Incubatori e acceleratori: da quando sei entrato nel campo delle startup sicuramente avrai già sentito parlare di questi due strumenti. 

Strumenti che, con le loro differenti caratteristiche e in fasi di sviluppo diverse, possono essere  molto utili, se non indispensabili, alla crescita di una startup. 

Ma che spesso vengono confusi, sia nella natura che nell’attività che svolgono. 

Conoscere gli elementi distintivi di incubatori e acceleratori ti permetterà di muoverti meglio e di sfruttare, a seconda delle necessità della tua startup, le possibilità che ti vengono offerte da entrambi.

# Che cos’è un incubatore? 

Gli incubatori possono essere organizzazioni pubbliche o private, che hanno la funzione di rendere sistematico il processo di creazione delle nuove imprese (come da definizione della Commissione Europea). 

Per processo sistematico si intende un processo che non è casuale, ma segue un ordine preciso, che può essere ripetuto nel tempo indipendentemente dalle situazioni in cui viene applicato.  

Queste organizzazioni hanno dei programmi di sviluppo, che vengono messi al servizio delle startup che presentano particolari caratteristiche, che possono essere legati al campo di attività, alla partecipazione a determinati bandi di concorso, ai progetti che intendono sviluppare. 

Un incubatore, proprio come si può capire dal suo nome, “incuba” tramite questi programmi le startup più promettenti, permettendo loro di acquisire competenze importanti, di strutturarsi e di svilupparsi. 

Esistono diverse tipologie di incubatori, sai per quel che riguarda la natura degli incubatori stessi, sia per quel che riguarda il settore in operano. 

Gli elementi distintivi degli incubatori sono:

# Gli incubatori italiani

Sono diversi gli incubatori italiani ad avere “prodotto” startup che hanno poi raggiunto il successo. 

Sicuramente il posto d’onore spetta al PoliHub del Politecnico di Torino, che con il suo incubatore IP3 è stato nominato nel 2019 fra i 5 migliori incubatori universitari di tutto il mondo. 

Un riconoscimento importante, giunto dopo vent’anni di attività, che ha considerato la migliore performance in base a diversi parametri, tra cui le dimensione del portafoglio di startup, il numero dei business plan seguiti, la capacità delle startup in termini di fund raising e il valore e l’incidenza positiva sull’ecosistema in cui l’incubatore si trova a operare.

Sicuramente importante nell’attività di IP3 è l’interazione continua con il Politecnico di Torino, che permette di avere a disposizione un “capitale umano” di altissimo valore professionale. 

Fino al 2020, le startup seguite dal programma di incubazione IP3 avevano raccolto 13 milioni di investimenti in seed, con una valutazione postmoney complessiva di circa 90 milioni di euro.  

# Che cos’è un acceleratore per startup?

Quando si parla di acceleratore per startup si intende una società che fa attività di supporto per le startup: attività che viene messa in atto attraverso dei programmi, che permettono alle startup di crescere e di trovare i finanziamenti necessari allo sviluppo. 

È possibile distinguere gli acceleratori in base al tipo di programma che offrono:

Gli acceleratori puntano sulle startup che hanno un prodotto o un servizio realmente in grado di crescere velocemente e di affermarsi sul mercato. 

Gli elementi distintivi degli acceleratori sono:

# Gli acceleratori italiani

Diversi sono gli acceleratori attivi nel panorama italiano: una menzione merita sicuramente H-Farm

La storia di questo acceleratore (che è anche incubatore e che negli ultimi anni ha espanso la sua attività diventando un vero e proprio centro per l’innovazione) comincia nel 2005, con la sede in un cascinale di campagna. 

L’evoluzione di H-Farm negli anni è molto importante: vengono superate le 120 startup accelerate, con una raccolta di un elevato apporto di capitali. 

L’attività di H-Farm non rimane ferma nei confini nazionali, ma si sposta anche all’estero, tanto che l’acceleratore diventa uno dei più importanti a livello globale.

# Quando utilizzare l'uno o l'altro

In realtà non devi commettere l’errore di pensare di poter scegliere liberamente se e quando utilizzare un incubatore o un acceleratore per favorire la crescita e lo sviluppo di una startup. 

Devi sempre tenere a mente che si tratta di due strumenti che per certi aspetti sono simili, ma presentano anche una serie di differenze molto importanti.

L’incubatore è la scelta più indicata se hai un progetto di business che non sei ancora riuscito a validare e non hai ancora creato la tua startup, oppure se l’hai creata da pochissimo tempo, non c’è ancora una precisa organizzazione aziendale e ti accorgi di incontrare delle difficoltà che derivano sia dalla mancanza di esperienza, sia dalla carenza di strumenti che potrebbero esserti utile per sviluppare il tuo business. 

In questi casi un programma di incubazione, che ricorda può durare anche fino a 36 mesi, è la scelta migliore perché sarà in grado di accompagnare la tua startup lungo il suo percorso di formazione di crescita, concentrando l’attenzione soprattutto nella creazione di un team che possa lavorare in modo efficiente e nella validazione del prodotto o servizio offerto. 

Al termine del percorso di incubazione la startup dovrebbe essere pronta a entrare sul mercato e a generare i primi profitti.

L’acceleratore è invece la scelta più indicata nel caso la tua startup sia già avviata e abbia già iniziato da un po’ di tempo la sua attività. 

Questo vuol dire che devi almeno avere a disposizione un MVP già provato dai tester e lanciato sul mercato. Se questo è il tuo caso l’acceleratore è una scelta utile, perché ti permetterà di migliorare l’efficienza della tua startup, imparando a velocizzare degli specifici processi che sono importanti per attirare gli investitori, oppure per rendere più solida la posizione della società sul mercato. 

Alcuni acceleratori potrebbero proporre dei programmi specifici per startup in una fase ancora più avanzata di sviluppo, concentrati proprio sulla ricerca dei finanziamenti necessari alla crescita.

Ovviamente dovrai considerare sempre un aspetto importante: nel caso degli acceleratori, le somme a cui una startup può accedere sono molto elevate. E questo porta a una concorrenza spietata: soltanto le startup che dimostrano di saper realizzare con profitto un’idea di business innovativa riescono ad accedere a questi programmi.

Qui potrai trovare il report di Social Monitor Innovator sull’impatto degli incubatori e acceleratori in Italia.

Allora che idea ti sei fatto?
Fammi sapere tra i commenti cosa ne pensi sia dell'incubatore che dell'accelerazione


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