crowdfunding

Una campagna di equity crowdfunding chiusa con un successo vuol dire raggiungere un traguardo importante per una startup. 

Ma si tratta di una “fine” che rappresenta necessariamente un nuovo inizio. 

Infatti l’attività di una startup prosegue se possibile in modo ancora più intenso dopo avere raggiunto un obiettivo di finanziamento, soprattutto per realizzare i progetti preventivati al lancio della campagna.

Quindi può risultare interessante capire cosa è successo in concreto ad alcune startup italiane che si sono misurate con campagne di equity nello scorso anno, in modo da capire come un evento come il crowdfunding può incidere nello sviluppo di una società.

# Un solo crowdfunding? Spesso no

Bisogna chiarire subito un fatto molto importante: non devi pensare alla campagna di equity crowdfunding come un evento unico e irripetibile. 

La realtà dei fatti è che molte startup ricorrono più volte all’equity crowdfunding, magari cambiando piattaforma.

Quindi non dovrai sorprenderti se trovi una campagna di crowdfunding indicata con un numero romano: vuol dire che quella società ha già sfruttato, con successo, questo strumento di finanziamento.

Ma l’idea è di concentrarsi su quelle società che hanno chiuso la loro prima campagna di equity crowdfunding, per capire come è proseguito il loro percorso.

# Cosa è successo dopo l’equity crowdfunding

Prendendo in esame i dati disponibili al primo semestre del 2020 (dati 5° report italiano sul Crowdinvesting), si può notare che sono state ben 547 le società che hanno fatto ricorso allo strumento dell’equity crowdfunding per finanziarsi. 

Di queste 149 non sono riuscite a raggiungere l’obiettivo previsto (anche se 2 lo hanno poi raggiunto su un diverso portale), 26 sono state liquidate e le restanti 120 erano ancora attive a inizio 2021. 

Questo vuol dire che se il fallimento di una campagna di equity crowdfunding non destina necessariamente al fallimento della società, per alcune startup, probabilmente quelle che maggiormente avevano bisogno di fondi, questo intoppo è stato fatale.

Se si esaminano invece le 360 società che hanno concluso con successo la campagna di equity crowdfunding, di queste ben 30 hanno concluso con successo almeno un’altra campagna di equity crowdfunding, con un obiettivo raggiunto superiore al primo, 9 sono state liquidate e le rimanenti hanno raggiunto lo step finale del processo di sviluppo di una startup, cioè l’exit  oppure hanno ottenuto un successivo aumento di capitale con uno strumento diverso rispetto all’equity crowdfunding. 

Rimangono fuori dal conteggio quelle società che al 30/06/2020 avevano ancora una campagna di crowdfunding in svolgimento.

# Se si sbaglia il crowdfunding è la fine?

Se ci si limita ad osservare i numeri è facile cadere nell’errore di pensare che esiste una correlazione diretta fra il fallimento di una campagna di crowdfunding e il conseguente fallimento della società. 

In realtà non è possibile dare un giudizio così netto. 

Infatti è piuttosto interessante invece considerare quelle società che dopo una campagna di equity crowdfunding non crescono, mostrando a bilancio dei ricavi nulli, e quelle invece che conoscono una crescita importante di fatturato e ricavi. 

Quindi è molto importante verificare quella che è la performance successiva della startup, soprattutto cercando di capire se è in linea con quanto era stato delineato nelle campagna di crowdfunding

Perché in effetti con una campagna di equity crowdfunding si stringe una sorta di “patto” con gli investitori: quello di investire il denaro raccolto per favorire la crescita della startup. 

Il fatto che, nel corso degli anni successivi alla raccolta, i dati storici mostrino come solo una piccola parte delle startup che si sono finanziate con l’equity crowdfunding riescano a raggiungere gli obiettivi previsti da business plan dimostra come riuscire ad avere successo nel processo di sviluppo di una startup sia un’impresa non semplice. 

Anche una campagna di equity crowdfunding conclusa con successo non è garanzia del successo complessivo della startup (come un fallimento non è rappresenta necessariamente uno stop definitivo).

Per capire meglio le dinamiche che si ingenerano in una startup dopo aver concluso con successo una campagna di crowdfunding, è utile approfondire alcuni casi. 

Per capire cosa succede quando cala il sipario sulla raccolta fondi e inizia il lavoro per far crescere ulteriormente la società.

# Davinci Healtcare

Davinci Healtcare è una startup attiva nel campo della telemedicina: proprio a questa startup si deve lo sviluppo di un’app (DaVinci) che permette di mettersi in contatto in modo rapido e semplice, tramite videochiamata, con un medico oppure con uno psicologo. 

La campagna di equity crowdfunding, che è andata a integrare due finanziamenti pubblici, da parte di Invitalia e di Regione Lombardia, è stata lanciata nel maggio del 2020, quindi in piena emergenza Covid-19.

La scelta è stata quella di porre un obiettivo minimo di raccolta di 50.000 euro e uno massimo di 200.000 euro, e si è chiusa con il raggiungimento dell’obiettivo massimo e con 25 giorni di anticipo rispetto alla scadenza prevista. 

L’investimento minimo previsto è stato di 300 euro: una scelta interessante, fatta per attirare anche gli investitori con minori disponibilità di capitale. 

Per ottenere azioni ordinarie (quindi dotate di diritti amministrativi oltre a quelli patrimoniali) è stato previsto un investimento minimo di 20.000 euro.

Per quel che riguarda gli obiettivi da perseguire con i fondi raccolti, Davinci Healtcare ha deciso di puntare sullo sviluppo della piattaforma tecnologica e dell’app e sulle partnership commerciali (in particolare nell’ottica per cui le aziende offrano il sistema Davinci come benefits per i propri dipendenti). 

Avendo raggiunto l’obiettivo massimo (overfunding) il programma della startup era di destinare il 60% dei fondi raccolti al marketing e allo sviluppo delle collaborazioni, mentre il 35% sarebbe andato allo sviluppo della tecnologia (con il restante 5% destinato ad altre spese). 

La startup era in fase di early stage al momento della campagna di crowdfunding, con obiettivi a medio termine di mutamento in una scaleup e di espansione a livello internazionale.

Il successo della campagna di equity crowdfunding di Davinci Healtcare trova il suo fondamento in due ordini di fattori:

I progetti sviluppati grazie ai fondi raccolti hanno riguardato soprattutto gli accordi con le Regioni, enti responsabili della gestione della sanità pubblica. 

In particolare a ottobre 2020 è stato attivato un servizio per la gestione delle prenotazione dei vaccini antinfluenzali nella regione Lombardia. 

A dicembre dello stesso anno è stato creato anche un sistema di prenotazione e rendicontazione dei tamponi rapidi antigenici e per la prenotazione degli stessi nell’ATS di Bergamo e di Monza.

Il sistema digitale è stato testato prima su un singolo territorio e poi su un’intera regione, in previsione di un’espansione a livello nazionale.  

# Felik

La startup innovativa della Val d’Aosta Felik Srl ha creato la piattaforma di marketing digitale Scratch&Screen che offre ai produttori di beni e servizi di largo consumo oppure ai rivenditori retail di organizzare e gestire in modo semplice delle campagne di fidelizzazione del cliente.

Dopo aver validato il prodotto e il modello commerciale, Felik Srl ha deciso di ricorrere all’equity crowdfunding con l’obiettivo di sviluppare la piattaforma e di ampliare le collaborazione e la rete di vendita grazie a un’attenta attività di marketing. 

La scelta del management è stata quella di ricorrere allo strumento dell’equity crowdfunding quando il modello di business è stato pienamente definito e sono stati definiti anche gli obiettivi a medio termine.

La particolare natura della piattaforma permette di prevedere la possibilità di “esportarla”, tramite un semplice lavoro di traduzione, anche verso mercati esteri.

La campagna di equity crowdfunding è stata condotta su Opstart con l’obiettivo di raccogliere 100.000 euro: raccolta chiusa in overfunding per un totale di 182.000 euro di finanziamenti. 

La quota minima di investimento prevista era di 250 euro, in modo da favorire anche i piccoli investitori: la campagna prevedeva solamente quote societarie con diritti patrimoniali ma prive di diritti di amministrazione.

Il successo della campagna è probabilmente legato a due fattori principali, che maggiormente hanno attirato l’attenzione degli investitori:

Dopo aver concluso con successo la campagna di equity crowdfunding Scratch&Screen ha stretto una partnership con Trice. 

Questa società si occupa di trovare soluzioni e tecnologie per la comunicazione e la digitalizzazione delle imprese, con l’obiettivo di aumentare ancora il numero di società gestite sulla piattaforma.

# Nausdream 

La startup Nausdream Srl, nata in Sardegna, propone un servizio completo di escursioni da offrire ai clienti dei tour operator internazionali, puntando sulla qualità delle esperienze e delle località scelte. 

Nausdream arriva all’equity crowdfunding passando per tre diversi round di finanziamento (per un totale di 630.000 euro raccolti) chiusi con Business Angel e il fondo venture capital Primomiglio. 

La scelta di ricorrere all’equity crowdfunding nasce dopo aver validato il modello di business, che si basa sulla personalizzazione dell’offerta di esperienze turistiche, selezionate a seconda delle richieste del cliente. 

Proprio la capacità di ricercare anche i piccoli fornitori in grado di regalare offerte uniche è il punto di forza di Nausdream: i concorrenti, anche in ambito internazionale, sono infatti limitati da un’eccessiva standardizzazione dell’offerta. 

Questo permette di pensare a un’espansione sul mercato, grazie ad accordi con partner internazionali.

La piattaforma scelta per la campagna è 200Crowd, con un obiettivo minimo di 120.000 euro e uno massimo di 350.000. 

La campagna si chiude in overfunding, per un investimento di 133.000 euro raccolti tra 40 investitori, con una quota minima di investimento pari a 500 euro. 

I fondi avevano l’obiettivo di migliorare l’automazione dei processi produttivi e di vendita, nonché l’assunzione di 2 risorse senior per incrementare l’attività nella ricerca di escursioni da proporre al cliente.

Inoltre erano previsti i primi test di Gestione della business unit «Escursioni» dei Tour Operator Internazionali.

La prima impressione, considerando il successo della campagna di Nausdream, è di sorpresa considerando il periodo in cui è stata lanciata. 

Il 2020 è stato probabilmente l’anno peggiore per il comparto turistico, ma gli investitori hanno creduto nel progetto. 

Sia per i buoni risultati ottenuti, sia perché si inserisce in quel nuovo trend del turismo rappresentato dal viaggio “tailor made”, cioè fatto su misura. 

Un nuovo modo di concepire il turismo, non più come turismo di massa e nemmeno come turismo di élite, ma come turismo in grado di adattarsi alle esigenze e alle richieste del cliente.

Grazie al successo della campagna di equity crowdfunding, Nausdream è riuscita a chiudere un importante contratto di collaborazione con un partner internazionale di pregio come Silversea (che opera nel settore delle crociere di lusso). 

La startup è stata ammessa alla partecipazione all’edizione 2021 del premio Startup Sarda dell’anno.

# Orapesce 

Orapesce è una startup innovativa che ha creato un servizio, inizialmente riservato ai privati, per l’acquisto e la consegna a domicilio di pesce fresco. 

Valore aggiunto del servizio, oltre alla stagionalità del prodotto offerto, è anche la ricchezza di contenuti e approfondimenti che permettono di conoscere meglio il pesce e i trucchi per cucinarlo al meglio. 

Obiettivo di Orapesce, nel momento in cui ha scelto di finanziarsi con l’equity crowdfunding, non era limitato alla raccolta di fondi, ma puntava sfruttare questo strumento come canale di marketing e comunicazione, nell’ottica di rafforzamento del brand sul mercato.

La piattaforma scelta per la campagna di equity crowdfunding è stata MamaCrowd, con un obiettivo minimo di raccolta di 80.000 euro un uno massimo di 250.000 euro. 

La campagna ha un successo imprevedibile, tanto da andare in overfunding in tempo brevissimo e da portare l’obiettivo massimo di raccolta a 400.000 euro, cifra totale raggiunta. 

Vengono previste due categorie di azioni: la categoria “A”, per investimenti superiori ai 9.999 euro, dotate di diritti patrimoniali, diritti di voto e diritti di prelazione, e la categoria “B”, per investimenti a partire da 500 euro, con i soli diritti di voto.

I fondi raccolti durante la campagna erano destinati alla promozione dell’attività di marketing (con un rafforzamento del settore B2C), alla logistica, in modo da implementare l’offerta di prodotti, e alla creazione di una partnership con alcuni soggetti del settore HORECA, per creare punti di distribuzione di Orapesce presso alcuni ristoranti.

Un successo inaspettato quello di Orapesce? 

In realtà no, perché la società ha compreso le dinamiche necessarie al successo nel crowdfunding e ha sfruttato al meglio questo strumento per fare attività di marketing, ottenendo il duplice risultato di farsi conoscere e di ottenere i fondi necessari all’ampliamento dell’attività.

L’obiettivo più immediato della startup è quello di far crescere il fatturato fino ad arrivare ai 4 milioni di euro nel 2023: per questo sono stati inseriti come consiglieri della società due manager di comprovata esperienza come Antonio Iandolo (marketing champion intimates Europe) e Michele Ceddia (ceo di Progepiter). 

Per l’espansione della logistica è stata stretta una partnership con STEF, società già affermata per i servizi all’Home Delivery. 

Allo studio è lo sviluppo di linea di un prodotto fresco di pesce pronto per essere mangiato in ufficio e l’arricchimento del carrello con prodotti complementari e abbinati, come vino, pasta e olio.

Queste storie di equity crowdfunding sono utili per capire quali possono essere le caratteristiche che portano al successo di una campagna di crowdfunding e cosa può succedere “dopo”. 

Difficile, se non impossibile, prevedere il destino di una startup basandosi solo sull’esito di una tappa, proprio come accade nei grandi tour del ciclismo: sicuramente l’equity crowdfunding può essere una tappa importante nel viaggio verso il successo di una società.


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