la possibilità di concretizzare l’idea di business con successo.

MVP: un punto di partenza per un percorso di miglioramento

Dagli esempi che abbiamo visto prima è possibile trarre un insegnamento molto importante per tutti gli startupper: è importante creare un MVP che sia funzionale e in grado di essere utilizzato dagli early user, ma non è assolutamente necessario che questo sia completo e perfetto

Meglio evitare di investire tempo e risorse nella speranza di avere un primo MVP “perfetto”: sarà l’utilizzo e soprattutto i feedback degli utenti che indicheranno qual è la strada da seguire per perfezione il prodotto o il servizio, senza correre il rischio di “perdere” tempo e denaro in migliorie o implementazioni che rischiano di rivelarsi inutili.

Un MVP è imperfetto per definizione, ma è uno step determinante per arrivare a un prodotto completo e in grado di incontrare le richieste della clientela.

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