analytics

La pratica di analizzare i dati di navigazione relativi a un sito web, detta anche Web Analytics, sta assumendo negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore.

Riuscire a raccogliere e a valutare nel modo corretto i dati riguardanti l’accesso e il comportamento degli utenti in un sito è la base su cui lavorare per:

Quando si parla di dati di navigazione, si intende tutto quell’insieme di dati che ogni utente lascia durante la navigazione in un sito.

Quindi non soltanto il numero di visitatori in un dato intervallo di tempo, ma anche altre informazioni come:

# Raccogliere i dati di navigazione è semplice?

Ovviamente sarebbe impossibile raccogliere tutti questi dati in maniera “manuale”.

Per rispondere a questa esigenza sono nate tutta una serie di applicazioni che operano nella raccolta e nell’analisi dei dati di navigazione.

In realtà anche un gran numero di provider internet forniscono delle opzioni per le analisi del traffico, ma spesso si tratta di opzioni che non sono particolarmente utili: per esempio, a fronte di una velocità di analisi, spesso i dati non sono precisi.

E inoltre difficilmente questi servizi integrano un servizio di analisi approfondito dei dati, che è invece determinante per chi vuole valutare il successo del proprio sito internet.

Ovviamente l’analisi dei dati è un fattore importante per una startup: quindi diventa importante trovare lo strumento più adatto per effettuare questa operazione e poter decidere una strategia di marketing ottimale.

Fra i vari tools disponibili online, una delle soluzioni più interessanti è quella proposta da Google, con Google Analytics.

# Cos’è Google Analytics

Google Analytics è probabilmente uno degli strumenti più utili e più completi per l’analisi dei dati di navigazione.

Infatti si parla di un prodotto completamente gratuito e che si installa in modo molto semplice. 

Le possibilità di utilizzo e la capacità di analisi delle metriche dei dati rappresentano poi un altro fiore all’occhiello di questo tool.

Google Analytics appare come un vero e proprio “cruscotto”, in cui grafici e tabelle permettono di aggregare e analizzare i dati di navigazione su un determinato sito web e ne rendono più chiaro possibile il significato.

Per installare Google Analytics sul proprio sito è prima di tutto necessario registrarsi nell’apposito sito e creare un account, inserendo anche l’indirizzo del sito web che si vuole monitorare.

Completata questa procedura Google Analytics bisogna installare sul proprio sito ed anche questa è un'operazione non particolarmente complessa.

Completata questa operazione diventa possibile dal giorno dopo esaminare i primi dati relativi alla navigazione.

# Come funziona

Nel momento in cui avrai installato Analytics sul tuo sito, puoi pensare che sul sito stesso sia stata apposta una sorta di “targa”.

E ogni volta un utente interagisce in qualsiasi modo con il tuo sito web a cui è stata apposta la “targa”, il codice che è stato inserito invia al sistema di Google Analytics quello che è definito un “HIT”.

Cercando di semplificare al massimo, un HIT è una stringa URL al cui interno sono contenute delle informazioni relative all’utente che ha visitato il sito.

Le informazioni contenute all’interno del HIT possono variare e dipendono dall’attività che l’utente ha svolto sul sito e da quali sono i dati che vengono monitorati. 

Fra le informazioni che vengono trasmesse attraverso un HIT si possono trovare:

Per ottenere queste informazioni Google Analytics utilizza anche gli indirizzi IP degli utenti, i file log del server e i dati che si possono ottenere attraverso la pubblicazione di annunci.

I dati e le informazioni contenuti nei diversi HIT vengono registrati ed elaborati dal sistema di Google Analytics, che può tradurre questi dati in grafici e tabelle per una migliore comprensione degli stessi da parte di chi utilizza il tool.

# Il problema della privacy

Negli ultimi anni la normativa sul diritto alla tutela dei dati personali nel web si è fatta molto stringente: un problema per Google Analytics, che nasce come strumento non conforme al GDPR (la normativa europea che regola il trattamento dei dati personali sul web). 

Il problema nasce dal fatto che Google Analytics raccoglie un maggior numero di dati rispetto a quelli che per legge il gestore di un sito web potrebbe detenere.

Un primo tipo di soluzione a questo problema prevede la possibilità di personalizzare il codice Analytics in modo da rendere anonimi i dati che vengono raccolti durante la navigazione, in modo da non poterli attribuire direttamente a nessuna persona fisica.

Un altro tipo di soluzione è quello di utilizzare un tool di terze parti (come per esempio Iubenda) che permetta di generare una privacy policy e una cookie policy per Google Analytics che rispetti le indicazioni date dal legislatore.

# Quali sono le funzioni principali 

Google Analytics dispone di un’ampia serie di funzioni utili a monitorare il traffico su un sito. 

Alcune risultano particolarmente importanti ai fini di capire se un sito web sta funzionando oppure ha dei problemi e quali strategie possono essere messe in atto per rendere il rapporto con gli utenti migliore e più efficace dal punto di vista del marketing.

# Controllo delle visualizzazioni e delle sessioni

Google Analytics permette di verificare le visualizzazioni (cioè il numero di volte che una data pagina viene visualizzata) e le sessioni (cioè tutte le azioni compiute da un utente sul sito in un determinato intervallo di tempo). 

Si tratta di due voci “base” relative al traffico di un sito, ma che esaminate insieme ad altre metriche possono aiutare a comprendere il tipo di traffico ricevuto dal sito.

# Tipologia degli utenti

Grazie a Google Analytics è possibile individuare due tipologie di utenti:

È importante tenere conto del numero di questi utenti e dei loro comportamenti.

Per esempio: un numero elevato di nuovi utenti sta a significare che il sito crea interesse e quindi la strategia di marketing utilizzata per promuoverlo sta funzionando.

La presenza di molti utenti di ritorno significa che la strategia di marketing utilizzata per la fidelizzazione sta funzionando bene. 

Se ci sono pochi nuovi utenti, probabilmente bisogna rivedere la SEO a livello del sito oppure iniziare un promozione sfruttando i canali di social media.

# Engagement

Google Analytics permette anche valutare la frequenza di rimbalzo: cioè il numero di utenti che si limita a visitare una sola pagina del sito prima di abbandonarlo.

Nel caso la frequenza di rimbalzo sia alta (superiore al 50%) è necessario controllare se il sito abbia problemi legati al caricamento (magari troppo lento) oppure se ci sono problemi nella visualizzazione da mobile che costringano gli utenti a una rapida fuga.

# Analisi del flusso di comportamento

Google Analytics permette anche valutare la frequenza di rimbalzo: cioè il numero di utenti che si limita a visitare una sola pagina del sito prima di abbandonarlo.

Nel caso la frequenza di rimbalzo sia alta (superiore al 50%) è necessario controllare se il sito abbia problemi legati al caricamento (magari troppo lento) oppure se ci sono problemi nella visualizzazione da mobile che costringano gli utenti a una rapida fuga.

# Valutazione delle conversioni

Per capire se un sito web “funziona” e quindi spinge gli utenti a compiere determinate azioni (che normalmente corrispondono agli obiettivi del business online della startup) è possibile utilizzare l’analisi delle conversioni.

La funzione che Google Analytics utilizza in questo caso è quella dell’impostazione di precisi “obiettivi”.

Questi possono essere diversi, per esempio possono richiedere all’utente di:

Un esempio pratico può essere quello per cui viene impostato come obiettivo il fatto che un utente completi il processo di registrazione al sito: ogni volta che questo accade Google Analytics registra una conversione.

Il fatto di registrare un elevato numero di conversioni vuol dire che la strategia di marketing impostata sta funzionando.

Inoltre è possibile affinare ulteriormente la valutazione delle conversioni, per capire attraverso quali canali sono generate.

Per esempio si possono analizzare:

# Siti utili per imparare

Come hai potuto capire Google Analytics è uno strumento che può rivelarsi molto utile ma che presenta anche una discreta complessità di utilizzo. 

Per questo è utile conoscere qualche sito che guida l’utente nell’utilizzo di questo tool:

Centro assistenza di Google: in Google è possibile trovare una guida completa e in italiano relativa all’utilizzo di Google Analytics.
Sono presenti anche diversi approfondimenti che permettono di utilizzare al meglio tutte le funzioni di questo tool;

- Marketing Numerico: una guida semplice all'utilizzo di Google Analytics. Molto interessante l'articolo sugli split test che ti consiglio di leggere con attenzione

# Libri utili 

Se vogliamo invece dedicarci a un approfondimento “classico”, esistono diversi libri che spiegano il funzionamento di Google Analytics:

- "Web Analytics 2.0" di Avinash Kaushik. Questo libro oggi lo trovi solo in lingua inglese ma è senza ombra di dubbio il punto da cui devi partire se vuoi sfruttare tutte le potenzialità di Google Analytics

# Perché è gratuito

Considerando le funzioni e l’utilità di Google Analytics è più che lecito domandarsi perché un tool così importante sia offerto in utilizzo gratuito? 

Le ragioni di questa scelta da parte di Google sono molteplici, ma è possibile individuare le più importanti:

Inoltre, oltre alla versione gratuita che è già in grado di soddisfare le necessità della maggior parte degli utenti, Google prevede anche una versione a pagamento (Google Analytics 360) che offre ancora ulteriori funzionalità oltre alla possibilità di lavorare su una mole enorme di dati.


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