beaware

La gestione ottimale dei rifiuti è un problema soprattutto per le amministrazioni locali: e Beaware ha voluto dare una risposta tecnologica a questo problema.

L’idea di vincente è quella di trasformare i rifiuti da costo a risorsa: e le soluzioni innovative proposte da Beaware puntano proprio in questa direzione.

La startup produce e offre soluzioni proprio per gestire automaticamente e digitalmente i rifiuti: coinvolgendo in questo processo diversi soggetti, quali amministrazioni pubbliche, aziende e cittadini.

L’obiettivo di automatizzare e ottimizzare la gestione dei rifiuti viene perseguito da Beaware nel rispetto della direttiva europea n.851 del 2018, quindi basandosi sui principi di:

sistema di raccolta “porta a porta”
tariffa puntuale;
“riduci, riusa, ricicla”.

Il sistema di automatizzazione progettato e sviluppato da Beaware si basa in particolare sulle previsioni relative alla produzione di rifiuti e sull’analisi dei dati attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Beaware: la storia della startup innovativa che opera nel campo della gestione dei rifiuti

# I founder di Beaware

Beaware nasce dall’intuizione di Giorgia Leonardi, attualmente CEO di Beaware, che ha sviluppato l’idea iniziale per la sua startup nel periodo finale del Dottorato in Ingegneria Meccanica.

Daniele Dessi, ricercatore presso l’INSEAN è uno dei co-founder e attualmente advisor per Beaware, è stato il relatore di Giorgia Leonardi e il primo collaboratore per la startup.

Lorenzo Oliva, co-founder e CTO della startup, ha ricoperto all’inizio dell’avventura di Beaware il ruolo di maker per l’industria e programmatore.

Caterina Maggi, co-founder e CFO, ha messo al servizio della startup la sua esperienza nel campo dei settori di energia e rifiuti e quella relativa alla gestione finanziaria della società.

# Lo sviluppo del prodotto di Beaware

Il punto di partenza per lo sviluppo del prodotto di Beaware è quello dell’utilizzo dei sensori di ultima generazione nella raccolta dei rifiuti.

In particolare i sensori posti sui cassonetti dei rifiuti ne registrano il livello di riempimento, trasferendo in modo puntuale i dati ai soggetti addetti alla raccolta.

Durante la fase di validazione di questo primo prodotto i founder si sono però resi conto che era necessario implementare una soluzione più completa.

Quindi sono stati sviluppati un pannello di controllo digitale per le amministrazioni locali, che permette di monitorare i dati e di analizzarli al fine di applicare una tariffa puntuale, legata ai conferimenti, per le singole utenze.

Altro prodotto collegato è l’app dedicata ai cittadini: tramite cui gli utenti possono controllare lo storico della propria produzione di rifiuti e i dati relativi alla bolletta del servizio, con l’effettivo risparmio generato dal corretto conferimento e le informazioni sul conferimento stesso.

Dopo il prodotto dedicato alla gestione dei rifiuti per le amministrazioni, Beaware ha sviluppato un diverso prodotto, questa volta dedicato alle aziende, comprese quelle che generano i rifiuti speciali e anche quelli pericolosi.

I programmi sviluppati da Beaware permettono di:

tracciare in modo automatico i rifiuti, dalla produzione fino alla smaltimento;
compilare automaticamente i registri dei rifiuti, eliminando la possibilità di errori;
re-immettere i rifiuti prodotti nel mercato dell’economia circolare, nella forma di vendita oppure di donazione.

# I programmi di incubazione e Il lancio sul mercato

L’ingresso dei Beaware sul mercato è arrivato alla fine di un'importante serie di partecipazione a programmi e a eventi che hanno permesso alla startup di darsi solide basi e di validare in modo preciso il prodotto prima del lancio.

Il primo step è stata la partecipazione al programma di pre-incubazione Enel Sustainability Startup Program: il programma, della durata di poco più di 2 mesi, ha permesso ai founder di passare da un’idea embrionale di prodotto a un progetto adatto a essere presentato alle amministrazioni locali presenti sul territorio.

Lo step successivo è stato un nuovo percorso di pre-incubazione, vinto grazie alla partecipazione all’evento ClimateLaunchpad.

Passaggio molto importante è stato il programma di incubazione Startup Builder, per completare la validazione del progetto e migliorare lo sviluppo imprenditoriale.

In seguito, grazie alla realizzazione di MVP efficace, la startup è potuta entrare sul mercato con il suo primo prodotto, una dashboard per l’analisi dei dati, che ha trovato un riscontro positivo.

Il processo di sviluppo di Beaware non si è fermato qui: infatti la startup ha partecipato ad alcuni progetti di accelerazione, tra cui Zero e Techstars.

La partecipazione a questi programmi è stata importante per raccogliere fondi ma non solo.

Infatti  Il primo è stato importante per strutturare un prodotto pronto per andare sul mercato, mentre TechStars è stato determinante per effettuare il pivot del modello di business della startup.

# Beaware e il pivot

Beaware è stata in grado di effettuare con successo un pivot nello sviluppo del suo progetto imprenditoriale.

Se infatti le prime soluzioni erano studiate soprattutto per venire incontro alle necessità delle amministrazioni locali, un’analisi più approfondita ha permesso ai founder di capire che la strada intrapresa non era quella migliore.

La scelta è stata quella di puntare sulle soluzioni studiate per le aziende, per il tracciamento, la gestione e il riciclo dei rifiuti prodotti.

La partecipazione al programma di accelerazione TechStars è stata fondamentale per effettuare il pivot e quindi per implementare le strategie di go to market relative al B2B.

La possibilità poi di affidarsi a mentor di caratura ed esperienza internazionale ha permesso a Beaware di trovare la soluzione migliore per uno sviluppo più rapido del progetto di business.

# Come si è finanziata Beaware?

Fino a questo momento Beaware si è finanziata con round in fase di pre-seed: i round di finanziamento sono stati 2 e hanno permesso di raccogliere circa 200.000 euro complessivi.

La possibilità di accedere a questi finanziamenti è nata grazie alla partecipazione ai programmi di incubazione e accelerazione e i round sono stati chiusi a ottobre 2022 e ad aprile 2023.

Attualmente Beware ha in programma un nuovo round di finanziamento per attrarre potenziali investitori.

La startup sta lavorando per aumentare la traction e in questo modo riuscire a soddisfare le richieste dei Venture Capital, in particolare per quel che riguarda il progresso nell’execution.

L’accesso al mercato B2B dovrebbe dare la spinta proprio alla traction, permettendo di lanciare un round di finanziamento più corposo.

L’idea è quella di lanciare un prodotto pronto per il mercato e in seguito raccogliere capitali per far crescere il progetto di business.

# Beaware e il crowdfunding

Nei round di finanziamento finora conclusi Beware non ha ancora scelto di affidarsi al crowdfunding.

Pur avendo appreso nel corso dei programmi di incubazione e accelerazione il crowdfunding cos’è e come funziona, la startup ha deciso di attendere prima di ricorrere a questo sistema di finanziamento.

Considerando che Beaware ha tutti gli strumenti giusti per conoscere come aprire un crowdfunding, può darsi che la startup acceda presto a questo strumento.

# Il modello di business di Beaware

Beware ha modificato in  maniera importante il suo modello di business durante gli anni di sviluppo.

Infatti il primo modello di business prevedeva lo sviluppo e la vendita di prodotti e servizi per la gestione dei rifiuti dedicati alle amministrazioni pubbliche locali.

La startup ha realizzato sensori per i cassonetti, software di gestione del sistema della raccolta rifiuti e app dedicate per i cittadini.

Dato che questo modello di business, definito anche B2G, non offriva i risultati di crescita sperati, la startup ha deciso di virare decisamente verso il B2B.

Questo significa sviluppare prodotti e servizi che sono dedicati alle aziende, per risolvere i loro problemi nel settore della gestione dei rifiuti.

Attualmente il modello di business di Beware prevede di rispondere, tramite prodotti e servizi, a 3 principali necessità delle aziende in materia di gestione dei rifiuti:

la gestione e automazione delle procedure burocratiche e della compilazione della modulistica;
l’ingresso dei rifiuti prodotti dalle aziende nell’economia circolare, riciclando quanti più rifiuti possibile tramite il conferimento degli stessi ad aziende specializzate;
la soluzione dei problemi relativi alla logistica del ritiro rifiuti, con l’utilizzo di strumenti avanzati per gestire i dati e le richieste.

Inoltre il business model di Beaware prevede anche di offrire un prodotto dedicato alle aziende che si occupano del trasporto di rifiuti.

La startup ha infatti sviluppato un’app dedicata che permette di gestire al meglio, da parte dei trasportatori, sia i viaggi sia la produzione in automatico dei documenti necessari al trasporto.

# I successi di Beaware e i progetti per il futuro

Beaware in pochi anni ha partecipato con successo a diversi programmi di incubazione e accelerazione.

Sicuramente importanti sono stati. tra gli altri i programmi di Zero, TechStars e Startup Builder, come il premio come miglior startup a conduzione femminile ottenuto da FoundHer.

La startup è anche riuscita a entrare in LifeGate Way, cioè l’organizzazione che supporta e connette tra loro le startup naturalmente sostenibili.

Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, è stata la selezione per il programma di accelerazione CloudForImpact.

Molto interessanti sono anche i programmi futuri di Beaware, che si concentrano in particolare sul ampliare il parco clienti, in modo da aumentare la traction.

Allo stesso tempo continua il lavoro di perfezionamento dei prodotti e servizi offerti, cercando un sistema di sviluppo degli stessi che sia sostenibile a livello tecnologico e finanziario e quindi permetta di aumentare la scalabilità, in vista di una crescita futura più importante.

# Cosa si può imparare dalla storia di Beaware?

La storia di una startup come Beaware permette di focalizzare l’attenzione sull’importanza della formazione.

Accedere a programmi di incubazione e di accelerazione è importante per una startup, soprattutto ma non solo nelle prime fasi di sviluppo del progetto.

Tramite la formazione continua è possibile apprendere le metodologie e le tecniche utili e più aggiornate nelle diverse attività di una startup: a cominciare dal marketing fino ad arrivare a come lanciare una campagna crowdfunding di successo.

Inoltre la partecipazione a programmi di formazione è utile per creare una rete di contatti professionali, anche a livello internazionale, e per trovare potenziali finanziatori, anche senza ricorrere al crowdfunding.

# Conclusioni

Offrire una soluzione per un problema molto complesso come quello della gestione dei rifiuti: questa è la chiave del successo del progetto di Beaware.

L’attenzione alla formazione e la capacità di fare un pivot importante, modificando il business model, dimostrano come Beaware abbia le carte in regola per crescere e arrivare ad alti livelli in breve tempo.

Cosa pensi della storia di Beaware? Quali sono secondo te i punti su cui uno startupper dovrebbe concentrare la sua attenzione? Rispondi in un commento!

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