crowdfunding

Il crowdfunding può essere uno strumento molto utile per una startup alla ricerca di fondi per lo sviluppo del progetto di business. 

Ma bisogna fare attenzione al fatto che anche il crowdfunding può presentare dei limiti e dei rischi connessi al suo utilizzo. 

Individuare questi potenziali svantaggi è molto importante per poter scegliere se utilizzare o meno il crowdfunding e, in caso di scelta positiva, come procedere per superare eventuali rischi.

# Non è tutto oro

Il ricorso al crowdfunding, soprattutto nella forma dell’equity ma anche del reward, ha conosciuto una crescita esponenziale nel corso degli ultimi anni. 

Le startup hanno deciso di utilizzare questo strumento anche per superare le difficoltà di accedere agli altri canali di finanziamento, come le banche oppure i Venture Capital.

Devi sempre tenere presente che ricorrere al crowdfunding non significa che sicuramente avrai accesso ai fondi di cui la tua startup ha la necessità. 

I fattori in gioco, che determinano il successo o meno di una campagna di crowdfunding, sono molti ed è necessario che tutte le operazioni siano progettate e realizzate nella maniera migliore. 

E anche in questo caso non esiste la garanzia di successo.

E non dimenticare nemmeno che il crowdfunding è un lavoro: la preparazione di una campagna di crowdfunding può assorbire moltissimo tempo ed energie e richiede delle professionalità esperte nei diversi settori, soprattutto, ma non solo, per il marketing e la comunicazione. 

Devi sempre tenere presente i limiti e soprattutto i rischi che può comportare rivolgersi al crowdfunding. 

Conoscere in modo chiaro tutti gli aspetti, sia quelli positivi che quelli negativi, ti permetterà di fare la scelta più adatta alle caratteristiche e alle necessità della tua startup.

# I limiti del crowdfunding

Si possono individuare 3 limiti più importanti per le campagne di crowdfunding.

1- Limiti legati alla scarsa alfabetizzazione digitale

Questa tipologia di limiti è legata in particolar modo alle condizioni dell’Italia.

Nonostante infatti siano stati fatti degli importanti passi avanti, ancora adesso l’alfabetizzazione digitale del paese si trova a un livello molto basso. 

Considerando il fatto che l’unico strumento per utilizzare l’equity crowdfunding è quello di rivolgersi alle piattaforme autorizzate, la conseguenza è che molti potenziali investitori potrebbero o non essere raggiunti dalla comunicazione relativa alla campagna oppure, ed è il caso più comune, potrebbero non essere in grado di aderire alla campagna stessa perché non riescono a utilizzare i mezzi informatici.

Si tratta di un limite molto importante, perché riduce la platea dei possibili investitori.

Altro limite molto diffuso nell’utente medio, per cui una raccolta fondi online, come il crowdfunding, rischia spesso di trasformarsi in una truffa. 

Superare questo atteggiamento è molto importante per riuscire a espandere ulteriormente la platea dei finanziatori e quindi la funzionalità del crowdfunding.

2 - Limiti legati al costo di una campagna

Un errore tipico di chi si avvicina al crowdfunding è quello di non stimare correttamente i costi legati alla creazione e gestione di una campagna. 

La tendenza è quella di considerare il crowdfunding uno strumento completamente “gratis”, ma si tratta di una visione distorta.

Bisogna infatti considerare un costo che può variare dal 4% al 10% rispetto al capitale richiesto, costo che è quello previsto per le commissioni di raccolta. 

Anche se in alcuni casi sono previste campagne di crowdfunding a costo fisso.

A questa spesa vanno aggiunti poi i costi relativi alle operazioni di controllo. 

Infatti, per poter lanciare una campagna di crowdfunding su un portale autorizzato è necessario sostenere i costi legati alla due diligence, cioè i controlli relativi alla fattibilità dei progetti e alla condizione economica della startup. 

Inoltre vanno aggiunti i costi legati agli adempimenti societari e legali. 

In particolare, nel caso di equity crowdfunding, i costi per l’aumento di capitale e  la conseguente modifica dello statuto. 

In ultimo, ma non per ordine di importanza, ci sono tutti quei costi legati alla realizzazione della campagna di crowdfunding, a partire dalla strategia di marketing, alla creazione della documentazione utile per presentare il progetto e considerando anche quei costi che sono legati alla comunicazione prima, durante e dopo la realizzazione del progetto. 

Comunicazione che va mantenuta sia con chi ha aderito alla campagna sia anche con la community che intorno a essa si è venuta a creare.

3 - Limiti legati alla scarsa esperienza in ambito finanziario

Il crowdfunding è una materia nella quale improvvisarsi esperti rappresenta un rischio: molti dei limiti relativi a questo strumento sono proprio legati a una scarsa esperienza e conoscenza della materia. 

Una scarsa esperienza può portare sia a commettere errori importanti, sia a doversi affidare a esperti del settore, sobbarcandosi i relativi costi. 

L’inesperienza può creare dei grossi limiti a tutti i diversi aspetti di una campagna di crowdfunding.

In particolare, se non si è in grado di gestire nel modo migliore la comunicazione, il rischio è anche quello di incappare in fenomeni che possono essere ascritti alla tendenza ai comportamenti imitativi che si ritrovano nelle collettività. 

Se per qualche motivo dei soggetti individuano dei problemi nella campagna di crowdfunding e decidono di rendere pubblici, magari tramite social, i loro dubbi, può innescarsi una sorta di “logica del branco” per cui molti potenziali investitori evitano di partecipare alla campagna senza nemmeno approfondire i contenuti. 

La conseguenza è che i progetti con una buona possibilità di successo potrebbero essere privati dei fondi necessari a crescere, che invece andrebbero a sostenere progetti meno promettenti ma con un appeal maggiore.

# I rischi legati al crowdfunding

Scoprire i limiti legati al crowdfunding permette di capire che questo strumento non deve essere sempre la prima scelta per una startup. 

Ora si tratta di capire quali sono i rischi che sono insiti nell’utilizzo del crowdfunding

1- Il rischio dell'insuccesso

Non sempre una campagna di crowdfunding ha successo: e questo può succedere anche se si sono seguiti con attenzione tutti quei passaggi che, prima e durante, dovrebbero essere determinanti. 

La possibilità di fallire dovrebbe essere considerata un’eventualità possibile nello svolgimento di un’attività d’impresa: per la mentalità italiana questo può essere invece un grosso problema.

Infatti, lo startupper che fallisce, sia pur anche una singola campagna di crowdfunding, rischia di essere bollato come “fallito” a vita. 

Per questo il fallimento di una campagna di crowdfunding può trasformarsi in un danno, soprattutto a livello di immagine.

Per la mentalità tipica del nostro paese, uno startupper che non riesce a concludere con successo questa tipologia di finanziamento o, peggio, deve abbandonare il suo progetto di business, viene considerato poco affidabile da tutti gli stakeholder, come i partner e i finanziatori, che gravitano intorno alla società.

Molto diversa in questo senso la mentalità che si trova negli Stati Uniti: il fallimento di un imprenditore è considerato un’eventualità sempre possibile e che non limita il soggetto stesso dall’avere successo in un’altra avventura societaria.

2 - I problemi legati all’ingresso di nuovi soci

Soprattutto nel caso di equity crowdfunding, in caso di successo della campagna la conseguenza è l’ingresso nella compagine aziendale di tutta una serie di nuovi, spesso piccoli, soci. 

Questo può avere come conseguenza delle problematiche a livello organizzativo e di governance della startup.

In primo luogo diventa necessario strutturare e organizzare appositi processi che permettono di comunicare in modo efficace con questi nuovi soci e di farli partecipare, quando necessario alla vita e alle decisioni della società, attraverso gli strumenti dell’assemblea dei soci. 

Il rischio di gestire in modo sbagliato la comunicazione con i nuovi soci è un rischio concreto, che si moltiplica con l’aumentare del numero dei finanziatori.

Se è vero che la legge prevede come obbligatoria solamente la comunicazione del bilancio annuale, è anche vero che può essere importante tenere aggiornati tutti i soci su quelle che sono le evoluzioni più importanti nella crescita della startup.

Si tratta di un flusso di informazioni molto importante da gestire, a cui spesso si aggiungono le domande dei nuovi soci, che devono trovare una risposta chiara e in tempi rapidi. 

Diventa quindi molto importante strutturare questa funzione societaria con un buon anticipo.

Per quel che riguarda la governance anche in questo caso lo strumento di crowdfunding rischia di pagare quella che è una caratteristica tipica della mentalità e dell’imprenditorialità italiana.

Infatti, soprattutto per quel che riguarda le piccole e medie imprese, in Italia la governance è spesso gestita a livello famigliare, ed è basata su stretti rapporti di fiducia.  

Quando, come nel caso di una campagna di equity crowdfunding, bisogna confrontarsi con l’ingresso di nuovi soci, per i founder diventa importante mettere in atto tutte quelle misure che possono essere utili per una gestione efficace dei nuovi rapporti societari.

In questo senso è molto importante riuscire a utilizzare al meglio gli strumenti che l’equity crowdfunding mette a disposizione. Infatti, nel momento in cui si struttura una campagna, è possibile decidere di creare delle azioni che sono diverse da quelle ordinarie. 

Nella maggior parte dei casi queste tipologie di azioni, che sono riservate ai piccoli investitori, sono dotate solo di diritti patrimoniali ma prive di diritti di amministrazione.

Con le giuste attenzioni in fase di preparazione della campagna diventa quindi possibile evitare che, in caso di successo, si creino delle difficoltà a livello di governance della startup. 

Difficoltà che, se non vengono prese le giuste precauzioni, rischiano di rallentare o addirittura bloccare l’attività e la crescita della società stessa.

3- Il rischio di attacchi alla proprietà intellettuale

Il crowdfunding può portare a quello che uno dei peggiori incubi per uno startupper: che qualcuno rubi la sua idea. 

Ovviamente non è un evento comune, ma non è nemmeno impossibile che accada. 

Quindi può succedere che un competitor diretto sfrutti le informazioni che vengono diffuse dalla piattaforma o anche solo la semplice idea di business per realizzare un prodotto o servizio analogo. 

Si tratta di una possibilità che è diffusa soprattutto nel caso di reward crowdfunding, quando maggiormente si deve esporre il proprio progetto, che magari non è ancora completamente validato oppure che richiede ancora del lavoro per implementare dei necessari miglioramenti.

Bisogna ricordare che la normativa italiana prevede una tutela per il diritto di proprietà intellettuale di un’idea, precisamente con la legge numero 633 del 1941, ma è noto come sia praticamente impossibile proteggere le informazioni che vengono diffuse attraverso la rete. 

Per evitare che si verifichi questa situazione spiacevole una soluzione può essere quella di rivolgersi a esperti che siano in grado di scegliere quali informazioni sono quelle da comunicare alla piattaforma e in che modo farlo. In questo modo sarà possibile tutelarsi da eventuali “furti”. 

Anche se bisogna sempre tenere a mente che sicuramente una buona idea ha il suo peso nel successo di una startup, ma ci sono tutta una serie di fattori, in primo luogo la realizzazione della stessa e il business model che viene applicato, che hanno un peso ancora più importante e che difficilmente possono essere oggetto di un “furto” da parte dei diretti competitor.

Il crowdfunding è uno strumento dotato di grandi potenzialità e permette di raccogliere in modo rapido i finanziamenti necessari allo sviluppo di una startup. 

Ovviamente non è esente da limiti e da rischi, che vanno sempre tenuti in considerazione prima di iniziare una campagna.

E ora è venuto il tuo momento: cosa pensi dei limiti e rischi connessi al crowdfunding? 

Secondo te quelli visti nell’articolo sono gli unici o la tua esperienza ti ha portato a individuarne altri? 


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