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Come validare la tua idea di startup? Ti sei mai fatto questa domanda? È una delle più importante per uno startupper.

Infatti la validazione è quel processo, composto di diverse fasi, che ti permette di capire se la tua idea di business ha davvero delle possibilità di successo.

Validare un’idea è un passo necessario: ti permette infatti di “mettere” alla prova la tua “teoria” di startup e comprendere se effettivamente ha le carte in regola per affermarsi.

Capire come validare la tua idea di startup è importante perché solo in questo modo puoi capire se ha senso proseguire con il tuo progetto, impegnando capitale e lavoro.

Se trascuri il passaggio determinante della validazione, rischi di buttare tempo e denaro in un progetto che non ha nessuna possibilità di successo.

Il processo di validazione è in effetti importante non solo al momento della creazione di una startup, ma anche nelle fasi successive. 

Come l’apertura di un crowdfunding o il lancio di una nuova strategia di marketing.

Tornando però alla validazione dell’idea, è importante comprendere come si tratti di un processo che richiede impegno e tempo.

Impegno e tempo che vengono però ripagati per 3 ordini di motivI:

evitando di sprecare tempo e denaro, magari del tuo capitale personale;
riducendo il rischio di fallimento, proseguendo solo se il progetto di business ha reali possibilità di concretizzarsi;
aumentando le possibilità di successo, correggendo eventuali difetti e implementando miglioramenti nel progetto di business.

Ci sono 3 step fondamentali che ti permettono di validare la tua idea di startup in modo rapido ed efficace: scopri quali sono.

Come validare la tua idea di startup: domande fondamentali, ricerca e MVP

# Step 1: le domande fondamentali

Ci sono alcune domande fondamentali che ti permettono di validare la tua idea di startup.

Ricorda che devi rispondere in modo positivo a tutte queste domande per una validazione completa.

Se la risposta anche a una di queste domande è negativa, la soluzione migliore è quella di fare pivot e puntare su un progetto diverso.

La prima domanda è se la soluzione che proponi risolve un problema.

Se la risposta è no, vuol dire che la tua soluzione è, nella pratica, “inutile”: può essere rivoluzionaria e interessante, ma probabilmente non serve a nulla.

Se invece la risposta è positiva puoi proseguire con la seconda domanda fondamentale: cioè se il problema è abbastanza importante da meritare una soluzione.

Ci sono dei problemi che, in realtà, sono “non problemi”: cioè hanno talmente poca importanza che non viene nemmeno percepita la necessità di una soluzione.

Quindi, se la tua soluzione risolve un “non problema”, meglio abbandonare l’idea di svilupparla, almeno per il momento.

Nulla esclude che in futuro il problema possa diventare più importante.

Se invece la tua soluzione risponde a un problema percepito come “importante”, puoi passare alla terza domanda fondamentale.

Cioè se il pubblico di riferimento è disposto a pagare per una soluzione.

Ci sono problemi che possono anche essere percepiti come tali, ma per cui non siamo così “preoccupati” da arrivare a pagare per una soluzione.

Magari perché esistono delle soluzioni alternative gratuite che possono fare al caso nostro.

Se invece la soluzione che proponi è così efficace e rivoluzionaria da cambiare il modo di risolvere un problema, è probabile che ci sia qualcuno disposto a pagare essa.

Quindi la tua soluzione ha un mercato.

Come puoi trovare le risposte a queste domande fondamentali?

Le risposte vanno cercate nel pubblico target e non possono basarsi solo su ragionamenti teorici e ipotesi.

Hai a disposizione diversi strumenti per rispondere a queste domande, a partire dalle ricerche di mercato.

Con queste puoi raccogliere informazioni importanti sulle esigenze e le preferenze del tuo pubblico di riferimento.

Altro strumento utile sono le interviste con i potenziali clienti, che ti permettono di raccogliere dati ancora più puntuali, a patto ovviamente di formulare le domande giuste.

Molto interessanti, per capire come validare la tua idea di startup, sono anche i test di concetto.

Si tratta di utilizzare sondaggi e interviste per capire come i clienti possono reagire alla soluzione che proponi, quando è ancora in fase di progettazione.

Si tratta di “mettere alla prova” il concetto, l’idea nuda e cruda che sta dietro alla soluzione.

Quello che devi cercare è un riscontro diretto riguardo ai desideri dei potenziali clienti, in modo da mettere in luce anche degli aspetti che potresti aver trascurato.

Ti serve l’opinione diretta dei futuri clienti, che devono poter valutare l’idea che proponi in modo chiaro e semplice.

# Step 2: la ricerca

Leggendo quanto scritto sulle domande fondamentali hai  capito che la ricerca, relativa mercato su cui la startup opera e sul pubblico di riferimento, ha valore assoluto.

In realtà la ricerca di informazioni e dati è importante in ogni fase di sviluppo della tua startup: anche quando cerchi di capire come aprire un crowdfunding.

Nel caso della validazione dell’idea di business, questo step è necessario per capire in quali acque dovrà “navigare” la tua startup.

Si tratta di una ricerca che comprende diverse analisi, a partire da quella dedicata alla concorrenza.

Sapere come si posizionano nel mercato i tuoi competitor, quali soluzioni e strategie offrono è necessario per capire come la tua startup potrà confrontarsi con loro.

Senza dimenticare che questi tipo di analisi ti permette di individuare punti di forza ed eventuali errori in cui non devi incorrere.

Altra analisi su cui ti devi concentrare è quella relativa al mercato di riferimento. 

Devi capire come è strutturato, se ci sono delle possibilità di crescita, se è saturo oppure se puoi trovare una nicchia in cui avere una posizione dominante.

E, come terzo tipo di analisi, non può mancare quella legata ai clienti, in particolare ai loro bisogni e necessità.

Devi capire di che cosa il tuo pubblico ha bisogno, in modo da rispondere a una necessità. 

Oppure essere in grado di “creare” una necessità che non è ancora percepita dai clienti.

Ma come puoi eseguire queste analisi e ottenere tutti i dati che ti sono necessari?

Gli strumenti a tua disposizione sono diversi: ricorda di utilizzarli tutti e nel modo corretto, perché hai bisogno di un quadro complessivo, senza omissioni.

I sondaggi ti permettono di raggiungere un’ampia fetta di potenziale clientela. 

Impostando nel modo corretto le domande, puoi ottenere un buon riferimento per validare la tua idea di business.

Le interviste ti permettono di approfondire maggiormente gli argomenti che ti stanno a cuore e su cui vuoi raccogliere maggiori informazioni.

Chiaramente richiedono un maggiore impegno di tempo e dovresti dedicarle a un pubblico già “selezionato”.

Informazioni e dati ancora più accurati li puoi ottenere attraverso un focus group.

Con questa definizione si intende un piccolo gruppo di partecipanti, che devi selezionare in modo accurato, che aprono delle discussioni in una ricerca qualitativa.

I partecipanti devono essere selezionati nel senso che devono avere caratteristiche tali da rappresentare la “fetta” di pubblico più ampio che punti a raggiungere.

Questo tipo di gruppo prevede la presenza di un mediatore, che ha il ruolo di introdurre la discussione e di prendere appunti su  le opinioni e i  feedback dei partecipanti.

In questo tipo di discussione non è necessario determinare se un’opinione sia giusta o sbagliata.

Quello che ti interessa è piuttosto estrarre da queste discussioni delle opinioni e delle intuizioni che siano significative per il tuo processo di validazione.

# Step 3: MVP

Il terzo e ultimo step nel tuo processo di validazione dell’idea di startup è quello relativo alla creazione di un MVP.

Ovviamente è importante capire prima di tutto cos’è un MVP o Minimum Viable Product, che in italiano può essere tradotto come “prodotto minimo funzionante”.

Nella pratica si tratta di un prodotto reale, di un’app, di un sito web o di un servizio che devi realizzare a costi contenuti e possa essere immesso sul mercato.

Per aiutarti nel tuo processo di validazione un MVP deve essere poter realizzato in maniera semplice. 

Quindi non deve richiedere un impegno troppo importante sia per il tempo che per il costo relativi alla realizzazione.

Ma deve essere anche dotato di tutte quelle funzioni che permettono al pubblico di valutarlo e di comprendere vantaggi e svantaggi.

Solo in questo modo i potenziali clienti possono infatti “testarlo” e tu puoi raccogliere i feedback che sono preziosi per il processo di validazione.

Come procedere per costruire un MVP che abbia tutte queste caratteristiche e che quindi sia utile per la validazione?

Per prima cosa devi definire le funzionalità essenziali del prodotto o servizio: quelli che permettono ai clienti di utilizzarlo e valutarlo.

Fondamentalmente si tratta di individuare il “core” della soluzione che vuoi offrire al pubblico: anche se ridotto al minimo.

Partendo da queste funzionalità essenziali puoi costruire il prototipo che, per esempio, può essere un Concierge.

Con questo termine si intende l’esecuzione manuale di un servizio che dovrebbe essere automatico. 

Per esempio un’app che ti permette di effettuare un abbinamento tra vino e cibo e di acquistare il vino corretto.

Un Concierge di questo tipo significa procedere manualmente agli abbinamenti e all’inserimento di ordini, per valutare la reazione della clientela al servizio.

Testare questo MVP è lo step finale del processo. 

Tornando all’esempio visto prima, può significare mettere online una prima versione dell’app o del servizio e attendere le reazioni del pubblico.

E da queste “reazioni” potrai raccogliere i dati e le informazioni che ti permettono di capire se sei sulla buona strada oppure se è necessario aggiustare la rotta del tuo progetto di business.

Hai diversi metodi a disposizione per testare il tuo MVP.

Un primo metodo è quello di fare un test A/B, che è particolarmente utile se il tuo MVP consiste in una landing page o in un sito web.

Consiste nel testare due diverse versioni del sito web oppure della landing page: le differenze possono anche riguardare dei singoli elementi del sito o del layout.

Le due versioni devono essere inviate a due gruppi di utenti differenti, per valutare le loro reazioni.

Un altro strumento utile sono i test di usabilità: questi test rappresentano uno dei migliori metodi di osservazione per verificare il design di un prodotto digitale e il suo funzionamento.

Normalmente in questo tipo di test si chiede alle persone di compiere delle precise azioni, per capire come interagiscono con il servizio o prodotto digitale.

Questo permette di correggere eventuali errori oppure implementare funzioni ulteriori, senza arrivare troppo oltre con lo sviluppo di un prodotto o servizio.

Il test di accettazione del cliente o dell’utente viene definito anche beta-test: è una sorta di test finale, utilizzato soprattutto per le app e per i software.

In questi test il cliente verifica e convalida in maniera rigorosa le caratteristiche, le funzioni e l’usabilità di un prodotto.

Si tratta di un tipo di test che punta a verificare che la soluzione proposta sia in grado di soddisfare le necessità dei clienti e se riesce a generare un’esperienza di utilizzo coinvolgente e soddisfacente.

Sapendo cos’è e come funziona il crowdfunding, anche una campagna di reward può diventare un modo per testare un MVP.

Ti permette infatti di vendere un prodotto ancora prima di crearlo. 

Se riesci a concludere una campagna crowdfunding di successo, vuol dire che hai validato il tuo MVP e hai già dei fondi per realizzare il tuo progetto.

# Conclusioni

Hai visto come validare la tua idea di startup seguendo un processo diviso in 3 step fondamentali: e se il risultato che hai ottenuto è positivo, qual è il prossimo passo?

Sicuramente può migliorare la tua soluzione, implementando nuove caratteristiche e nuove funzioni, soprattutto se dai feedback ricevuti ha ottenuto un risultato che ti spinge in questa direzione.

Significa normalmente che la soluzione che proponi è interessante per il pubblico, ma che può essere ancora migliorata.

Ovviamente devi continuare a raccogliere feedback ogni volta che ne hai l’occasione mentre sviluppi il tuo progetto.

Solo in questo modo infatti puoi sperare di puntare al successo.

Ma la conclusione più ovvia di un processo di validazione che ha esito positivo è quella del lancio del prodotto o servizio sul mercato.

Ricorda che non devi puntare alla perfezione, ma devi raggiungere il mercato in modo da valutare il riscontro del pubblico e continuare il processo di crescita della tua startup.

Tutto il processo che ti ha permesso di validare la tua idea di startup ti potrà essere utile anche in altre occasioni, prima tra tutte il lancio di un crowdfunding.

Ora tocca a te: pensi che gli step visti siano quelli più utili per validare un’idea di business? Oppure vorresti aggiungere qualcosa? Rispondi in un commento!

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