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Una campagna di equity crowdfunding rappresenta un impegno importante per la tua startup, perché è in grado di assorbire denaro, tempo ed energia: d’altra parte offre anche interessanti possibilità di ottenere finanziamenti anche importanti, quindi è importante prepararla al meglio.

E mettere delle solide basi a una campagna di crowdfunding significa anche dedicare il giusto tempo e tutta l’attenzione necessaria alla fase di analisi che precede la campagna stessa: si tratta di quella fase in cui vengono definiti idea e obiettivi della campagna, in cui viene individuato il pubblico di possibili finanziatori che potrebbero aderire all’offerta della tua startup e che vengono definite le modalità di presentazione della stessa.

Attenzione a non saltare questi passaggi, nella fretta di iniziare a preparare la campagna di equity crowdfunding per la tua startup: il rischio è quello di trovarsi in difficoltà in seguito, quando i tempi per mettere mano a propri errori sono decisamente più stretti.

# Definizione dell’idea e degli obiettivi della campagna

Il primo step di questo processo è sicuramente la definizione dell’idea che sta alla base della campagna di equity crowdfunding della tua startup: in concreto quello che tu stai facendo è lanciare “un’idea”, un progetto di business, in cui vuoi coinvolgere in modo diretto altre persone, che diventeranno finanziatori e soci della startup.

Questo vuol dire che l’idea alla base della campagna deve essere chiara e spiegata in modo altrettanto chiaro: se la tua startup ha sviluppato un marketplace che mette in contatto chi desidera noleggiare un’imbarcazione per una vacanza e chi vuole mettere a disposizione la sua imbarcazione per questo fine, i potenziali finanziatori devono averlo chiaro.

In questo caso non pagano i misteri o le cose dette a metà: un sostenitore convinto della bontà del progetto potrebbe continuare a seguire e sostenere la tua startup e convincere anche altre persone a lui vicine, un ottimo risultato da ricercare.

# La definizione degli obiettivi: primari e secondari

Un discorso simile ma più articolato vale per la definizione degli obiettivi: perché se è vero che esiste un obiettivo primario di una campagna di equity crowdfunding (cioè quello della raccolta di capitale) è altrettanto vero che esistono degli obiettivi secondari che sono altrettanto importanti e che quindi vanno definiti con precisione.

Come puoi facilmente immaginare, l’obiettivo primario è quello di raccogliere dei fondi per sostenere lo sviluppo della tua startup: è importante definire con precisione quale somma stai cercando di ottenere e cosa farai con questi soldi.

Come obiettivo secondario può essere inserito quello relativo al marketing: devi considerare che per il periodo di lancio della campagna, la tua startup avrà a disposizione una “vetrina privilegiata” sia per farsi conoscere da possibili sostenitori, sia per far crescere la community e guadagnare prestigio per il proprio brand (brand awareness).

Sfruttare questa possibilità è molto importante: perché potresti trovare nuovi clienti o anche nuovi partner che ti permettano di entrare in network qualificati che possono rivelarsi utili per l’attività della tua startup.

Un altro obiettivo che può essere definito secondario è quello relativo alla validazione del progetto: in realtà, se sei arrivato a lanciare una campagna di equity crowdfunding per la tua startup, significa che hai validato la tua idea di business e hai guadagnato il tuo spazio sul mercato.

Ma devi sempre considerare che la tua startup è una “realtà” in divenire, quindi la sua organizzazione e la gestione del business possono sempre essere migliorati: e una campagna di equity crowdfunding rappresenta un’ottima occasione per validare ulteriormente il modello di business, visto che diversi finanziatori ripongono fiducia nello stesso.

Inoltre, e anche questo è un aspetto molto importante, una campagna di equity crowdfunding conclusa con successo rappresenta un punto a favore nella valutazione complessiva della tua startup: i finanziatori potrebbero guardare con maggiore interesse al tuo progetto.

# L’individuazione del pubblico

Una delle caratteristiche più interessanti dell’equity crowdfunding è la possibilità di raggiungere, con la richiesta di finanziamento, un pubblico di dimensioni realmente molto ampio: pubblico che viene raggiunto attraverso diversi canali di comunicazione, mettendo in atto la strategia di marketing che è stata definita prima della campagna stessa.

Ma questa ampia platea a disposizione non significa che tu debba rivolgerti indiscriminatamente a tutti: la strategia di marketing serve proprio a questo, cioè a raggiungere un pubblico che sia realmente interessato al tuo progetto e che quindi possa trasformarsi in un finanziatore.

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di definire quali tipologie di soggetti potrebbero essere interessati alla campagna: considera che hai già fatto questa operazione, quando hai definito il cliente-tipo per il prodotto o il servizio offerto dalla tua startup.

Fra gli investitori potresti individuare soggetti che sono già esperti nell’investimento in startup innovative, soggetti che fanno di questi investimenti una professione (come i Business Angel o i Fondi di Venture Capital), ma anche persone che non hanno mai aderito a una campagna di crowdfunding, fra questi potrebbero esserci i clienti della startup, che conoscono già il progetto e hanno già dimostrato di credere in esso, acquistando i prodotti oppure usufruendo del servizio.

Quindi, per ogni diversa figura di riferimento andrà preparata una diversa comunicazione: se gli investitori esperti o professionali potrebbero essere alla ricerca di informazioni tecniche, per quelli alla prima esperienza con il crowdfunding è necessario prima di tutto spiegare le caratteristiche e le tipicità (e anche i rischi) di questi tipo di investimento.

# Scegliere dei testimonial credibili

Nell’ambito della strategia di digital marketing a sostegno della tua campagna di equity crowdfunding potresti voler scegliere dei testimonial: tipico in questo settore è l’utilizzo dei cosiddetti influencer, che hanno la capacità non solo di testimoniare il loro interesse per un determinato progetto, ma di coinvolgere con questa testimonianza anche una buona parte dei loro follower.

Questi infatti, per una sorta di fenomeno di emulazione, sono portati a seguire i comportamenti degli influencer e si lasciano influenzare o spingere a determinate scelte “ascoltando” i loro influencer, ritenuti degli esperti: questo ha fatto, negli ultimi anni, degli influencer uno degli strumenti più utilizzato nell’ambito di diversi settori del digital marketing.

A conti fatti, anche nel caso di una campagna di equity crowdfunding, l’obiettivo di marketing è “vendere qualcosa”: ovviamente non si tratta di un prodotto, ma delle possibilità di essere parte di una community e di entrare in una startup come socio (anche se molto piccolo) e di guadagnare da un investimento.

Il primo step è quindi quello di fare una selezione attenta dei possibili testimonial: si tratta di influencer che devono essere in grado di parlare e coinvolgere le persone che hai già individuato come “pubblico” più adatto per la tua campagna, altrimenti rischi di disperdere le risorse che hai destinato alla comunicazione, andando a cercare di raggiungere dei soggetti che non hanno alcuna possibilità di trasformarsi in finanziatori e sostenitori.

Inoltre è molto importante che i testimonial siano credibili nel ruolo che ricoprono: per fare un esempio, non ha molto senso far promuovere a un personaggio televisivo legato allo sport, un app che sia dedicata all’individuazione di ristoranti e negozi che effettuano servizio di take away per chi ha particolari esigenze alimentari, come chi soffre di celiachia oppure chi segue una dieta vegana.

Molto più utile potrebbe essere invece un personaggio che è legato al mondo del food e che gode di una certa autorevolezza nei confronti del pubblico: inoltre sarebbe importante creare un legame fra la startup e il testimonial che non sia esclusivamente collegato alla campagna di equity crowdfunding, ma che sia più stretto e mostri come un esperto del settore crede, tanto da consigliare, in una determinata realtà imprenditoriale.

# Creare una presentazione professionale

Considera che fra tutti i documenti che andrai a consegnare alla piattaforma ci sarà anche un video e una presentazione della campagna: considera questi due “strumenti” dei veri e propri “jolly” su cui devi investire tempo e impegno per ottenere il miglior risultato possibile.

La realtà dei fatti è che ci saranno tantissime campagna di crowdfunding che hanno caratteristiche simili alla tua: per riuscire a colpire l’attenzione del pubblico e quindi ad attirare potenziali finanziatori è molto importante che la tua campagna si presenti in modo da emergere rispetto a tutte le altre.

Quindi fai attenzione alla lunghezza, perché una presentazione non deve essere né troppo lunga (gli spettatori rischiano di annoiarsi), né troppo breve (perché darebbe l’idea di un progetto preparato senza troppa cura): una media accettabile può essere compresa fra le 15 e le 30 slide.

Inoltre una presentazione dovrebbe contenere tutta una serie di informazioni indispensabili ai futuri investitori, fra cui:

la descrizione del core business della startup;
gli asset strategici della società;
una panoramica complessiva del mercato;
le aspettative di crescita della startup negli anni successivi.

In sostanza, nella presentazione devono essere contenute tutte quelle informazioni e quei dati che hanno l’obiettivo di dimostrare la solidità del progetto che viene proposto agli investitori.

Hai visto in questo articolo come effettuare un’analisi preliminare di una campagna di equity crowdfunding e quanto può essere importante per concludere con successo una raccolta fondi. 

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