equity-crowdfunding

Hai deciso di ricorrere all’equity crowdfunding per finanziare la tua startup? 

In un momento in cui le linee di credito alle nuove imprese sono limitate, può rivelarsi la scelta giusta per sviluppare il tuo progetto di business. 

Quello che devi sapere è che non tutte le campagne di equity crowdfunding sono uguali. 

Se infatti è vero che tutte le operazioni di equity devono necessariamente seguire la normativa che regola questo settore per essere valide, è anche vero che è possibile organizzare una campagna secondo modelli diversi.

Nella maggior parte dei casi la scelta del modello di raccolta dipende da uno studio accurato delle diverse possibilità, nonchè da quelle che sono le regole dettate dalla diverse piattaforme autorizzate alla raccolta tramite equity crowdfunding. 

Conoscere nel dettaglio le caratteristiche e il funzionamento di queste diverse modalità ti permetterà di sfruttare al meglio lo strumento dell’equity crowdfunding per il finanziamento della tua startup.

# Il modello “all or nothing”

Il modello di equity crowdfunding “all or nothing” prevede che la tua startup riceva il capitale che è stato raccolto durante lo svolgimento della campagna solo nel caso in cui sia stato raggiunto l’obiettivo minimo previsto per la campagna stessa, comunicato nel momento del lancio online.

Quindi, solo se la campagna avrà raggiunto il suo obiettivo minimo avrai diritto a ottenere i fondi versati dagli investitori. 

Se questo non accade le somme investite vengono restituite a finanziatori e la campagna si chiude con un “nulla di fatto”. 

Un esempio può rendere più chiaro il funzionamento di questo modello. 

Se la tua campagna di equity crowdfunding prevede un obiettivo minimo di 1 milione di euro, da raggiungere in una periodo di tempo predeterminato, le somme raccolte ti saranno erogate solo se superano questa cifra. 

Quindi, se la campagna arriva a raccogliere 1 milione e 300.000 euro, tutte le somme raccolte ti saranno erogate (e la campagna sarà andata in overfunding, cioè avrà superato il suo obiettivo). 

Se la somma raccolta durante la campagna di equity crowdfunding sarà pari a 1 milione di euro il denaro ti sarà erogato (perché la campagna è stata completamente finanziata). 

Ma se la campagna arriva a raccogliere 980.000 euro, questa somma non ti sarà erogata, ma sarà restituita a singoli finanziatori, perché la campagna non ha raggiunto il suo obiettivo e quindi non è stata completamente finanziata.

Questo tipo di modello garantisce gli investitori, che possono valutare se effettivamente il budget richiesto per la campagna di equity crowdfunding è adatto al progetto che viene proposto, ed è in grado di assicurare alla startup la liquidità necessaria per realizzare in modo completo il suo progetto imprenditoriale.

Il sistema di raccolta “all or nothing” è quello più indicato per tutti quei progetti che hanno dei costi iniziali molto alti, e in cui la mancata copertura di questi costi rende molto difficile o addirittura impossibile realizzare il progetto. 

Se pensi a un progetto di business che abbia dei costi fissi iniziali pari a 150.000 euro, sarebbe completamente inutile una campagna di equity crowdfunding che arrivasse a raccogliere solo 50.000 euro, perché il progetto non avrebbe la “forza” necessaria per partire.

Alcune piattaforme, tra cui per esempio 200crowd adottano solamente questo modello per le campagne di crowdfunding.

# Il modello “keep it all”

Il modello di equity crowdfunding “keep it all” prevede che la società che ha lanciato la campagna di crowdfunding ottenga tutti i fondi che sono stati erogati dai finanziatori, indipendentemente dal fatto che sia stato raggiunto l’obiettivo minimo fissato a inizio campagna

Qualunque sia l’importo raggiunto grazie ai finanziamenti degli investitori, anche se minimo, viene erogata al promotore della campagna.

Anche in questo caso un esempio può essere utile a capire il funzionamento di questo modello di campagna di equity crowdfunding. 

La tua startup decide di lanciare un’operazione di raccolta fondi in equity e pone come obiettivo minimo 1 milione di euro.

 Al termine del periodo di validità della campagna, qualunque sia la somma raccolta dagli investitori sarà trasferita alla tua startup. 

Anche nel caso si tratti di soli 500 euro. 

Una differenza sostanziale rispetto al modello “all or nothing” visto prima.

Questo modello di raccolta è quello maggiormente indicato per tutti quei progetti di business che hanno costi iniziali bassi e un livello di rischio contenuto. 

Questo perché, anche in caso di raccolta di fondi inferiore all’obiettivo minimo stabilito all’inizio della campagna, la tua startup dovrebbe essere in grado di realizzare il suo progetto di business. 

Ovviamente si tratta di una modalità di raccolta che presenta un profilo di rischio leggermente più alto per gli investitori, rispetto a quella “all or nothing”. 

In questo caso infatti gli investitori sono chiamati a “scommettere” sulla capacità di realizzazione del progetto, anche se con fondi limitati.

# Il modello “all and more”

Un’evoluzione del modello “keep it all” che si sta affermando negli ultimi anni e che al momento è proposto da un numero limitato di piattaforme, è quello del “all and more”.

Dal punto di vista pratico il suo funzionamento non è diverso dal modello “keep it all”, perché anche in questo caso la società che ha lanciato la campagna di crowdfunding riceve tutte le somme raccolte durante lo svolgimento della campagna stessa, indipendentemente dal raggiungimento dell’obiettivo minimo prefissato. 

La differenza sostanziale si trova nel fatto che, per le somme che superano l’importo minimo della campagna di equity crowdfunding, la società non è tenuta a pagare alla piattaforma le commissioni che normalmente sarebbero dovute.

Continuiamo con un esempio: la tua startup lancia una campagna di equity crowdfunding con il modello “all and more” con un obiettivo minimo di 1 milione di euro. 

Se la somma raccolta è inferiore all’obiettivo minimo la tua startup riceve comunque i fondi. 

Lo stesso accade se l’obiettivo minimo è raggiunto.

E se la campagna di equity crowdfunding va in overfunding, cioè viene finanziata oltre l’obiettivo minimo previsto, riceve anche le somme che superano tale limite e su queste non deve pagare commissioni alla piattaforma.

Nel caso in cui la somma raccolta sia pari a 1 milione e 200.000 euro, la tua startup non dovrà pagare sui 200.000 euro eccedenti l’obiettivo minimo commissioni (che sono invece dovute per la restante parte della somma).

Anche questa modalità di raccolta è indicata per quei progetti di business con costi iniziali e rischi limitati. 

L’utilizzo di questa modalità da ovviamente maggiori vantaggi alla società che ricerca il finanziamento, perché permette un risparmio sulle spese nel caso il progetto incontri il favore degli investitori oltre le più rosee previsioni.

# Il modello “club”

Il modello “club” o anche “club deal crowdfunding” è diverso dagli altri modelli di equity crowdfunding perché si rivolge a una serie di investitori ben precisa e definita

Se nella normalità dell’equity crowdfunding è prevista la possibilità di aderire all’investimento a chiunque, basta che sia maggiorenne e compili i moduli con le informazioni richieste, oltre ovviamente a versare la quota di investimento, il modello “club” riserva l’investimento soltanto a un gruppo selezionato di soggetti.

In questo senso il modello club sfugge alla logica del finanziamento diffuso, perché l’accesso ai progetti è riservato a una cerchia ristretta di soggetti. 

Normalmente si tratta di investitori professionali (fra cui spesso si trovano anche Business Angel e Venture Capital) che ha quindi una grande competenza in materia di investimenti e un capitale consistente da investire.

Le campagna di equity crowdfunding riservate ai deal sono spesso diverse anche come organizzazione, perché, accanto alla classica presentazione online, viene riservata ai soci la possibilità di conoscere il progetto da vicino, magari in particolari eventi organizzati a tal fine. 

Ovviamente questo modello di raccolta prevede un minor numero di finanziatori, che versano però dei capitali più elevati: considerando la loro esperienza nel settore, spesso diventano soci di un progetto in cui hanno piena fiducia.

Questo modello di raccolta nell’equity crowdfunding è sicuramente il più adatto a tutti quei progetti che richiedano un elevato apporto di capitale: può non essere facile accedere alle piattaforme di club crowdfunding, soprattutto se non si è inseriti in un network di conoscenze ampio e forte.

Per tutto il resto invece la campagna di equity crowdfunding segue le regole previste dalla norma e può rientrare in uno degli schemi visti sopra (“all or nothing”, “keep it all”) a seconda di quelle che sono scelte della startup e della piattaforma. 

# Il modello "holding"

Un diverso sistema di raccolta nell’equity crowdfunding è rappresentato dal modello holding. 

Seguendo questo schema gli investitori si consociano in una holding strumentale, una società che è creata solo per effettuare l’investimento in equity

A questo punto è la holding a effettuare l’investimento e diventare titolare delle quote della startup che ha fatto ricorso al crowdfunding.

Anche in questo caso può dirsi superato il concetto alla base dell’equity crowdfunding, cioè quello dell’azionariato diffuso. 

Infatti, considerando che si tratta di un’operazione di costituzione di una società, è probabile che questo sistema sia utilizzato da un numero limitato di investitori professionali, che hanno a disposizione capitali importanti ma che per motivi diversi non hanno interesse a comparire come singoli investitori nell’ambito della startup finanziata.

Titolare delle quote e quindi dei diritti che ne derivano non sono ovviamente i singoli soci della società holding, ma la società stessa, nella persona dei suoi organi amministrativi e dei suoi rappresentanti. 

Per tutto il resto invece la campagna di equity crowdfunding segue le regole previste dalla norma e può rientrare in uno degli schemi visti sopra (“all or nothing”, “keep it all”) a seconda di quelle che sono scelte della startup e della piattaforma. 

# Conclusioni

Come scegliere il modello di raccolta?

Sono molti i fattori che possono influenzare la scelta relativa al modello di raccolta in una campagna di equity crowdfunding. 

In primo luogo la fase di vita della startup, da cui dipende direttamente anche la tipologia di progetti e i finanziamenti richiesti. 

Se in una fase iniziale, quando i costi da affrontare sono limitati, la scelta più efficace potrebbe essere quella del modello “keep it all” o “all and more”, che risultano i più adatti anche a quei progetti caratterizzati da una maggiore scalabilità. 

ll modello “all or nothing” potrebbe invece essere più adatto a fasi di sviluppo più avanzate della vita della tua startup, quando la richiesta di fondi per lo sviluppo di progetti o per l’espansione dell’attività sui mercati internazionali è decisamente più elevata e in quei casi in cui effettivamente il rischio derivato dal progetto è alto, il progetto stesso mostra minori caratteristiche di scalabilità  e quindi va affrontato con tutti i fondi necessari per avere la certezza di poterlo sviluppare completamente.

In ogni caso, prima di dare il via a una campagna di equity crowdfunding, è importante che tenga conto di tutti gli aspetti che sono coinvolti da questa operazione: in particolare la strategia commerciale della tua startup, il fatto che il finanziamento richiesto sia effettivamente corretto in base a quelle che sono le esigenze legate allo sviluppo dell’attività.

Senza dimenticare gli aspetti strettamente societari: infatti una campagna di equity crowdfunding che abbia successo, qualunque sia il modello di raccolta scelto, comporta un cambiamento nell’assetto societario, con l’ingresso di nuovi soci. 

E di questo devi tenere conto, utilizzando eventualmente tutti quei correttivi che possono essere utili per evitare di trovarti in una posizione di sfavore rispetto ad altri soci.

Hai visto quali sono i diversi modelli di raccolta previsti per le campagne di equity crowdfunding e ora vogliamo conoscere la tua opinione. 

Tu hai già fatto questa scelta oppure non hai ancora deciso? 


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