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Questa è una traduzione e sintesi della seconda lezione del corso tenuto all'Università di Stanford dal titolo "How to start a startup". Alla fine dell'articolo trovi i link ai documenti originali. Ecco gli argomenti discussi in questa terza lezione dal titolo Prima di creare una startup:


Quando le persone mi chiedono un consiglio, mi chiedo sempre “Cosa direi ai miei figli?”.

Si tratta di una tecnica che permette davvero di focalizzarsi nella ricerca di una risposta chiara e utile.

Per il momento i miei figli sono piccoli, al mio bambino di due anni è stato chiesto cosa viene dopo il due e lui ha risposto “un pipistrello”: la risposta corretta sarebbe stata “tre”, ma “un pipistrello” è decisamente più interessante.

Comunque, anche se i miei figli sono piccoli, ho già pensato a cosa rispondergli se, quando saranno al college, mi faranno delle domande sulle startup: e si tratta delle stesse risposte che darò a voi, tanto più che molti sono abbastanza giovani per essere davvero i miei figli.


#1 - Le startup sono controintuitive

Le startup sono assolutamente controintuitive: questo potrebbe dipendere dal fatto che la conoscenza di questo settore non è ancora così diffusa, ma in ogni caso dovrai imparare che non puoi fidarti sempre del tuo istinto.

Mi viene naturale paragonare questa situazione a quella di imparare a sciare da adulti: quando provi per la prima volta a sciare e vuoi rallentare, il tuo istinto ti porta a rilassare i muscoli, come faresti in qualsiasi altra attività. 

Ma se lo fai mentre sei sugli sci, il risultato è quello di perdere il controllo e cadere lungo il pendio. 

Una parte importante del processo di imparare a sciare è vincere l’istinto a rilassarsi e per farlo è necessario mettere in pratica tutte le tecniche che hai imparato: spostare il peso da un piede all’altro, curvare dolcemente, scaricare sempre lo sci interno dal peso.

Solo in questo modo, con la pratica, si possono creare dei nuovi automatismi.

E le startup sono innaturali come lo sci e anche per le startup c’è un lungo elenco di cose che devi ricordarti di fare, per evitare che il tuo istinto ti porti fuori strada.

Quando gestivo Y Combinator con i miei collaboratori scherzavamo sul fatto che la nostra funzione era quella di dire ai fondatori le cose che avrebbero ignorato:  lotto dopo lotto di partecipanti, i partner di YC hanno avvertito i fondatori degli errori che stavano per commettere e i fondatori li hanno ignorati, per tornare dopo un anno e dire: "Vorrei che vi avessimo ascoltato". Ma ormai gli errori erano stati fatti. 

D: Perché i fondatori ignorano costantemente i consigli del partner?

R: Il problema sta nella natura controintuitiva delle startup: questi consigli vanno spesso in contrasto con le tue intuizioni, sembrano sbagliati, e il tuo primo impulso è di ignorarli. Si tratta di una condizione che si ripete sempre e che in una certa misura rappresenta anche la nostra ragione d'essere. 

Pensaci: non hai bisogno di persone che ti diano consigli che non ti sorprendono. 

Se le intuizioni dei fondatori fornissero loro le risposte giuste, non avrebbero bisogno di noi. 

Ecco perché ci sono molti maestri di sci e non molti maestri di corsa: lo sci è controintuitivo e per le startup noi siamo una sorta di “maestri di sci”.

Ma davvero non puoi mai seguire il tuo istinto?

In realtà puoi fare affidamento sul tuo istinto per quel che riguarda le persone: anche se la tua vita finora non è stata simile alla creazione  di una startup, tutte le interazioni personali sono molto simili alle interazioni che hai con le persone nel mondo degli affari. 

Uno dei grandi errori che i fondatori commettono è non fidarsi delle loro intuizioni sulle persone: incontrano qualcuno che sembra bravo nel suo campo, ma hanno qualche dubbio e quando nascono i problemi dicono: "Sapevo che c'era qualcosa di sbagliato in quel ragazzo, ma l'ho ignorato perché sembrava così bravo."

C’è una tendenza nel mondo del business, per cui sei portato a pensare che le persone in questo ambito siano sgradevoli per natura, anche se intelligenti, quindi dai per scontato che questa debba essere la normalità, ma non è così. 

Ricordati di scegliere le persone come sceglieresti se scegliessi degli amici: lavora con le persone che vorresti rispettare e che conosci bene, perché ci sono persone che sono davvero a sembrare simpatiche per un po’, ma aspetta che i vostri interessi entrino in conflitto e ti accorgerai della loro natura.


#2 - Serve l’esperienza in una startup? Meno di quanto pensi

Il secondo fatto controintuitivo è che per avere successo con una startup non è necessario studiare per creare una startup: ciò di cui hai bisogno per avere successo in una startup non è esperienza nelle startup e questo rende il creare una startup un’attività diversa da tutte le altre.

Se frequenti un corso di francese, alla fine dovresti avere imparato a parlare francese, magari senza sembrare proprio un francese, ma riuscendo a comunicare in modo corretto. 

Le nostre lezioni possono insegnarti come funziona il mondo delle startup, ma non ti basta sapere solo questo: quello che devi conoscere per avere successo in una startup è quello che vogliono i tuoi utenti.

Mark Zuckerberg non ha avuto successo con Facebook perché era un esperto di startup, anzi ci è riuscito nonostante fosse un esordiente assoluto nel mondo delle startup. 

Pensaci: Facebook è stata registrata per la prima volta in Florida, non in Delaware, dove tutti gli startupper esperti registrano la loro azienda, grazie ai benefici fiscali offerti da questo stato e nonostante questo Zuckerberg ha avuto successo perché ha capito i suoi utenti e le loro esigenze. 

Probabilmente non conosci il funzionamento concreto di una collaborazione con un Business Angel, vero?  

Non ti sentire in colpa, perché molto probabilmente Mark Zuckerberg non conosce nemmeno adesso questo meccanismo: e se anche stava prestando attenzione quando Ron Conway gli staccò il “pesante” assegno per finanziarlo, se ne è già dimenticato.


#3 - Quello che hai imparato finora, non funziona

Temo che non sia semplicemente inutile che le persone imparino in dettaglio i meccanismi di avvio di una startup, ma che sia anche un po' pericoloso: un altro errore caratteristico dei giovani fondatori è quello di seguire uno schema prefissato per la creazione di una startup. 

Trovano un'idea che sembra valida, raccolgono fondi per ottenere una bella valutazione da parte degli investitori, affittano un bell’ufficio e assumono un gruppo di loro amici: tutto questo fino a quando non si rendono conto di quanto siano fottuti perché, mentre seguono lo schema per creare una startup, hanno finito per trascurare l'unica cosa effettivamente essenziale, quella di creare qualcosa che la gente desidera. 

L'abbiamo visto accadere così spesso, che per questo comportamento ci siamo inventati un nome: "Playing House". 

Questo accade perché i giovani fondatori fanno quello che sono stati addestrati a fare, per tutta la vita:seguire uno schema.

Anche nelle lezioni universitarie la maggior parte del lavoro che fai è “finto”i giri di corsa in pista: non sto attaccando il sistema educativo, ma inevitabilmente il lavoro fatto per imparare è diverso da quello “sul campo”.

Confesso che l'ho fatto anche io al college per ottenere buoni voti: ho scoperto che in molti corsi gli argomenti che potevano essere oggetto di esame potevano essere solo venti o trenta, quindi ho studiato per gli esami non per essere in grado di padroneggiare la materia, ma per cercare di capire quali sarebbero state le domande dell'esame e preparare le risposte in anticipo.

Per me l’esame non consisteva in sapere quali risposte dare, ma scoprire quali sarebbero state le domande: si trattava solo di iniziare l’esame e vedere quante domande avevo previsto e di prendere un ottimo voto. 

Quindi non sorprende che dopo essere stato effettivamente addestrato per tutta la vita a seguire questi schemi, l’istinto dei giovani fondatori all'avvio di una startup è scoprire quali sono i trucchi per questo nuovo gioco. 

Per esempio: “Quali sono le cose che devo fare per ottenere fondi?” 

I fondatori vogliono sempre sapere questo, perché per loro la misura del successo per una startup è la raccolta di fondi, un altro errore da principiante: vogliono quali sono i trucchi per convincere gli investitori e dobbiamo dire loro che il modo migliore per convincere gli investitori è quello di avviare una startup che funzioni bene, cioè che cresca rapidamente, e questa realtà agli investitori.

Allora la domanda diventa “Quali sono i trucchi per crescere rapidamente?”: ogni volta che senti qualcuno parlare di “trucco”per la crescita, traducilo mentalmente in "stronzata", perché quello che diciamo ai fondatori è che il modo per far crescere la tua startup è creare qualcosa che gli utenti amano davvero e poi farlo conoscere

Questo è il “trucco” per crescere. 

Tutto qui: perché rendere le cose complicate? 

Dopo anni di perplessità mi sono reso conto è che il motivo è che i fondatori sono stati addestrati a cercare sempre “il trucco”.

Questa è la terza realtà controintuitiva da ricordare sulle startup: l'avvio di una startup è il punto in cui il sistema smette di funzionare. 

Il sistema che hai sempre applicato può continuare a funzionare se vai a lavorare per una grande azienda: potresti anche “imbrogliare” la persona giusta, dando l'impressione di produttività inviando e-mail a tarda notte o cambiando l'orologio sul tuo computer. 

Il problema è che seguire i “classici” schemi non funziona con una startup: non c'è nessun capo da ingannare, non puoi solo “fare finta” di lavorare. Ci sono i tuoi potenziali clienti, a cui interessa solo che il tuo prodotto risponda alle loro esigenze. 

Sono come gli squali, gli squali sono troppo stupidi per essere ingannati, non puoi sventolare una bandiera rossa per fare credere di avere delle carne, loro vogliono solo la carne. Devi dare ai clienti quello che vogliono per avere successo. 


#4 - L’inganno funziona con gli investitori

Se sei davvero bravo a fare credere di sapere di cosa stai parlando, puoi ingannare gli investitori, forse anche per due round di finanziamento, ma non è nel tuo interesse farlo: oltre che gli altri, finiresti per ingannare te stesso, sprecando tempo e denaro perché la tua startup è condannata fin dall’inizio. 

Quindi smetti di cercare “il trucco”: ci sono trucchi per creare una startup, come ce ne sono in qualsiasi altro settore degli affari, ma non sono importanti per risolvere i veri problemi. 

Uno startupper che non sa nulla della raccolta fondi, ma ha realizzato qualcosa che gli utenti amano davvero, riuscirà a raccogliere fondi molto più facilmente di chi conosce i trucchi per incantare gli investitori ma non ha un prodotto vincente.

Potresti pensare che il fatto che gli schemi appresi non funzionino sia una brutta notizia, anche perché hai impiegato anni per riuscire a capirli: allo stesso tempo è eccitante sapere che ci sono settori del mondo dove è possibile vincere anche giocando al di fuori degli schemi. 

Sarei stato davvero entusiasta al college se mi fossi reso conto che ci sono settori degli affari in cui gli schemi contano poco o nulla: ma questi settori esistono e questa è una delle cose più importanti a cui pensare quando pianifichi il tuo futuro. 

Come puoi vincere in settori diversi e cosa vuoi ottenere vincendo?

La risposta ci porta al quarto fatto controintuitivo: le startup consumano tutto.

Se avvii una startup, prenderà il sopravvento sulla tua vita a un livello che non puoi immaginare e, se avrà successo, prenderà il posto più importante nella tua vita per molto tempo: per diversi anni almeno, forse un decennio, forse il resto della tua vita lavorativa. 

Quindi c'è un costo da pagare: ti sembra che Larry Page abbia una vita invidiabile, ma ci sono aspetti della sua vita che sono sicuramente non lo sono. Il mondo lo guarda con rispetto perché ha iniziato a muoversi più velocemente degli altri all'età di venticinque anni e da allora non ha mai smesso per riprendere fiato. 

Ogni giorno nell’impero di Google succede qualcosa di cui solo lui, che ne è l'imperatore, può occuparsi: se va in vacanza anche solo per una settimana, si accumula un’intera settimana di lavoro arretrato e deve gestirlo, senza lamentarsi, perché lui è il numero uno dell'azienda e non può mostrare paura o debolezza. In più, se sei un miliardario, non susciti simpatia se ti lamenti di avere una vita difficile.

Può sembrare strano, ma la difficoltà di essere un fondatore di successo è sconosciuta all’inizio a tutti quelli che ce l’hanno fatta: se ti avvicini al vincitore della finale olimpica dei 100 metri, lo troverai con il fiato corto per lo sforzo. E anche Larry Page è così, anche se nessuno lo vede.

Y Combinator ha finanziato diverse aziende che potrebbero essere definite grandi successi e in ogni singolo caso il fondatore ha detto la stessa cosa "Non è mai stato facile". 

La natura dei problemi cambia, quindi forse ti preoccupi di problemi più importanti come i ritardi di costruzione nei tuoi nuovi uffici di Londra piuttosto che il condizionatore d'aria rotto nel tuo monolocale, ma il volume totale delle preoccupazione non diminuisce mai, piuttosto aumenta.

Avviare una startup di successo è come avere figli, come premere un interruttore e cambiare la vita senza poter tornare indietro. E se avere figli è una cosa bellissima, ricorda sempre una cosa: ci sono molte cose che sono più facili da fare prima di avere figli che dopo, molte delle quali ti renderanno un genitore migliore in futuro. 


#5 - Avviare una startup all'Università?

Tuttavia, quando si tratta di avviare startup, molte persone sembrano pensare di doverle avviare già all’Università: la tendenza è quella di avviare programmi di imprenditorialità e incubatori di startup a destra e a sinistra.

Ma quello che studi all’Università può insegnarti a creare una startup? Sì e no. 

L’università può, per esempio, insegnarti la linguistica: ti viene insegnato come imparare le lingue e alla fine sai parlare una determinata lingua. 

Ma per creare una startup devi capire quali sono le esigenze dei tuoi utenti, e non puoi farlo fino a che non avvii effettivamente l'azienda: questo significa che creare una startup è qualcosa che puoi imparare solo facendolo. 

E non puoi farlo all’Università, perché le startup prendono il controllo di tutta la tua vita: se si avvia una startup all’Università, non si può essere più uno studente, anche per molto tempo. 

Allora, quale delle due strade dovresti prendere?
Essere uno studente e non avviare una startup o creare una vera startup e non essere uno studente? 

Posso rispondere come risponderei ai miei figli: non avviare una startup da studente, perché creare una startup potrebbe essere una buona idea per molte persone ambiziose, ma deve essere fatto al momento giusto. 

E quando sei ancora impegnato nello studio non è il momento giusto. 

Ci sono cose che puoi fare fino a trent’anni, ma non puoi fare dopo, come immergersi profondamente nei progetti che sembrano non avere alcun successo, o viaggiare in modo super economico senza avere una meta, solo per citarne alcune.

Mark Zuckerberg non potrà mai vivere libero, se va all’estero viene trattato come un capo di stato: Facebook gli ha dato il successo, ma gli ha tolto la serendipità dalla sua vita. Facebook lo gestisce tanto quanto lui sta gestendo Facebook.

E mentre può essere davvero bello essere “gestiti” da un progetto che consideri il lavoro della tua vita, ci sono anche dei grandi vantaggi nella serendipità, fra cui poter scegliere quale sarà il lavoro della tua vita, provando e sbagliando: non bruciare le tappe vuol dire avere maggiori probabilità di avere successo. 


#6 - C'è un'età giusta per creare una startup?

L'avvio di una startup può sembrare difficile, anzi, l'avvio di una startup è davvero difficile. 

E se è troppo difficile, cosa succede se non sei all'altezza di questa sfida?

La risposta è il quinto fattore controintuitivo nelle startup: non esiste una risposta a questa domanda. 

La tua vita finora ti ha dato un'idea di quali potrebbero essere le tue prospettive se volessi diventare un matematico o un calciatore professionista, ma se non hai avuto una vita molto strana, probabilmente non hai fatto nulla che somiglia a creare una startup: quindi l'avvio di una startup ti cambierà molto se avrà successo. 

Quello che stai cercando di capire non è solo quello che sei, ma quello che potresti diventare: e chi ti può rispondere?

Beh, non io: negli ultimi nove anni è stato il mio lavoro cercare di “indovinare” il destino delle persone. Scherzi a parte, è facile dire quanto sono intelligenti le persone in dieci minuti, ma è molto più difficile prevedere quanto possano diventare forti e ambiziosi.

Alcuni fondatori pensano di conoscere il loro destino: arrivano fiduciosi di riuscire a vincere nell’ YC proprio come avevano fatto in uno dei pochi test artificiali troppo facili che avevano affrontato finora nella vita. 

Altri arrivano pieni di dubbi, chiedendosi per quale sbaglio erano stati ammessi e sperando che nessuno lo scopra.

Ho scoperto con l’esperienza che non c’è nessuna correlazione tra questi atteggiamenti e il modo in cui le situazioni si evolvono e ho letto che la stessa cosa accade in campo militare: le reclute più spavalde non sono sempre quelle che si rivelano più forti rispetto a quelle più tranquille e probabilmente per lo stesso motivo, perché le prove da affrontare sono completamente diverse rispetto a quelle affrontate fino a quel momento. 

Se sei assolutamente terrorizzato dall'avvio di una startup, probabilmente non dovresti farlo, a meno che tu non sia una di quelle persone che iniziano a fare cose di cui hanno paura. 

Altrimenti, se non sei semplicemente sicuro di poterlo fare, l'unico modo per scoprirlo è provare.

Ci sono solo due cose di cui hai bisogno inizialmente, un'idea e i cofondatori. 

Il modus operandi per ottenere entrambi è lo stesso che porta al nostro sesto e ultimo fatto controintuitivo nelle startup.

Il modo per ottenere idee per creare una startup non è cercare di pensare alle idee. 

Ho scritto un intero saggio su questo e la versione breve è che se fai uno sforzo cosciente per provare a pensare alle idee per creare una startup, ti verranno idee pessime ma anche plausibili e tu e tutti gli altri sarete ingannati da queste idee: perderai molto tempo prima di capire che non vanno bene. 

Il modo per elaborare buone idee è fare un passo indietro: invece di provare a fare uno sforzo consapevole per pensare alle idee di startup, trasforma il tuo cervello in quel cervello che ha inconsciamente idee di startup, così inconsciamente che all'inizio non ti rendi nemmeno conto che sono idee. 

Yahoo, Google, Facebook, Apple hanno iniziato tutti in questo modo: nessuna di queste società doveva inizialmente essere una società, erano solo progetti collaterali. 

E le idee migliori devono quasi sempre iniziare come progetti collaterali perché sono sempre così anomale che la parte razionale della tua mente le respingerebbe.

Come trasformi la tua mente nel tipo che ha inconsciamente le idee per creare una startup?

Uno, imparare molto sulle cose che contano. 

Due, lavora su problemi che ti interessano. 

Tre, fallo  con persone che ti piacciono e che rispetti. Questo è il modo per ottenere cofondatori contemporaneamente all'idea di avvio. 

La prima volta che ho scritto questo paragrafo, invece di “imparare molto sulle cose che contano”, avevo scritto “diventare bravo in alcune tecnologie”: ma si tratta di un’indicazione troppo limitata.

Voglio fare un esempio concreto: Brain Chesky e Joe Gebbia di Airbnb non erano esperti di tecnologia. Avevano studiato alla scuola d'arte ed erano esperti di design. Ma quello che era ancora più importante, erano davvero bravi nell'organizzare le persone per portare a termine i progetti. 

Quindi non devi lavorare sulla tecnologia in sé, ma devi lavorare su quello che ti permette di crescere.

Ma cos’è che ti permette di crescere? 

Non è facile dare una risposta generale: la storia è piena di esempi di giovani che stavano lavorando a problemi che nessun altro all'epoca pensava fossero importanti. In particolare, erano i loro genitori i primi a pensare non fossero importanti. 

D'altra parte, la storia è ancora più piena di esempi di genitori che pensavano che i loro figli stessero perdendo tempo e che avevano ragione.

Quindi, come fai a sapere se stai lavorando su problemi importanti? Per quel che mi riguarda so che i problemi importanti sono interessanti e mi piace lavorare su cose interessanti anche se a nessuno importa di loro. 

Invece trovo molto difficile mettermi a lavorare su problemi noiosi anche se dovrebbero essere importanti. 

La mia vita è piena di casi in casi in cui ho lavorato su problemi solo perché ero interessato e che si sono rivelati utili in seguito: Y Combinator stesso è qualcosa che ho creato solo perché sembrava interessante: mi sembra di avere una sorta di bussola interna che mi aiuta. 

Forse, se mi concentro, potrei trovare alcune euristiche per riconoscere le  idee veramente interessanti, ma per ora tutto ciò che posso fornirti è una risposta scontata, per cui se sei interessato ai problemi interessanti, continua a dedicarti a questi perchè è il modo migliore di prepararti per una startup e probabilmente il modo migliore di vivere.


#7 - Quali sono i "problemi interessanti"?

Anche se non posso spiegare in modo esatto quello che è un problema interessante, posso parlarti di un ampio sottoinsieme di essi. 

Se pensi alla tecnologia come a qualcosa che si sta diffondendo, come una sorta di macchia frattale, ogni punto sul bordo rappresenta un problema interessante: e per trasformare la tua mente nel tipo di mente che ha inconsapevolmente idee vincenti il percorso è quello di arrivare al limite di una tecnologia, di studiarne i punti più estremi. 

Come diceva Paul Buchheit: "Vivi nel futuro", e quando ci arrivi, le idee che sembrano misteriosamente preveggenti agli altri ti sembreranno ovvie. 

Potresti non capire che sono idee per lanciare una startup, ma saprai che sono qualcosa che dovrebbe esistere.

Per esempio, tornando ad Harvard a metà degli anni '90, un collega studente dei miei amici Robert e Trevor ha scritto il suo software voice over IP. 

Non era pensato per diventare il prodotto di una startup e non ha mai provato a trasformarlo in uno, l’aveva creato solo per parlare con la sua ragazza a Taiwan senza pagare per le chiamate interurbane. 

Dato che era un esperto di reti, gli sembrava ovvio che la cosa da fare era trasformare il suono in pacchetti e inviarli gratuitamente tramite Internet. 

Perché non lo hanno fatto tutti? 

Perché non tutti erano abbastanza bravi a scrivere questo tipo di software.  

La scelta migliore se vuoi essere un fondatore di successo è quella di sfruttare il percorso universitario e di studi per quello che sono e per quello che possono dare: quindi per imparare le cose importanti e questo, se hai una vera curiosità intellettuale, ti verrà naturale e dovrai semplicemente seguire le tue inclinazioni.

Quello che conta davvero è la competenza in un dato settore: Larry Page è Larry Page perché era un esperto di ricerca e il modo in cui è diventato un esperto di ricerca è stato perché era davvero interessato a questa materia. L’importante è imparare. 

 E ora, vediamo di rispondere a qualche domanda.


#8 - Domande e Risposte

D: Come può un fondatore che non sia un tecnico contribuire in modo più efficiente a una startup?

R: Se la startup funziona, se non è una startup di tecnologia pura ma funziona in uno specifico settore, come per esempio accade per Uber e il fondatore non è un tecnico ma è un esperto nel settore delle limousine, in realtà il fondatore non tecnico svolge gran parte del lavoro. Si occuperà di reclutare i conducenti e fare qualsiasi altra cosa Uber debba fare, mentre il fondatore tecnico scriverà semplicemente l'app per iPhone e Android, che è meno della metà del lavoro. Se è una startup puramente tecnica, il fondatore non tecnico si può occupare delle vendite e portare caffè e cheeseburger al programmatore .

D: Vedi qualche valore nel frequentare una business school per le persone che vogliono diventare imprenditori?

R: Fondamentalmente no, sembra poco diplomatico, ma la business school è stata progettata per insegnare a gestire le persone e la gestione delle persone è un problema che si verifica in una startup solo se si ha successo. 

Quindi davvero quello che devi sapere all'inizio per avere successo in una startup è come sviluppare i prodotti: sarebbe meglio frequentare un corso di design, se proprio vuoi andare a scuola. Però il miglior modo di imparare rimane sempre il lavoro sul campo. 

Uno degli errori che ho fatto all'inizio è consigliare alle persone che erano interessate ad avviare una startup di andare a lavorare per qualche altra azienda per alcuni anni prima di iniziare la propria. Invece il modo migliore per imparare come creare una startup è solo provare a crearla.

Potresti non avere successo, ma imparerai più velocemente se lo fai. 

Le scuole di business sono state progettate per formare il nucleo manageriale delle grandi aziende, che era quello che funzionava quando la scelta era tra essere il nucleo manageriale delle grandi aziende o il piccolo negozio di scarpe di Joe. 

Poi c'è stata questa novità, Apple, che è iniziata piccola come il negozio di scarpe di Joe e si è trasformata in una gigantesca azienda ma le business school non sono state progettate per affrontare questa nuova realtà.

D: La gestione delle persone è un problema solo se hai successo. Che dire dei primi due o tre collaboratori?

R: Idealmente potresti avere successo prima ancora di assumere due o tre persone. Idealmente per un bel pezzo non ti serviranno nemmeno due o tre persone. Quando assumi i primi collaboratori per la tua startup, è come scegliere i fondatori: dovrebbero essere motivati ​​dagli stessi obiettivi, non possono essere persone che devi gestire. Questi devono essere i tuoi colleghi, non dovresti impegnarti a gestirli.

D: Quindi chi dovrebbe essere gestito non ha posto nella prima squadra della startup?

R: Nel caso in cui stessi facendo qualcosa per cui hai bisogno di un super tecnico e c’è un cervellone che conosce questa cosa e nessun altro al mondo, potrebbe essere un vantaggio assumerlo, anche se devi gestirlo. Come regola generale, vuoi che le persone che assumi all’inizio si auto-motivino, come dei fondatori.

D: Sto vedendo una tendenza tra i giovani e gli imprenditori di successo per cui non vogliono avviare una grande azienda ma venti. Stai iniziando a vedere un aumento di questi tentativi di lanciare diversi progetti?

R: Esiste questa nuova tendenza, per cui le persone creano laboratori che dovrebbero far partire startup. 

Potrebbe funzionare, è così che è iniziato Twitter. 

All'inizio Twitter non era Twitter, ma era un progetto collaterale in una società chiamata Odeo, che avrebbe dovuto svolgersi nel settore dei podcast. 

Ma i podcast non raggiunsero il successo sperato, invece Twitter è esploso. Comunque queste nuove iniziative potrebbero funzionare, se lo fanno le persone giuste.

D: Che consiglio puoi dare alle startupper donna per raccogliere fondi?

R: Probabilmente è vero che le donne hanno difficoltà a raccogliere fondi: l'ho notato empiricamente e Jessica sta per pubblicare un sacco di interviste a donne fondatrici in cui molte di loro hanno detto che pensavano che anche loro avrebbero avuto difficoltà a raccogliere fondi. 

Ricordi quello che ho detto riguardo al modo di raccogliere fondi? 

Fai in modo che la tua startup vada davvero bene e questo è vero in ogni caso: quindi, per risolvere questo problema, è necessario avviare al meglio la propria startup. 

Un paio di anni fa ho twittato un grafico di crescita di una società, senza dire quale. Sapevo che la gente avrebbe iniziato a chiedere informazioni ed era una startup fondata da donne che aveva problemi a raccogliere fondi, con un grafico di crescita stupendo. 

Quindi l'ho twittato, sapendo che tutti questi Venture Capital avrebbero iniziato a chiedermi: "Che società è?". 

La crescita e i grafici non hanno genere, quindi se gli investitori vedono prima il grafico della crescita, è probabile che siano pronti a finanziare il progetto. 

“Lavora bene” è un consiglio che vale per tutte le startup.

D: Cosa studieresti al college in questo momento?

R: Onestamente, penso che potrei provare a studiare fisica, questa è la cosa che sento di aver perso. 

Fin da quando ero un bambino sentivo che l’informatica era la mia strada e forse lo è ancora: per me è stato importante imparare a scrivere codici sorgente e creare software, però ho sempre guardato con curiosità alla fisica. 

Non so se possa essere utile per creare una startup, ma ti ho appena detto di seguire la tua curiosità, quindi alla fine chi se ne frega se è utile, perché potrebbe comunque rivelarsi utile.

D: Quali sistemi applichi nel lavoro e nella vita personale per essere efficiente?

R: Avere figli è un buon modo per essere efficienti, perché non ti rimane tempo, quindi se vuoi fare qualcosa, la quantità e la qualità del lavoro che riesci a fare è alta. 

Molti genitori che sono anche fondatori di startup hanno sottolineato questo punto: i figli ti fanno rimanere concentrato perché non hai altra scelta. Attento non ti sto consigliando di avere figli solo per essere più concentrato. 

Personalmente non penso di essere molto efficiente, ma seguo principalmente due modi per lavorare. 

Uno è quello che utilizzo nell’ambito di Y Combinator: prima ho dovuto fissare una scadenza per la presentazione delle domande e poi ho dovuto darmi una scadenza per rispondere a tutte. 

Quindi ho dovuto leggerle e sapevo che se le avessi esaminate con poca attenzione, la conseguenza sarebbe stata di avere delle pessime startup e allora ho provato a esaminarle in modo approfondito. 

In questo modo ho creato una situazione che mi ha costretto a lavorare. 

L'altro modo di lavorare lo utilizzo quando scrivo: mentre svolgo un’altra attività, come camminare per strada, inizio a scrivere nella mia testa. In realtà non uso delle tecniche particolari per essere efficiente, perchè se lavori su cose che ti piacciono, non devi forzarti per essere efficiente.

D: Quando è il momento giusto per trasformare un progetto secondario in una startup?

R: Semplicemente, te ne accorgerai: saprai che un progetto secondario sta diventando una vera startup quando prenderà il controllo di una percentuale allarmante della tua vita. 

Ti renderai conto di avere passato tutto il tempo a lavorare su quello che doveva essere un progetto secondario, e che quindi, forse si sta trasformando in una startup.

D: So che ne hai parlato prima, dovremmo sapere quando la nostra startup sta andando molto bene, ma in molti casi mi sembra che sia una linea grigia, cosa faresti o cosa consiglieresti in questa situazione? Come bilanciare l’allocazione di tempo e risorse?

R: Per rispondere ti invito a leggere “Do Things that Don't Scale”, che tratta esattamente di questo problema.

D: Quale tipo di startup non dovrebbe passare attraverso un incubatore secondo te?

R: Sicuramente tutte quelle destinate a fallire o quelle gestite da fondatori insopportabili. 

A parte questo, tutte le altre possono avere una spinta dal passaggio attraverso un incubatore, perché buona parte dei problemi che le startup hanno sono gli stessi per tutti, indipendentemente dal progetto su cui stanno lavorando. 

E proprio su quei problemi un incubatore come YC può essere d’aiuto, quelli che non sono legati strettamente al settore dove la startup opera.

D: Hai detto che è un buon consiglio imparare molto sulle cose importanti, ma come capire quali sono le cose importanti?

R: Come individuare le cose importanti su cui lavorare? 

Non lo so è, una domanda abbastanza importante per scrivere un intero saggio.

Non conosco la risposta e probabilmente dovrei scrivere qualcosa al riguardo. 

Però ho escogitato una tecnica per rilevare se sei in grado di individuare le cose importanti:  se riesci a tollerare di lavorare su cose noiose, come le teorie letterarie e il lavoro nel middle management in qualche grande azienda, o hai un'autodisciplina incredibile o non sei in grado di individuare le cose interessanti e viceversa.

D: Se assumi persone che ti piacciono, potresti ottenere un team in cui tutti lavorano nello stesso modo: come gestire in questo caso quella sorta di “angoli ciechi” che si possono formare?

R: Avviare una startup è una situazione in cui molte cose possono non andare nel verso giusto. 

Però il vantaggio di assumere persone che conosci e che ti piacciono è gran lunga maggiore dello svantaggio di avere un tema con una singola visione del lavoro. Basta guardare quello che è accaduto nelle startup di maggior successo, in cui il fondatore ha semplicemente assunto tutti i suoi compagni e amici del college.

Anche se non posso spiegare in modo esatto quello che è un problema interessante, posso parlarti di un ampio sottoinsieme di essi. 

Se pensi alla tecnologia come a qualcosa che si sta diffondendo, come una sorta di macchia frattale, ogni punto sul bordo rappresenta un problema interessante: e per trasformare la tua mente nel tipo di mente che ha inconsapevolmente idee vincenti il percorso è quello di arrivare al limite di una tecnologia, di studiarne i punti più estremi. 

Come diceva Paul Buchheit: "Vivi nel futuro", e quando ci arrivi, le idee che sembrano misteriosamente preveggenti agli altri ti sembreranno ovvie. 

Potresti non capire che sono idee per lanciare una startup, ma saprai che sono qualcosa che dovrebbe esistere. 

Per esempio, tornando ad Harvard a metà degli anni '90, un collega studente dei miei amici Robert e Trevor ha scritto il suo software voice over IP. 

Non era pensato per diventare il prodotto di una startup e non ha mai provato a trasformarlo in uno, l’aveva creato solo per parlare con la sua ragazza a Taiwan senza pagare per le chiamate interurbane. 

Dato che era un esperto di reti, gli sembrava ovvio che la cosa da fare era trasformare il suono in pacchetti e inviarli gratuitamente tramite Internet. 

Perché non lo hanno fatto tutti? Perché non tutti erano abbastanza bravi a scrivere questo tipo di software.  

La scelta migliore se vuoi essere un fondatore di successo è quella di sfruttare il percorso universitario e di studi per quello che sono e per quello che possono dare: quindi per imparare le cose importanti e questo, se hai una vera curiosità intellettuale, ti verrà naturale e dovrai semplicemente seguire le tue inclinazioni.

Quello che conta davvero è la competenza in un dato settore: Larry Page è Larry Page perché era un esperto di ricerca e il modo in cui è diventato un esperto di ricerca è stato perché era davvero interessato a questa materia. L’importante è imparare. 

 E ora, vediamo di rispondere a qualche domanda.


# Fonti

Ecco il video originale:


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