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Nella lezione 2 della Scuola per Startup di Y Combinator, Jared Friedman fornisce una guida pratica al come generare delle idee per startup.

L’obiettivo è quello di fornire degli strumenti che permettano di pensare e valutare le idee per startup con un approccio sofisticato, basato sulle esperienze maturate in Y Combinator e sul metodo che ne deriva.

E proprio partendo dalle 100 migliori aziende sostenute da Y Combinatori Friedman ottiene questo risultato: partendo dall’analisi del modo in cui queste aziende hanno generato le loro idee.

Il punto di partenza è che nessuno è in grado di sapere quali sono le idee che avranno successo, anche perché una grande importanza ha la realizzazione concreta delle stesse.

Però è innegabile che ci siano idee più promettenti di altre: ed è utile capire quali possono essere.

Inoltre la lezione offre tutta una serie di consigli preziosi per evitare gli errori più comuni e per riuscire a individuare le idee per startup che hanno una reale possibilità di successo.

Questo tipo di approccio è prezioso e può essere utile in diverse attività di una startup, dalla preparazione di una strategia di marketing fino al lancio di un crowdfunding.

Ottenere e valutare le idee per startup secondo la Lezione 2 della Startup School

# Attenzione a questi errori

Gli errori più comuni relativi alle idee per startup sono collegati al fatto di partire da una soluzione per un ipotetico problema, piuttosto che dal problema vero e proprio.

Il primo errore è proprio quello di sviluppare una soluzione, magari interessante, che però non risolve un problema reale o percepito come tale dal pubblico.

Si parte dalla soluzione e si va alla ricerca del problema: un processo sbagliato, perché le idee destinate al successo partono dal problema per offrire una soluzione innovativa.

Se anche si riesce in questo modo a individuare il problema, nella quasi totalità dei casi si tratta di un problema “inventato”, che non è percepito come tale dal pubblico.

E se il pubblico non si preoccupa del problema, non è nemmeno interessato alla soluzione.

Altro errore tipico è quello che Friedman definisce “idee nel pozzo di catrame”: cioè tutte quelle idee che sono ricorrenti nel mondo delle startup.

Si tratta di idee che puntano a risolvere un problema diffuso, che sembra di facile soluzione per una startup: e che invece si rivela un pozzo di catrame, in cui è impossibile procedere.

Un esempio pratico è quello di un’idea spesso riproposta da aspiranti startupper a Y Combinator, cioè quella di un app in grado di pianificare gli appuntamenti e gli eventi tra amici e gruppi di persone.

Moltissime startup hanno cercato una soluzione a questo problema, per scontrarsi con la realtà per cui si tratta di un problema non risolvibile.

Un pozzo di catrame, che ha inghiottito molti startupper: e proprio questo tipo di idee sono assolutamente da evitare.

# Valutare la dimensione del mercato

Altro punto a cui va necessariamente data attenzione, nel valutare le idee per startup, è quello legato alla dimensione del mercato.

Perché il successo di una startup è necessariamente legato al mercato in cui va a proporre la sua soluzione.

Questo significa che bisogna conoscere quali sono i mercati su cui puntare: che per una startup sono essenzialmente 2:

mercato grande: in cui ci sia spazio di crescita, grazie proprio alla sua dimensione;
mercato piccolo: ma solo nel caso in cui sia caratterizzato da una crescita rapida.

Se l’idea di business va a puntare su mercati con altre caratteristiche, come per esempio un mercato grande, ma saturo, oppure un mercato piccolo che mostra la tendenza a rimanere “di nicchia”, probabilmente non è il caso di puntare su quell’idea.

Infatti il rischio è quello di investire tempo e denaro nello sviluppo di un’idea che si troverebbe a competere, ed essere schiacciata, da dei “colossi”.

Oppure di creare una startup che, date le dimensioni del mercato, è inevitabilmente destinata a una crescita molto limitata.

# L'importanza di adattarsi

L’elemento del mercato è anche molto importante per quel che riguarda il suo rapporto con il founder, in particolare con il suo livello di ambizione.

Uno startupper deve necessariamente essere ambizioso, ma sempre in maniera razionale.

Questo significa avere una visione che pensa “in grande”, che è necessaria per attirare nel team e non solo le persone con maggiore talento.

Attenzione: ambizione non significa necessariamente dover creare qualcosa “di grande”.

Bisogna saper fare qualcosa di “grande” quando c’è spazio per farla, cioè trovare quello che di più importante e interessante si può fare, non importa se sia grande o piccola.

L’idea è quella vedere più avanti di tutti gli altri: anche se in alcuni casi questo può far sembrare che un founder sia impazzito, magari perché la sua idea appare particolarmente audace.

E questo potrebbe essere uno dei segnali che si tratta di una buona idea, destinata al successo.

# La concorrenza è un bene

Sempre collegato all’elemento del mercato c’è anche quello della concorrenza: che non deve necessariamente preoccupare.

Il fatto che esista una concorrenza non deve essere percepito come qualcosa di negativo: significa infatti che c’è ancora spazio per ottenere profitti, rispetto a quanto ottenuto fino a quel momento.

Anche se sul mercato c’è un’accesa concorrenza che sta già facendo qualcosa collegato a un’idea da sviluppare, questo non significa che la stessa cosa possa essere fatta meglio.

Quindi un mercato con molta concorrenza, ma che offre margini di crescita, è un mercato interessante.

In questo caso, più ancora che la novità dell’idea, può contare la capacità di fare proprie le esperienze della concorrenza per sviluppare una soluzione migliore, sotto diversi aspetti.

Se invece il mercato è “nuovo”, piccolo, di nicchia, ma in crescita, allora il vantaggio è che la concorrenza di solito non è presente, o al massimo molto scarsa.

In questo caso però il mercato deve offrire, come detto prima, delle importanti prospettive di crescita rapida.

In caso contrario meglio puntare su un’idea di business diversa.

Ovviamente, il fatto di puntare su un’idea completamente nuova non è di per sé stesso garanzia di successo: è necessario che l’idea sia buona.

In caso contrario, anche un mercato privo di concorrenza non garantisce assolutamente una possibilità di successo.

# L'importanza di passione e impegno

Lanciare una startup è impegnativo: e questo vale in tutte le fasi e in tutte le attività, dalla ricerca di un’idea alla creazione di una campagna crowdfunding di successo.

Un percorso difficile che può anche portare a momenti di sconforto, in cui si ha voglia, letteralmente, di mollare tutto.

Anche per questo motivo è importante scegliere un’idea che non solo sembra “buona”, ma che è anche in grado di essere seguita per anni.

Attenzione: questo tipo di idee potrebbero non essere, almeno a un primo sguardo, quelle più coinvolgenti.

Anzi, ci potrebbero essere delle idee su cui, almeno in un primo momento, si può avere un maggior entusiasmo.

Ma queste idee potrebbero non essere quelle destinate al successo: proprio per evitare questo errore è necessario valutare con attenzione le diverse idee di business.

Anche un’idea noiosa, che magari non appare “rivoluzionaria” può avere tutte quelle caratteristiche che invece sono quelle utili per essere di successo.

Innamorarsi di un’idea “sbagliata”, come quelle “del pozzo di catrame” è un errore comune: invece è necessario dedicare tutto il tempo che serve alla valutazione delle idee.

Nel momento in cui si è individuata un’idea con le caratteristiche giuste, è importante dedicarsi a essa con la massima attenzione.

Se è vero che alcuni settori possono sembrare più noiosi rispetto ad altri, se l’idea è valida e se è in grado di appassionare chi su di essa deve lavorare, vale la pena di puntare su questa.

Perché solo passione e impegno permettono di concretizzare un’idea di business, quindi di veder ripagato tutto l’impegno speso.

# Attenzione ai cambiamenti

Se uno startupper vuole avere successo deve mantenere sempre un atteggiamento open mind: e questo comprende anche un’attenzione speciale per i cambiamenti e le innovazioni.

A essere “monitorati” sono soprattutto i cambiamenti a livello:

normativo;
sociale;
tecnologico.

Il motivo è abbastanza semplice da capire: tutto quello che accade in questi settori può influenzare, in modo diverso, le possibilità di successo di una startup.

I cambiamenti a livello tecnologico possono aprire nuove possibilità di sviluppo per una startup: un esempio è quello che sta accadendo attualmente con lo sviluppo degli strumenti legati all’Intelligenza Artificiale.

A livello sociale, monitorare i cambiamenti può servire, più in generale a prevedere e capire quali sono le tendenze che sono destinate ad avere un maggiore successo a livello di mercato.

Per esempio, l’attenzione all’ambiente e al clima può spingere al successo progetti di startup che abbiano come focus proprio questi argomenti.

Per quel che riguarda i cambiamenti a livello normativo, anche questi possono influenzare il destino di una startup: permettendo per esempio di accedere a particolari incentivi oppure a sistemi di fundraising.

Basta pensare al come aprire un crowdfunding, sistema utilizzato dalle startup per finanziarsi, che fino a qualche anno fa non era però accessibile in Italia.

La massima attenzione ai cambiamenti in questi settori chiave permette di non farsi “sfuggire” opportunità di crescita e sviluppo molto importanti.

Per tenersi sempre aggiornati sulle novità in questi settori sono fortunatamente disponibili diversi sistemi: siti, piattaforme di crowdfunding, newsletter e blog dedicati, oltre ai portali istituzionali.

# Le idee personali? Non sempre sono le migliori

Molti startupper, nella ricerca di un’idea valida, tendono a partire da quelli che sono le loro esperienze, i loro bisogni e desideri.

Non si tratta di una scelta necessariamente errata: in effetti ci sono startup di successo che sono partite risolvendo quelli che erano problemi dei founder.

Il problema si pone quando questi “problemi” non sono tali per altre persone, che costituiscono il pubblico.

Per esempio, un problema personale di un founder potrebbe essere quello di organizzare un enorme numero di foto sui suoi dispositivi.

Ma il pubblico potrebbe non avere così tante foto da organizzare e quindi essere soddisfatto delle soluzioni già presenti, come per esempio Google Foto.

In questo caso sempre importante è la fase di valutazione delle idee, che permette di capire, anche tramite il confronto con altre persone, se quello su cui si vuole lavorare è davvero qualcosa che può interessare il pubblico.

E per farlo è necessario uscire dalla propria “comfort zone”, rapportarsi con persone che operano in ambienti diversi, in modo da ottenere punti di vista utili e diversi.

# Conclusioni

Hai visto quella che è la Lezione 2 delle Scuola per Startup di Y Combinator, dedicata ai modi per ottenere e valutare le idee per startup.

In realtà, molti dei consigli offerti in questa lezione sono utili anche in altre fasi della vita di una startup: sapendo il crowdfunding cos’è e come funziona, puoi capire come validare le idee alla base di una campagna è un passo necessario per lanciarla con successo.

Ora tocca a te: pensi che questi suggerimenti, in particolare quelli relativi agli errori da evitare, possano essere davvero utili per uno startupper? Rispondi in un commento!

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