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Quindi hai sicuramente capito come la divisione delle quote di una startup tra i founder sia un compito non facile e delicato, in cui è necessario per quanto possibile evitare gli errori.

Esistono però degli appositi tool che possono aiutarti in questo compito: e utilizzare un tool, che può essere più o meno “raffinato”, tenere di diversi aspetti e trascurarne altri, può rappresentare un aiuto importante. 

In particolare perché si tratta di uno strumento oggettivo, non influenzato da pregiudizi, opinioni o dai rapporti che in modo diverso si vengono a creare fra i diversi founder.

Attenzione: anche per quel che riguarda la scelta e l’utilizzo di un tool per la divisione delle quote, è importante che sia l’accordo fra i diversi founder coinvolti.

Solo in questo modo è possibile evitare recriminazioni o contestazioni successive, che possono creare un clima difficile da gestire e possono portare a difficoltà nella gestione della startup.

Gust

Gust è un tool che punta a dare ai founder uno strumento che sia corretto e oggettivo nella divisione delle quote di una società.

Per fare questo gli sviluppatori sono partiti da quelle che sono le più diffuse metodologie di divisione delle quote, con l’obiettivo di evitare i difetti che i differenti metodi presentano pur sfruttando l’analisi della complessa questione della divisione delle quote che ha portato a declinare questi metodi.

Dall’esame dei vari metodi, gli sviluppatori hanno individuato due fondamentali “valori” che i founder possono portare in dote alla società:

Oltre a basarsi su questi due “pilastri” della divisione gli sviluppatori di Gust hanno potuto fare riferimento allo studio degli accordi fra founder nelle società di maggiore successo, considerando ovviamente il tipo di business in cui le società operano e i sistemi utilizzati per dividere le quote.

L’analisi di tutti questi dati diversi ha permesso di individuare dei percorsi che si ripetono, relativamente alla divisione delle quote, nelle società di successo.

In effetti, ci sono startup che hanno bisogno di founder con un importante background a livello ingegneristico, mentre altre hanno bisogno di un maggiore bilanciamento tra capacità tecniche, marketing e intuito nell’innovazione.

Considerando tutti questi fattori è importante vedere la divisione delle quote in funzione di:

Il funzionamento di Co-founder è particolarmente semplice e intuitivo: prima di tutto è necessario rispondere ad alcune domande relative alle caratteristiche e all’attività della startup (il tipo di business, la dimensione del potenziale pubblico, la capacità e l’intenzione di spesa dei possibili acquirenti e qual è il valore aggiunto del prodotto o servizio offerto dalla startup).

Le domande successive servono invece a “inquadrare” il numero e le caratteristiche dei founder, in particolare in relazione al ruolo che ricoprono all’interno della società, alle attività svolte per la startup, al tempo impegnato, al ruolo nella progettazione e realizzazione del MVP, alla capacità di raggiungere il pubblico, agli investimenti effettuati nella startup, alla capacità di creare e mantenere rapporti con gli stakeholder, all’esperienza a livello di management e di fundraising.

Dopo aver terminato l’inserimento di tutti questi dati verrà richiesta un indirizzo mail a cui inviare una copia del prospetto di divisione delle quote. 

L’utilizzo di Co-founder è completamente gratuito.

Il tool è disponibile solo in lingua inglese e pensato e studiato per il mercato americano: per questo potrebbe non essere completamente rispondente alle necessità di una startup italiana.

# Slicing Pie

Dividere le fette di una torta: il processo di divisione delle quote di una startup potrebbe essere anche rappresentato con questa metafora.

E proprio a questo si ispira il tool Slicing Pie.

Alla base di questo tool si trova quella che viene definita una formula universale che permette di dividere in modo perfetto le quote di una startup.

Come precisato dagli stessi sviluppatori, questa formula è stata studiata per essere applicata nelle prime fasi di sviluppo di una startup, quindi in quella di bootstrapping e in quella di early stage.

L’idea innovativa alla base di Slicing Pie è quella di non basare la divisione delle quote su previsioni future e attività passate, ma di valutare i contributi che i founder danno alla società durante il passare del tempo.

Due sono i principali tipi di contributi che vanno valutati nella divisione delle quote: i finanziamenti in denaro e tutti quelli diversi dai finanziamenti in denaro.

Per esempio, lo straordinario non pagato che viene dedicato alla società può essere considerato un contributo non monetario.

Obiettivo di Slicing Pie è quello di normalizzare le due tipologie di contributi convertendole in un’unità di misura fittizia, la “fetta” (come una fetta di torta).

Inoltre la contribuzione non viene valutata come “cristallizzata” in un dato momento di tempo, ma segue invece un modello dinamico, che cambia in seguito alle azioni e ai comportamenti che vengono tenuti dai founder.

Per quel che riguarda il funzionamento, il tool di Slicing Pie è stato ideato per essere utilizzato da diversi utenti nello stesso tempo e per tenere conto delle contribuzioni dei diversi founder alla startup con i loro cambiamenti.

Per poterlo utilizzare è necessario registrarsi e inserire i dati del progetto, della startup e dei founder.

Attraverso l’inserimento dei dati e delle contribuzioni che vengono effettuate dai diversi founder per il programma è possibile impostare una divisione delle quote.

Il tool ha una serie di impostazioni di default, ma è anche possibile modificarle a seconda delle necessità della propria startup.

Se si sceglie una versione che permette di lavorare con più utenti, ogni utente autorizzato potrà inserire autonomamente i dati relativi ai propri contributi, mentre un amministratore avrà la visione e il controllo complessivo dei dati inseriti e della situazione.

Grazie a questo sistema si può ottenere una situazione aggiornata a intervalli regolari (stabiliti dall’utente) su quello che è l’impegno e il rischio che ogni founder assume nei confronti della startup.

Relativamente al prezzo, Slicing Pie offre diverse possibilità di scelta: ogni piano di abbonamento comincia sempre e comunque con un periodo di prova della durata di 14 giorni. 

Nel dettaglio i piani sono:

Il tool di Slicing Pie è sicuramente molto efficace nel monitorare in maniera continua le diverse attività dei founder e i cambiamenti nell’assetto societario che ne possono derivare.

Il tool è disponibile solo in lingua inglese ed è pensato in base al sistema del mercato americano, quindi potrebbe non adattarsi completamente per la gestione di una startup italiana.

# Foundrs

Foundrs offre un sistema calcolo delle quote societarie molto semplice, ma non per questo meno efficace di altri.

Il tool si basa su un sistema di domande e risposte: se a una prima occhiata potrebbe quasi apparire un sistema rozzo, bisogna invece considerare che gli sviluppatori hanno scelto le domande e studiato la formula per il calcolo dello split equity dopo essersi rapportati per un lungo periodo con diversi startupper e imprenditori affermati, che hanno condiviso la loro esperienza nell’ambito della divisione delle quote societarie.

Nel tool è possibile inserire fino a 4 founder diversi.

Bisogna indicare chi tra i founder ricopre determinati ruoli e chi è stato il primo ad avere l’idea di business.

Altre domande riguardano l’impegno lavorativo dei founder nella startup e la capacità di fare del fundraising, chi si occupa del marketing e della comunicazione.

Inoltre viene chiesto di valutare di quale founder l’abbandono avrebbe il maggiore (e minore) impatto sulla startup.

Le ultime domande riguardano l’esperienza, i collegamenti e la possibilità di coinvolgere nel progetto gli stakeholder.

Completato l’inserimento delle risposte, il tool offre una suddivisione delle quote della società, nonché alcuni consigli di carattere generale sulle necessità della startup (come quelle relative a particolari membri del team).

Il tool è completamente in inglese ed è offerto in utilizzo gratuito.

Si tratta un tool dall’utilizzo molto semplice e rapido, che presenta alcuni limiti, peraltro dichiarati dagli stessi sviluppatori.

In particolare non si possono inserire più di 4 founder, non tiene conto della situazione in cui un founder apporta un capitale molto importante alla startup e non può essere utilizzato se si aggiungono alla società dei founder dopo che il prodotto è stato immesso sul mercato.

# EliteGame Developer

Una soluzione particolarmente semplice per scegliere come dividere le quote fra i diversi founder è quella rappresentata dal modello di Equity Split di EliteGame Developer.

Si tratta di un comune foglio di excel, che è possibile copiare ed editare, in cui sono presenti una serie di domande.

In particolare ogni la risposta per ogni domanda può essere riferita a uno o più founder.

Le domande riguardano chi ha avuto l’idea originale, chi potrebbe portare danni maggiori nel caso lasciasse il team, chi si occupa dello sviluppo, del marketing, chi ha maggiori contatti con gli stakeholders.

Dopo aver risposto alle diverse domande una formula matematica calcola la divisione delle quote.

Anche in questo caso l’utilizzo del tool è completamente gratuito ma attenzione: si tratta di un tool pensato per quelle startup che producono videogame o prodotti simili, quindi in altri settori la divisione ottenuta potrebbe non essere la più indicata.

Si tratta comunque di uno strumento interessante nella sua semplicità, che può comunque dare un’idea di quali processi utilizzare per la divisione delle quote.

# Quale tool è il migliore?

Non è facile individuare il tool perfetto per la suddivisione delle quote tra i founder di una startup.

Si può dire però che Slicing Pie è probabilmente quello che offre un maggior numero di funzioni e la possibilità di monitorare la contribuzione dei diversi soggetti non solo in un singolo momento, ma anche durante lo svolgersi del progetto di business.

In questo senso, si tratta di tool che probabilmente è più adatto a delle realtà che abbiano già una struttura, anche se non particolarmente grande, e che abbiano in qualche modo iniziato la loro attività.

Gli altri tool sono invece utili a “fotografare” una determinata situazione, senza che sia possibile un monitoraggio prolungato del cambiamento di conferimenti da parte dei founder: si tratta quindi di tool che possono essere utili nelle prime o primissime fasi di vita di una startup, per determinare il “punto di partenza” della gestione sociale e della distribuzione del capitale sociale.

Un limite comune a tutti i tool è quello di essere non soltanto in lingua inglese, ma anche sviluppati avendo come modello il mercato americano: le cui caratteristiche non sempre sono corrispondenti a quello italiano.

In ogni caso, non potendo trovare il tool perfetto, può essere utile anche utilizzarli tutti e confrontare i risultati ottenuti: anche se non daranno la soluzione ottimale potrebbero comunque fornirti un punto di partenza per una divisione delle quote corrispondente alle necessità e alle caratteristiche della tua startup.


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