riflessioni

Ma davvero creare una startup è quello che più desideri?

È vero, ci stai pensando da un po’, hai iniziato a informarti, a capire come funziona sia dal punto di vista delle procedure tecniche, sia dal punto di vista del business vero e proprio.

Hai iniziato a dare forma a quell’idea che potrebbe davvero essere rivoluzionaria, almeno per te, e a studiare il mercato, la concorrenza: stai cercando di capire se c’è lo spazio concreto per realizzare il tuo progetto.

E, in fondo, ti sembra che queste prime mie attività diano risultati più che positivi: è vero, hai dovuto impegnare un pò di tempo per ottenere tutte le informazioni che ti servono, ma alla fine ce l’hai fatta.

Se esamini tutti i dati raccolti, ne sei sempre più convinto: potresti davvero avere successo.

Il problema è capire quello che ti aspetta, dal punto di vista personale, se decidi di intraprendere questa strada: che potrebbe essere ricca di soddisfazioni, economiche e professionali, ma allo stesso tempo davvero complicata.

#1 - Sono troppo vecchio per il cambiamento?

Probabilmente se questa occasione ti fosse capitata a 20, 25 o anche 30 anni non avresti perso nemmeno un minuto e ti saresti buttato a pesce: in fondo, avevi terminato da poco gli studi e dovevi badare solamente a me stesso, mentre adesso le cose sono molto diverse.

Hai passato i quaranta e i cinquanta ti sembrano un traguardo non così lontano: in più devi pensare non solo a me, ma anche alla tua famiglia.

I figli sono ancora piccoli, ma le spese continuano a crescere e sarà così per i prossimi 10-15 anni almeno, tua moglie lavora, ma fra mutuo e tutto il resto è ben difficile cavarsela con una sola entrata fissa, se non per un periodo molto breve.

E poi ti trovi in una fase in cui la tua carriera sembra scorrere sul binario giusto: sai gestire il tuo ruolo, anche se il lavoro non è che sia fonte di così grandi soddisfazioni.

Tutto vero, forse non hai più l'energia dei vent'anni, ma d'altra parte hai qualcosa che potrebbe essere ancora più utile: l'esperienza.

Non solo quella lavorativa, ma anche quella personale: sai come muoverti, come trattare con le persone e soprattutto sai quello che vuoi e quali sacrifici fare per raggiungerlo.

Sei determinato e questo vuol dire avere una marcia in più nella tua avventura come startupper.

E non ti manca la voglia di migliorare: non ti vuoi accontentarti di quello che hai, ma punti a ottenere qualcosa di più, sia per te che per la tua famiglia.

#2 - Ho davvero pensato a tutto?

Sei sempre stato bravo nel fare “i compiti a casa” e anche nello studiare la realizzazione del tuo progetto di business hai prestato attenzione a tutti gli aspetti più importanti che lo riguardano.

Almeno lo speri: in realtà è la prima volta che ti misuri con la realtà di una startup e di un’impresa in generale, quindi c’è sempre il rischio che qualcosa ti sia sfuggito.

E questo vuole dire che devi ancora "mettere il freno", non accontentarti delle informazioni raccolte e informarti meglio, sviscerare tutti gli aspetti, non solo quelli tecnici.

Soprattutto perché prima di partire devi avere ben presente quale potrebbe essere la mia vita per i prossimi cinque anni: il lavoro di una startup rischia di assorbire buona parte del tuo tempo e non è detto che cinque o sette anni siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefisso.

Quindi devi pensare a tutto il percorso che ti aspetta, ricordati di programmare con attenzione tutte le fasi della creazione e dello sviluppo del tuo progetto di business, in modo da non trovarti impreparato in nessuna delle fasi che lo costituisce: guardare avanti, sempre avanti, deve essere una delle caratteristiche principali di uno startupper.

#3 - Sono pronto a essere il capo?

Sei sicuro di fare bene il tuo lavoro e lo potrai fare anche all’interno della startup, ma devi considerare che non si tratterà solo di lavorare: dovrai anche essere in grado di dirigere altre persone.

Se lo fai già normalmente puoi essere avvantaggiato, ma guidare un team, piccolo e grande che sia, alla realizzazione di un progetto, è qualcosa di completamente diverso che dirigere un ufficio.

Non si tratta solo di organizzare il lavoro, ma anche di sapere capire e motivare le persone: dovrai diventare anche un po’ psicologo e riuscire a trasmettere ai tuoi collaboratori quella che è la tua visione per un business vincente.

In breve dovrai diventare il comandante della tua squadra: un compito impegnativo, che sicuramente assorbirà molte delle tue energie, soprattutto quelle mentali.

Un altro fattore di cui dovrai tenere conto, perché aumenta il rischio di poter dedicare meno attenzioni al tuo lavoro attuale, alla tua famiglia e alla tua vita sociale nel suo complesso.

Ma nel contempo una nuova sfida, che ti può stimolare a fare sempre meglio e a crescere professionalmente e dal punto di vista umano.

#4 - Sono pronto a fare due lavori?

Hai già un lavoro che si può considerare impegnativo, se vuoi farlo nel modo giusto: se vuoi intraprendere la carriera di startupper devi essere pronto a fare due lavori, non più uno solo.

E questo non significa solo dedicare il doppio del tempo al lavoro, ma soprattutto il doppio dell’impegno: sai già che dovrò rinunciare per un po' di tempo ai tuoi hobby, come la pesca, la palestra e il calcetto con gli amici, ma anche il tempo che dedicherai alla famiglia sarà molto ridotto.

Perché la sera, i fine settimana e le giornate festive dovranno essere dedicate alla creazione della tua startup: e le vacanze non saranno più solo riposo, perchè dovrai sfruttarle al meglio per dedicarti ai progetti più impegnativi.

Sicuramente potrai puntare sulla qualità del lavoro: se ti impegni al massimo, senza distrazioni, potrai ritagliare spazio per gli affetti più importanti, ma dovrai sempre mettere in conto la stanchezza che sarà la tua compagna per i prossimi anni.

Attenzione al rischio di diventare un marito, un padre e un amico assente, almeno per qualche anno: cerca sempre di mantenere un equilibrio fra i vari aspetti della tua vita, anche se non sembra facile.

In cambio passerai molto tempo fuori dal lavoro con i tuoi cofounder e i tuoi collaboratori, che potranno diventare la tua seconda famiglia

#5 - Ho calcolato bene l’impegno finanziario?

Una startup non si costruisce con le buone intenzioni e non basta avere un’idea vincente per essere sicuri di raggiungere automaticamente il successo: probabilmente hai capito più che bene questi concetti.

Senza fondi nessun progetto di business può andare avanti: ovviamente, se saprai giocare bene le tue carte è molto probabile che nel futuro, anche prossimo, troverai dei finanziatori che credono nel tuo progetto e siano pronti a supportarlo, con piccoli o grandi investimenti.

Ma per partire dovrai fare conto solo sulle tue forze economiche: il problema è che queste non sono infinite e devono necessariamente coprire anche altre necessità inderogabili.

Per questo è importante che valuti quali sono i fondi complessivamente a tua disposizione e quanti ne puoi “impegnare” nella realizzazione del mio progetto di business.

Tolte le spese necessarie e quelle quotidiane, probabilmente non mi resterà molto: potresti scegliere di impegnare una quota di capitale, sempre che questo non metta a rischio la stabilità finanziaria della tua famiglia e che il tuo partner sia d’accordo.

Oppure potresti fare riferimento ai tuoi genitori o fratelli, ammesso che abbiano una disponibilità monetaria tale da poterti aiutare, considerando di restituire quanto ottenuto con i primi buoni risultati della tua startup.

Esistono anche altre soluzioni, come le banche oppure le società finanziarie, ma il rischio è che ti ritrovi presto sommerso da interessi che risultano troppo onerosi per essere affrontati.

Quello che non puoi assolutamente dimenticare è che non puoi impegnare tutto il tuo capitale o il tuo stipendio in questa avventura: il rischio che corri è troppo alto.

Il “trucco” è quello di stabilire un budget massimo: sai che non puoi spendere oltre questa cifra e devi assolutamente rispettare il limite che mi sono imposto, per evitare di trovarti ad affrontare problemi fastidiosi

#6 - Sono pronto a vivere nell’incertezza?

Non stai per imbarcarmi in un’impresa nel senso tradizionale del termine: creare una startup è qualcosa di ben diverso, un territorio completamente inesplorato.

Ma anche in un territorio inesplorato esistono delle certezze e nel caso delle startup c’è quella della perenne incertezza: sai già che decidendo di dare concretezza al tuo progetto di business ti troverai per molto tempo, anche anni, in una situazione di precarietà.

Ci saranno dei lunghi periodi in cui la startup si muoverà “sul filo del rasoio”: basterà poco per farla precipitare (e anche per farla crescere in modo sorprendente).

Nel mondo delle startup non c’è nulla di lineare, non è sempre detto che “2+2” faccia quattro e che seguendo tutti i consigli per diventare uno startupper di successo ci si riesca veramente.

E devi tenere conto del fatto che questa incertezza non è legata soltanto al primo periodo in cui lavorerai al tuo progetto: ogni step nel processo di creazione di una startup si trova in un complesso e fragile equilibrio fra successo e fallimento.

Ma una situazione tale può generare stress e frustrazione: e se non sei in grado di gestire lo stress nel modo migliore rischi di entrare in un circolo vizioso dove il serpente si morde la coda.

L’incertezza ti provoca stress, che rischia di creare dei problemi di lucidità nello sviluppo del progetto, da cui deriva incertezza ulteriore.

E se non riesci a gestire la frustrazione il rischio è che la scarichi su chi non è coinvolto per nulla, come la tua famiglia o i tuoi amici: così, oltre che fantasma, rischi di passare per pazzo e isterico.

Prima di partire con la tua startup devi avere la sicurezza di esserti costruito un’armatura forte, che ti protegga dall’incertezza e dalle sue spiacevoli conseguenze e che ti permetta di vedere tutto sempre con il giusto distacco.

#7 - Sono pronto al fallimento?

Non ti piace l’idea di fallire, vorrei vedere chi ne sarebbe contento: eppure, se decidi di creare una startup, dovrai imparare a conviverci.

Perché il destino di una buona parte delle startup, nonostante tutto l’impegno che si possa mettere nel crearle, è di fallire miseramente, di solito nel primo periodo di vita.

Si tratta di una realtà che devi tenere sempre ben presente, soprattutto per quel che riguarda le conseguenze: economiche sicuramente, ma anche psicologiche.

Economicamente la tua scommessa con il destino potrebbe rivelarsi un flop e potresti dover passare qualche tempo a coprire i debiti che derivano dal tentativo di lanciare sul mercato la tua idea di business: è importante che tu abbia le “spalle coperte”, in modo da non dover mettere in difficoltà la tua famiglia.

Psicologicamente il fallimento è un brutto colpo: magari sarai abbastanza forte da riprenderti in fretta e pensare a un nuovo progetto, ma potresti anche risentirne, a livello emotivo, per qualche tempo.

Così sarai un fantasma distratto, nervoso e anche un po’ depresso: devi fare in modo di evitare che questo accada.

Hai pensato bene a tutto questo?
E hai capito quello che ti attende e attende tutti quelli che ti circondano per i prossimi anni?

Se l’hai fatto e sei ancora convinto di provare, forse sei davvero pronto a lanciarti nell’avventura di creare la tua startup.


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    1 Response to "7 riflessioni sulle startup per non startupper"

    • Roberto

      Conoscete qualcuno che è pronto al fallimento?

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