Stanco di non riuscire a finanziare la tua startup?

Smettila di correre dietro alle banche e utilizza il crowdfunding

Ciao Emanuele e benvenuto su Startup Vincente

Ciao Dante, è un piacere essere qui con te.

Emanuele, ci diresti cos’è Beentouch?

Beentouch è un software multipiattaforma di chiamate e videochiamate che permette di comunicare con un’alta qualità ed un ridotto consumo di dati puntando ai mercati emergenti per favorirne lo sviluppo

Su Linkedin, accanto al tuo nome compare come professione “Back-end & Front-end Developer at Beentouch”, per chi non avesse capito, ci potresti dire cosa fai precisamente?

Mi piace paragonare la mia tipologia di lavoro ad un Iceberg la cui sommità è il front-end, quindi l’interfaccia di un prodotto con cui l’utente interagisce; mentre la parte invisibile all’utente ma importantissima è il back-end, ovvero il cuore pulsante del progetto

Beentouch è stata la tua prima startup oppure avevi già delle esperienze precedenti?

Beentouch è stata la mia prima avventura, prima di allora non ho mai avuto altre startup.

Ho comunque mostrato sempre molto interesse per l’imprenditoria frequentando gruppi e associazioni su questo tema.

Quando sei entrato nel team di Beentouch qual era il tuo background?

Avevo già avuto diverse esperienze lavorative, tutte molto differenti tra loro.

Da appassionato studiavo informatica e tecniche di programmazione, ma non ho mai abbandonato tutte quelle passioni che trasversalmente mi aiutano nel mio lavoro.

Com’è nata l’idea di Beentouch?

Danilo Mirabile, 22 anni, studente d’Ingegneria informatica, adesso Ceo di Beentouch, decide di creare un software ad hoc per poter parlare con la sua ragazza.

Lui in Sicilia e lei in Piemonte, le soluzioni per vedersi c’erano, ma nessuna rendeva meno sopportabile la distanza.

Un giorno mi chiama e mi chiede di accompagnarlo in questa avventura: non ci ho pensato due volte, complice anche un’amicizia che ci lega dalle scuole superiori.

Sbaglio o siete concorrenti a Skype?

Sarebbe da stupidi ammettere il contrario, però posso tranquillamente affermare che le due vision differiscono parecchio l’una dall’altra

Qual è il punto di forza di Beentouch?

Beentouch, grazie a codec ed algoritmi di compressione riesce a garantire una qualità migliore con un consumo molto ridotto.

Beentouch è sinonimo di semplicità: tra i due interlocutori vi è la semplice trasmissione audio/video, niente pubblicità, nessuna vendita di dati sensibili né tantomeno profilazione.

Ecco come Beentouch riesce ad essere snello ed ideale per quei paesi in cui le infrastrutture sono ancora deboli o poco sviluppate

Nell’implementazione di questo progetto, quali sono gli step che avete seguito?

Inizialmente decidiamo di partecipare alla Call di Tim#Wcap del 2014, vincendo il grant da 25k €; la prima fase è di analisi, circa 6 mesi per definire le tecnologie, i processi, i partner da scegliere per far nascere il prodotto.

A Dicembre 2015 lanciamo la beta in Italia, ciò è stato utile per validare la tecnologia ed aggiustare il tiro grazie a feedback che riceviamo ogni giorno

Oltre a te da chi è composto il team di Beentouch?

Come citato prima il Team di Beentouch è composto da Danilo Mirabile, CEO della startup, Alberto Longo, CTO, Daniele Pecoraro, CMO, Federica Munzone, Designer ed Emanuela Toscano, aspetti legali

Come e dove avete trovato le varie persone che oggi compongono il team?

Danilo e Alberto mi coinvolgono in questo progetto ancora in fase di idea, successivamente siamo alla ricerca di un designer e incontriamo Federica, al team si uniscono Daniele ed Emanuela per avere un team eterogeneo

Sulla base della tua esperienza, esiste un profilo che non può mancare nel team di una startup a prescindere dal settore in cui opera?

Ovviamente è quello del leader, che a mio parere non può mancare nello sviluppo di qualsiasi idea di business

Quali canali avete utilizzato per finanziare Beentouch?

Oltre al grant di 25k che abbiamo vinto durante la call di Tim#Wcap nel 2014 non abbiamo ricevuto alcun investimento e abbiamo lavorato duro per far nascere il prodotto.

Oggi siamo in fundraising per ricevere un ulteriore investimento e dare una spinta al progetto per arrivare nella sua forma finale quanto prima possibile

Qual è il modello di business su cui poggia Beentouch?

Il nostro modello di business si basa su cinque modelli differenti, scelti in base alla zona: da quelli più classici come l’utilizzo della nota modalità “out”, ovvero il traffico che viene generato quando si chiama un telefono classico, fino all’advertising intelligente che non disturba l’utente.

Non verranno utilizzati tutti e cinque modelli di revenue contemporaneamente poiché ogni mercato ha il suo modo di interagire con un prodotto.

Beentouch sarà disponibile a pagamento su quei paesi che hanno una forte abitudine ad acquistare le app e sarà gratuita in quei paesi in cui non lo sono.

Beentouch poi sarà arricchita dalla versione business con particolari funzioni create su misura per aumentare e ottimizzare la produttività a lavoro

Invece quali sono i prossimi step del vostro progetto?

Il lancio in Italia per noi è stato utile per affinare al meglio Beentouch, adesso siamo pronti per andare oltre.

In autunno apriamo al mondo intero con un focus sui mercati emergenti.

Da mesi effettuiamo test in Africa per validare il sistema, di recente siamo approdati nel Burkina Faso, così come in Ghana e nel Rwanda, con meravigliosi risultati.

Ci aspettiamo un inverno di duro lavoro ma anche di essere gratificati per il lavoro che stiamo svolgendo: far comunicare i mercati emergenti.

Concludiamo con una domanda che spesso rivolgiamo ai founder di startup, quali sono le 3 metriche che uno startupper dovrebbe tenere sotto controllo?

Sicuramente ogni startup ha le proprie esigenze ma senza dubbio la customer retention è una sfida per tutte le aziende moderne.

Trattenere i clienti è in genere più profittevole che acquisirne di nuovi, quindi monitorare costantemente il comportamento dei propri clienti aiuta a coccolarli e mantenerli fedeli al prodotto.

La crescita di mercato nel proprio settore per tener traccia dei cambiamenti nel tempo; se il progetto è rivolto al mercato di massa è opportuno tenere sotto controllo la crescita organica nei social media per validare l’interesse dei consumatori.

Ancora grazie Emanuele per quest’intervista ed in bocca al lupo per Beentouch

Grazie a te, è stato un piacere!

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    1 Response to "Beentouch la startup che punta su servizi di qualità e mercati emergenti"

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